Popovich nella storia: 24esima stagione al timone degli Spurs

Popovich nella storia: 24esima stagione al timone degli Spurs

Chiunque abbia praticato uno sport o una disciplina di squadra sa quanto sia importante la figura dell’allenatore e quanto le performance dei giocatori dipendano dalla loro condizione psicologica e dalla fiducia che hanno nei loro mezzi. Proprio quest’ultima cosa, la fiducia in sé stessi, è la cosa che più differenzia un giocatore talentuoso bravo da un giocatore talentuoso eccellente. Insomma, se non sei il primo a credere nel tuo stesso potenziale, chi lo farebbe mai per te? La risposta a questa domanda l’avete già letta nella prima frase: il Coach.

Specialmente nel basket, uno sport in cui i cambi non sono limitati e tutta la squadra entra in campo, la tranquillità che l’allenatore riesce a dare ad ogni singolo componente può rivelarsi l’arma vincente. Di certo non sarà lui ad indossare la divisa , ma il modo in cui gestisce la squadra psicologicamente (e non solo fisicamente), ci fa capire perché per vincere non basta avere i mezzi giusti, ma anche saperli usare nel modo corretto. Nella mia breve carriera cestistica mi sono rapportato con allenatori bravi e meno bravi (e alcuni meno bravi ancora) e ho capito dal primo istante quanto la serenità con cui scendi in campo sia il fattore determinante. Ne ho visti di giocatori bravi in allenamento non riuscire ad esprimersi al meglio in partita e, citando uno che di mentalità ne sa più di tutti, ho capito che il basket è un “mental game” e che ognuno ha bisogno di sapere che fare un errore non significa non potersi riscattare.

Proprio capendo questo concetto, riesco a capire a mia volta due cose:

  1. Ho imparato a riflettere a lungo prima di criticare la scelta di una società di esonerare un allenatore, perché se si arriva a tale punto vuol dire che è venuta a mancare la serenità e il feeling mentale tra giocatori e coach. Poi la scelta può essere scelta o sbagliata, ma un rapporto umano non si cura con una operazione come si fa con la rottura di un crociato.
  2. La seconda è che rimanere per tanti anni in una stessa squadra che milita nel massimo campionato del mondo è un’impresa quasi impossibile a meno che tu non sia in primis un grande comunicatore poi e tutto il resto.

Proprio avendo capito queste due cose, il mio stupore è grande quando realizzo che Gregg Popovich è diventato l’unico allenatore della storia ad allenare una stessa squadra di NBA per 24 stagioni consecutive. Nessuno come lui nella storia della lega, nessuno come lui in grado di mantenere l’asticella così alta per tutto questo tempo. Vorrei parlarvi del modo in cui tira fuori il meglio da ogni suo giocatore o del modo unico in cui riesce dare una chiara e precisa identità di gioco alle sue squadre ma non lo farò oggi, non lo farò qui nonostante da tifoso Spurs passerei le ore ad elogiare le gesta di quello che per me è il miglior allenatore della storia. Non ho voglia di scrivere papiri o annoiarvi con le statistiche, perché se c’è una cosa che ho imparato dal buon Gregg è che ci sono cose più importanti dei numeri e delle statistiche e che la serenità con cui affronti i problemi è l’unico modo per risolverli. Per tutto il resto: “Just numbers, next question. Let’s talk about the game. The game.”

Giò Bonfantino

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