PACIFIC DIVISION: Gli equilibri cambiano

PACIFIC DIVISION: Gli equilibri cambiano

La preview della SOUTHWEST DIVISION la trovate -> cliccando qui <-

La preview della NORTHWEST DIVISION la trovate -> cliccando qui <-

La preview della ATLANTIC DIVISION la trovate -> cliccando qui <-

La preview della CENTRAL DIVISION la trovate -> cliccando qui <-

 

Oggi si parla di PACIFIC DIVISION.

La West Coast è pronta ad attirare su di sé i riflettori anche per la stagione 2019/2020: le due squadre di Los Angeles con l’idea di arrivare fino in fondo, i Warriors per smentire lo scetticismo dopo gli addii di Durant, Livingston e Iguodala. Arriviamo ai Kings in cerca di conferme dpo la buona regular season disputata e il cambio di allenatore e i Phoenix Suns che sembrano aver allestito quantomeno un quintetto credibile e che possa finalmente risollevare gli umori in Arizona.

LOS ANGELES CLIPPERS

Quando come General Manager ti ritrovi un genio come Jerry West tutto è più facile: i Clippers hanno costruito una contender partendo da una stagione positiva sotto molti punti di vista, aggiungendo il fresco vincitore NBA Leonard che aveva voglia di tornare a casa e Paul George per provare subito a vincere il titolo. Da molti bookmakers i Clippers sono dati come i favoriti per la vittoria finale, dopo che il progetto “Lob City” non ha portato i frutti sperati, la franchigia di Steve Ballmer può di nuovo puntare al Larry O’Brien. I ragazzi di Doc Rivers partono da due principali certezze: una difesa d’elité composta da Beverley, Leonard e George e una fase offensiva che ha come principali realizzatori gli stessi Leonard e George senza dimenticare uno dei giocatori più determinanti in uscita dal pino come Lou Williams. Purtroppo nessuno è perfetto e nemmeno i Clippers lo sono: sottocanestro Harrell e Zubac potrebbero soffrire la fisicità di centri più pesanti e sotto canestro si rischia di lasciare troppi rimbalzi. La rivoluzione dello small ball per ora ha avuto la meglio ma potrebbe non bastare per assicurarsi il titolo

 

GOLDEN STATE WARRIORS

In poco tempo i Golden State Warriors hanno perso tutte le loro certezze: la partenza di Durant, gli addii di Iguodala e Livingston e un Thompson che sarà indisponibile per gran parte della stagione. La dirigenza e Kerr hanno comunque fatto un buon lavoro in off-season colmando la mancanza di un centro con l’aggiunta di Cauley-Stein che nelle ultime due stagioni ai Kings è cresciuto molto e ricavando il massimo dalla cessione di Durant dato che via sing&trade è arrivato, da Brooklyn, D’Angelo Russell fresco di una grande stagione con i Nets culminata con la chiamata all’All Star Game. Si riparte sicuramente dai tre pilastri della squadra che rispondono ai nomi di Curry, Green e Kerr che avranno il compito anche di gestire uno spogliatoio con tanti nomi nuovi e, soprattutto, giovani. Per Kerr una grande sfida sarà quella di far integrare da subito nel sistema Warriors Russell, per Curry si prospetta una stagione da MVP dato che avrà molte più responsabilità in fase offensiva e per Green il compito sarà quello di continuare a dirigere la fase difensiva come nelle ultime stagioni. L’obiettivo è sicuramente quello di raggiungere i playoff per poi provare a stupire con un Klay che ad Aprile sarà guarito totalmente.

 

LOS ANGELES LAKERS

I lacustri hanno chiuso ad Aprile scorso una stagione molto deludente e che nessuno si sarebbe aspettato dopo l’approdo a Los Angeles di LeBron James in free agency. A chi dare la colpa di una stagione fallimentare? Diciamo che ognuno ci ha messo del suo a partire da una dirigenza molto instabile, un coach forse ancora troppo inesperto per reggere pressioni di quel tipo e un roster poco funzionale al gioco di LBJ. La rivoluzione attuata quest’estate ha portato le aggiunte di Davis, Danny Green, Howard, Bradley e di un infortunato Cousins che non sarà disponibile per tutta la stagione. Oltre ad un capovolgimento del roster ci sono novià anche per quanto riguarda il coaching staff dato che il nuovo head coach sarà Frank Vogel che potrà contare sull’aiuto di Jason Kidd come assistente. Tante le speranze per questi nuovi Lakers: ci si aspetta una grande stagione di LeBron, ci si attende la stagione della consacrazione di Davis e la continua crescita di un talento come Kuzma; i dubbi riguardano la tenuta fisica di un roster profondo ma pieno di veterani con grande esperienza ma anche di una certa età. Dubbi anche per quanto riguarda l’incognita Dwight Howard che si ritrova per le mani probabilmente l’ultima concreta chance di vincere qualcosa.

 

SACRAMENTO KINGS

Con le pochissime possibilità di assicurarsi un grande nome nella free-agency appena conclusa, i Kings si apprestano ad iniziare la nuova stagione dando fiducia a giovani dal grande potenziale come Fox e Bagley III, sulla certezza Hield che potrà innalzare ancora di più il suo livello. Interessanti anche le firme del veterano Ariza che potrà dare il suo contributo su entrambi i lati del campo e Dedmon che spera di ripetere la buona stagione di Atlanta. Il leader tecnico della squadra rimane Harrison Barnes affiancato da un Bogdanovic rinvigorito dopo un mondiale giocato da protagonista assoluto con la sua Serbia. In una Western Conference sempre più competitiva i Kings proveranno quantomeno a confermare la nona posizione dello scorso anno, non sufficiente per il raggiungimento dei playoff ma sicuramente un punto da cui partire per provare a fare meglio. Molti sono i dubbi sul nuovo head coach, Luke Walton, in cerca di riscatto e che potrebbe rappresentare per i Kings la base per un progetto pluriennale.

 

PHOENIX SUNS

Finalmente i Suns hanno capito una cosa: per far rendere al massimo Booker bisogna affidancargli un buon playmaker e per questo la franchigia dell’Arizona si è assicurata i servigi di Ricky Rubio, autore di un grande mondiale con la Spagna, giocatore di grande esperienza che potrà metter ordine per quanto riguarda la fase offensiva. Oltre al playmaker spagnolo sono stati firmati altri due importanti giocatori come Saric che ricoprirà con ogni probabilità lo spot di 4 titolare e Aaron Baynes che permetterà ad Ayton di rifiatare. Ayton dopo la grande stagione da rookie, messa in ombra solo dalle super prestazioni di Doncic e Young, è pronto a ripetersi e a crescere ancora di più, soprattutto in difesa, Oubre ha bisogno di dare costanza alle sue prestazioni e Booker, salute permettendo, continuerà ad essere la punta di diamante di una franchigia che tenta per l’ennesima volta di avviare un progetto che possa riportare Phoenix ai vertici della Western Conference. La strada è lunga, i rischi di fallire nuovamente sono molti ma portare risultati ancora più negativi rispetto alle stagioni precedenti sembra impossibile.

Saverio Lanzillo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *