Philly, il Process vale la candela?

Philly, il Process vale la candela?

Dopo una stagione travagliata, sia dentro che fuori dal campo, conclusasi con l’eliminazione per mano di Kawhi Leonard all’ultimo respiro di gara-7 in semifinale di conference, l’off-season ha messo la franchigia della Pennsylvania difronte a importanti scelte.

In primis, andava risolta la situazione Jimmy Butler: ancora una volta il talento di Houston ha manifestato il suo malumore e la sua volontà di cambiare aria. Accasandosi a Miami ha trovato la situazione più congeniale per quelle che sono le sue caratteristiche e per quella che è la sua indole: una piazza dove sentirsi leader indiscusso. Una situazione simile a quella di Chicago dove, strano a dirsi, ha dimostrato a pieno il suo talento, contrariamente alle esperienze a Minnesota e in quel di Philadelphia.

La sign-and-trade che ha portato Butler a South Beach ha coinvolto Josh Richardson che ha fatto il percorso inverso, andando a colmare il vuoto alla SG-position causato dalla partenza dell’ex numero 23. L’infuocata free agency dei Sixers non si è certo fermata qua infatti, con un quadriennale da $109 milioni, il GM Elton Brand si è assicurato Al Horford, in uscita dai Boston Celtics. Questa inattesa aggiunta permette a coach Brett Brown di vantare di uno dei migliori front-court dell’intera Lega.

L’ultima importante mossa della dirigenza Sixers è stata quella di ri-firmare Tobias Harris: nonostante le cifre siano molto alte, $180 milioni per 5 anni, si tratta di una scelta ponderata visto il grande affiatamento creatosi nella scorsa stagione tra l’ex Clippers e il mondo 76ers.
Vista la partenza di Butler, Harris acquisirà un ruolo ancora più fondamentale nella metà campo offensiva, diventato una delle principali opzioni per coach Brown. Altra mossa di Brand è stata quella di estendere, dopo un triennio nella Lega, il contratto proprio di Ben Simmons con un quinquiennale – che inizierà dalla stagione 2020-21 – da $170 milioni complessivi.

Nota dolente della free-agency di Simmons e compagni è la perdita di JJ Redick, che ha scelto di continuare il suo percorso a New Orleans, dando fiducia a una delle realtà più intriganti dell’intera lega. È indubbio che Philly sentirà la mancanza di un veterano come Redick capace di portare esperienza, leadership e tante triple. Discorso simile vale per TJ McConnell, vero e proprio idolo della tifoseria Sixers, che ha salutato la Pennsylvania per unirsi ai Pacers di Indianapolis.

Altri nuovi arrivi, ma dalla minore importanza, sono stati quelli di Raul Neto (a rimpiazzare il partente TJ come playmaker di riserva) e Kyle O’Quinn. In aggiunta a questi due vanno sottolineati gli importanti ritorni di Mike Scott e James Ennis III.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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