Le migliori 10 partite di Michael Jordan!

Le migliori 10 partite di Michael Jordan!

Bleacher Report ha voluto omaggiare Michael Jordan e l’uscita del documentario dedicato a lui e ai Chicago Bulls del 1997-98, facendo una classifica delle migliori 50 partite del numero 23 della Windy City.

Noi, per non dilungarci, ci siamo concentrati sui migliori 10. (Per la lista completa -> cliccate qui <-)

Buona lettura!

 

10. THE BASKETBALL KING

  • Data: 22 luglio 1992
  • Stats: 17 PTS, 5-7 FG, 5-6 FT, 6 AST
  • Punteggio: White Team 40, Blue Team 36

Questa è una partita non ufficiale, ma, allo stesso tempo è considerata come una degli scontri più belli mai visti su un campo da basket. In un celebre allenamento di preparazione alle Olimpiadi 1992, Chuck Daly forma due squadre, la bianca guidata da Jordan con Malone, Ewing, Pippen, e Bird e la blu guidata da Magic con Barkley, Robinson, Mullin, e Laettner. La partita serve a decidere chi avrà il “comando” di Team USA. Jordan, dopo aver vinto, a fine allenamento, dirà: “Questa è la migliore partita a cui abbia partecipato”.

Nathaniel S. Butler/Getty Images

 

9. THE CAREER HIGH

  • Data: 28 marzo 1990
  • Stats: 69 PTS, 23-37 FG, 21-23 FT, 6 AST, 18 REB, 4 STL
  • Punteggio: Bulls 117, Cavaliers 113

Non molte guardie riescono a stabilire i loro career-high in punti e rimbalzi nella stessa serata. Solo un giocatore è riuscito a sfiorare i 70 punti e 20 rimbalzi, trovando il tempo per distribuire 6 assist e tirare con il 62% dal campo. Doug Collins, commentatore per TNT, quella sera menziona il fatto che un giornale di Cleveland avesse incensato nei giorni precedenti alla partita la difesa di Craig Ehlo, guardia dei Cavs. Un aspetto che la mente competitiva di Jordan non può aver saltato. I Bulls vincono al supplementare grazie ad un MJ da 69 punti – 31 nel primo tempo, 30 nel secondo e 8 nel supplementare – 18 rimbalzi (di cui 7 offensivi), 6 assist e 4 rubate.

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Michael Jordan vs. Cleveland Cavaliers

 

8. DOUBLE NICKEL

  • Data: 28 marzo 1995
  • Stats: 55 PTS, 21-37 FG, 10-11 FT, 2 AST, 4 REB
  • Punteggio: Bulls 113, Knicks 111

Il 28 marzo deve essere una data che ispira particolarmente Michael Jordan. A distanza di 5 anni da quel career high contro i Cavs è cambiato molto: MJ ha vinto 3 anelli consecutivi, poi, ha deciso di ritirarsi dai campi per un anno e mezzo, prima di fare marcia indietro nel marzo del ’95. Alla quinta partita dal suo ritorno nella NBA, però, Jordan decide che è il momento di far capire al mondo intero di essere tornato. Lo fa al Madison Square Garden di New York contro gli odiati Knicks. Ancora con il 45 sulle spalle, ne segna 55, ma, quando la partita deve trovare il suo vincitore decide di mettersi in cabina di regia: ad un minuto dal termine prende una meravigliosa linea di fondo, scaricando per Pippen che segna il +2 Bulls. Poi, dopo i liberi del pareggio di Starks, a 3 secondi dal termine, e dopo aver attirato il raddoppio su di lui a centro area, manda a schiacciare Bill Wennington, decidendo così la partita. A fine partita tutti hanno capito: “Michael Jordan is back!”

 

7. THE SHOT

  • Data: 7 maggio 1989
  • Stat line: 44 PTS, 17-32 FG, 9-13 FT, 6 AST, 9 REB
  • Punteggio: Bulls 101, Cavaliers 100

Alla fine della stagione 1988-89, l’unica squadra con un record migliore dei Cleveland Cavs saranno i futuri campioni NBA, i Detroit Pistons. I Bulls avevano chiuso con un brutto 47-35, arrivando appena sesti nella EC e accoppiandosi al primo turno proprio con i Cavs. Durante la RS, i Bulls hanno perso tutte le 6 partite contro i Cavs, nonostante l’anno prima avessero battuto la franchigia dell’Ohio ai PO. Chicago riesce comunque ad andare sul 2-1, ma perde gara-4 in casa: tutto si deciderà all’ultima partita. La partita è equilibratissima e nessuna delle due squadre riesce a scappare. A 6 secondi dal termine i Bulls sono sopra di 1, ma sulla rimessa Craig Ehlo inventa un ‘dai e vai’ con cui arriva al ferro, appoggiando il +1 Cavs a 3 secondi dal termine. Serve un miracolo a Chicago e il miracolo arriva: Jordan batte l’anticipo sulla rimessa, si prende la palla e arriva all’altezza del tiro libero, qui salta per prendere il tiro, ma vede il recupero di Ehlo che gli mette la mano in faccia, lui aspetta e contro tempo, sulla sirena, ammutolisce un’intera arena. Verrà ricordato come “The Shot”, il tiro con cui Jordan corona una partita incredibile.

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La celebre esultanza di MJ.

 

6. PERFECTION

  • Data: 3 aprile 1988
  • Stats: 59 PTS, 21-27 FG, 17-19 FT, 6 AST, 4 REB, 2 STL, 2 BLK
  • Punteggio: Bulls 112, Pistons 110

Questa partita non è tra le più famose di Jordan, ma è comunque una delle più incredibili. 48 minuti giocati al limite della perfezione. 27 tiri totali ed appena 6 errori (3 per tempo), il 77.8% dal campo, 59 punti segnati e solo una palla persa (per colpa di un fallo in attacco). Gli avversari sono anche i più ostici, quei Detroit Pistons che batteranno Michael nelle successive tre serie di play-off. Sul 110-110, a 24 secondi dal termine, MJ stoppa da dietro Thomas, poi, sulla rimessa successiva difende ancora splendidamente sul play dei Pistons, propiziando il recupero di palla e guadagnandosi il fallo e i due liberi. Dopo averli segnati entrambi, sul 112-110, difende ancora su Thomas che sbaglia il tiro della vittoria. Perfezione? Forse esiste.

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Michael Jordan vs. Detroit Pistons

 

5. ‘JORDAN FOR THREE. YES!’

  • Data: 3 giugno 1992
  • Stats: 39 PTS, 16-27 FG, 1-1 FT, 11 AST, 3 REB, 2 STL
  • Punteggio: Blazers 89, Bulls 122

Bulls e Blazer sono finalmente di fronte alle Finals e tutti gli occhi sono puntati su Michael Jordan e Clyde Drexler, ritenuto da molti migliore del 23 di Chicago. Jordan, quando pungolato, ci tiene particolarmente a mettere in chiaro le cose e utilizza il primo tempo della gara-1 contro i Blazers per far capire a tutti qual è la verità: 14 su 21 al tiro nel primo tempo e 35 punti sul tabellino personale. In quella partita c’è tutto il repertorio di Jordan, ma c’è anche il tiro da tre punti. Michael segna sei triple nel primo tempo e, dopo l’ultima, si volta verso il suo amico Magic Johnson, fermo a bordo campo in veste di commentatore e si stringe nelle spalle. ‘The Shrug’. Chi è il più forte? Non serve neanche chiederlo.

 

4. SAY ‘ATLANTIC CITY’ ON… MORE… TIME

  • Date: 31 maggio 1993
  • Stats: 54 PTS, 18-30 FG, 12-14 FT, 2 AST, 6 REB, 2 STL
  • Punteggio: Knicks 95, Bulls 105

Gara-4 delle Finali della Eastern Conference 1993 fu un’altra partita in cui Jordan diede un segnale alla NBA. MJ, secondo alcune voci, sarebbe andato ad Atlantic City, nel New Jersey, tra gara-1 e 2 a New York, un atteggiamento molto criticato, anche alla luce di quanto emerso sui suoi vizi di gioco nel 1992. MJ era stato messo in discussione dopo due gare sottotono nella Grande Mela e una prestazione da 3 su 18 dal campo nella vittoria del Bulls in gara-3. Jordan durante quella serie rimase in silenzio stampa, ma fece una dichiarazione piuttosto forte nella decisiva gara-4: saranno 54 i punti di Jordan a fine partita, che sarebbero potuti essere 60 se MJ non avesse commesso un fallo in attacco (il quinto) che lo costrinse a rimanere per 3 minuti in panchina. Critiche zittite, detrattori zittiti, Bulls portati prima alle Finals NBA e, poi, al terzo anello consecutivo.

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Michael Jordan vs. New York Knicks.

 

3. LARRY BIRD’S ROAD TO DAMASCUS

  • Data: 20 aprile 1986
  • Stats: 63 PTS, 22-41 FG, 19-21 FT, 6 AST, 5 REB, 3 STL, 2 BLK
  • Punteggio: Bulls 131, Celtics 135

Una delle frasi più celebri riferite a Michael Jordan è quella proferita da Larry Bird dopo gara-2 del primo turno di play-off nel 1986. Jordan, dopo una spettacolare prima partita della serie, trasmessa in diretta nazionale, in cui chiuse a 49 punti, bissò la prestazione anche nella seconda gara della serie. Raramente si è vista una partita con questo dominio tecnico e fisico: ogni volta che uno tra Bird, Parish, McHale o Ainge trovava il canestro, Jordan rispondeva dall’altra parte, segnando sulla testa di chiunque. Come spesso gli succedeva a inizio carriera, alla fine, MJ perderà quella partita dopo due tempi supplementari, ma alla fine Bird lo omaggerà con il famoso: “I think it’s just God disguised as Michael Jordan”.

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Larry Bird e Michael Jordan.

 

2. THE FLU GAME

  • Data: 11 giugno 1997
  • Stats: 38 PTS, 13-27 FG, 10-12 FT, 5 AST, 7 REB, 3 STL
  • Punteggio: Bulls 90, Jazz 88

Questa è una storia sentita e risentita più volte, ma che non smette mai di annoiare. I Chicago Bulls sono a Salt Lake City per gara-5 (il formato delle serie è ancora quello 2-3-2) e MJ è nella sua camera d’hotel, il giorno prima della partita, quando decide di ordinare la pizza. La pizza arriva, ma qualche ora dopo Jordan è steso in camera sua, preda di lancinanti fitte allo stomaco. Il giorno dopo non si sa se MJ sarà della partita, poi, le voci dicono che ci sarà, ma potrebbe non partire dall’inizio. Quando l’arbitro alza la palla a due, Michael Jordan è in campo. Segnerà 38 punti, aspettando che la partita arrivi a lui nei primi minuti e, poi, dominandola completamente. La tripla a 25 secondi dalla fine che regala a Chicago il +5 arriva dopo un suo errore in lunetta. Perché quel giorno niente e nessuno avrebbe fermato Michael Jordan.

Dick Raphael/Getty Images

 

1. THE LAST SHOT OF THE LAST DANCE

  • Date: 14 giugno 1998
  • Stats: 45 PTS, 15-35 FG, 12-15 FT, 1 AST, 1 REB, 4 STL
  • Punteggio: Bulls 87, Jazz 86

Scrivere, a volte, è superfluo. Ci sono opere d’arte che vanno semplicemente ammirate nella loro stordente bellezza. Un’opera d’arte che ha un luogo, Salt Lake City… un numero, il 23… dei colori, il rosso e il nero… e un rumore, quello della retina che si muove. Il resto è semplicemente il sesto anello per il più grande di tutti i tempi.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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