Emozioni e lacrime a San Antonio: gli Spurs ritirano la n°9 di Tony Parker

Emozioni e lacrime a San Antonio: gli Spurs ritirano la n°9 di Tony Parker

Una notte speciale quella trascorsa a San Antonio, che difficilmente scorderanno gli oltre diciottomila dell’AT&T Center. È stata infatti la notte di Tony Parker, il francese che, per oltre 15 anni, ha riscritto la storia della pallacanestro americana con la maglia dei suoi Spurs.

Draftato nel 2001, alla numero 28, è stato uno dei tanti steals che hanno caratterizzato l’epopea di Popovich. Come lui, anche il suo compagno di mille avventure, Manu Ginobili, chiamato l’anno seguente alla 57 del secondo giro. Loro due, insieme a Tim Duncan, formarono uno dei big three meglio assortiti di sempre, con i quali Gregg Popovich ottenne quattro anelli e cinque finali Nba. Questa notte, è arrivata anche l’ultima grande onorificenza possibile per Parker: quella maglia, la sua numero 9, vista ancora una volta da vicino, questa volta però appesa lì in alto insieme alla 20 e alla 21 Ginobili e Duncan.

Non avete idea di che impatto abbia nella mia vita avuto giocare con voi due, Manu Ginobili e Tim Duncan. Siete stati di ispirazione ogni giorno e sì, parlo di quello che abbiamo fatto in campo ma i miei ricordi preferiti sono fuori dal campo – queste le parole di Parker per i suoi due compagni storici –  Ancora adesso passiamo tempo insieme, parliamo e giochiamo a tennis insieme, però ecco a tennis devo ancora migliorare perché continui a perdere contro Manu e non va bene. Ma è l’amicizia, quello che amo di più di noi. Vi voglio bene e sarà sempre così, insieme”.

Un pensiero poi per il vero artefice di quei San Antonio Spurs, il coach, Gregg Popovich: “Sei sempre stato il capo, ma per stasera tocca a me. Lo so Pop che odi quando si parla di te ma l’impatto che hai avuto nella mia vita è quello di un incredibile secondo padre per me. Il modo in cui mi hai aiutato a capire il tuo gioco insegnandomi ogni cosa. La gente dimentica eppure nei miei primi anni c’erano pochi giocatori europei e tu… mi hai dato una chance. Mi ricordo quando avevo 19 anni e tu mi hai chiamato in fondo all’aereo e mi hai detto ‘Tony giocherai la prossima partita’ e io ero tipo ‘Cosa? Stai parlando con me? Giocherò?’. Grazie per aver creduto in me Pop. Mi hai dato tanto e non smetterò mai di esserti grato per questo”

Claudio Rosa

21 anni, studente all'Università Cattolica del Sacro Cuore, aspirante giornalista ma giornalaio per passione, tifoso Lakers nel tempo libero ed amante occasionale dello stretch four.

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