Federico Buffa e il suo ricordo di Kobe Bryant

Federico Buffa e il suo ricordo di Kobe Bryant

Durante una puntata di Casa Sky Sport, Federico Buffa, commentatore di partite NBA per 15 anni al fianco di Flavio Tranquillo e autore di numerosi documentari proprio per Sky, chiamato a rispondere alle tante domande arrivate da casa, ha espresso il suo pensiero sulla morte di Kobe Bryant:Ero negli Stati Uniti, a Park City, stavo vedendo un film durante il Festival del Cinema Indipendente Americano: il Sundance. Di fianco a me c’era Mauro Bevacqua, direttore del sito NBA di Sky e, la notizia me la diede il direttore di Sky Sport. ‘Kobe Bryant è morto’. Io lo faccio vedere a Mauro. Mauro esce, va a controllare, viene dentro e mi spiega che cosa è successo.”

Poi, il racconto di come lui abbia affrontato la notizia: “Al momento non ho pensato a niente. C’era una sorta di rigore psichico. Durante la giornata ho pensato a quante volte lo avessi visto giocare alle Finals dal vero. Avevo fatto il conto di quante partite dei Lakers avevo visto e credo di averne dovuta togliere una, perché non credo abbia giocato la terza contro Indiana nel 2000, e a quante volte, commentando quelle partite, mi ero reso conto di quando lui la vinceva. Quando decideva psicologicamente come avrebbe vinto, lui, la partita. Da lì in poi non ho mai più pensato a lui come giocatore”.

“Ho pensato a una cosa, e sempre solo la stessa”, ha continuato Buffa. Ovvero sia, esattamente come Gaetano Scirea, lui ha certamente a disposizione 5, 6, 7 secondi prima dell’impatto – della 125 in Polonia e dell’elicottero – dove capisce che sta per morire carbonizzato. Solo che questa volta ha sua figlia di fianco a lui. E io continuo sempre a pensare a quei 6/7 secondi in cui sei lucido per sapere che chiaramente è finita e, penso che 6/7 secondi così non abbiano un tempo. Non so quanto possano durare. Ed è la cosa a cui penso di più che lo riguarda.”

Poi, conclude riportando il pensiero della moglie di Kobe Bryant, Vanessa: “E mi ha colpito tantissimo quando sua moglie, celebrandoli, ha detto: ‘Nel dolore straziane, meglio così, perché nessuno dei due avrebbe potuto vivere senza l’altro. se uno dei due doveva morire, allora che muoiano tutti e due, perché sarebbe stato troppo difficile per entrambi, sopravvivere all’altro’.”

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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