Le 10 canotte più brutte della storia NBA!

Le 10 canotte più brutte della storia NBA!

La storia della NBA è costellata di divise che hanno scritto pagine indelebili di questo gioco accompagnando le gesta di alcuni tra i più grandi sportivi di sempre. Le canotte dei Bulls degli anni ’90, quelle dei Lakers e dei Celtics dei duelli degli anni ’80 e di quelli più recenti del 2008 e 2010, fino ad arrivare alla City Edition di quest’anno degli Heat. Non sempre, però, i creativi d’oltreoceano trovano il giusto mix per creare delle divise che siano quantomeno presentabili.

Abbiamo, quindi, deciso di fare una classifica delle 10 canotte più brutte mai viste sul parquet. Questa, ricordiamo, che è, quindi, una top-10 soggettiva (ma neanche troppo). Pronti a rifarvi gli occhi?

 

10. Sleeved Jersey (2012-2016)

We’ll give the nod here to the Golden State Warriors since they were the unfortunate souls chosen to debut the sleeved jerseys. But you can pick one, pick any one (seriously, they’re all hideously ugly). With adidas opting to not extend their partnership with the NBA following the 2016-17 season, we may be able to finally bid adieu to these sleeved monstrosities.
I Golden State Warriors (2012).

Saremo integralisti, ma noi le maglie con le mezze maniche non le abbiamo mai digerite. Quella riportata nella foto qui sopra è tra i peggiori esempi, ma se andate a spulciare non ne troverete di esteticamente indimenticabili. Fortunatamente, con l’addio di Adidas nel 2016, rimpiazzata da Nike, ci siamo liberati di questa brutta – in tutti i sensi – pagina della NBA.

 

9. Dallas Mavericks (2004-2009)

Dirk Nowitzki (2009).

Come vedremo anche qualche posizione più in giù i Mavs non hanno una grande tradizione di canotte. Questa combinazione di verdone e azzurro non è stata, per usare un eufemismo, particolarmente di successo, con l’aggravante di essere stata usata per più di una stagione. Eppure, Dallas è riuscita a fare anche di peggio…

 

8. Toronto Raptors (2011-12)

Anyone in the military should be offended by the awful use of the camouflage pattern on these Raptors jerseys. We’re willing to bet that the players wish they could just blend in with their surroundings instead of being seen wearing these.
DeMar DeRozan (2011).

Le canotte camouflage e la NBA non sembrano andare molto d’accordo e anche questa versione messa sul parquet da Toronto non fa eccezione. Se i San Antonio Spurs, che ogni anno trovano un motivo per inserirla, hanno provato ad utilizzare i loro colori sociali – bianco, grigio e nero – per dar vita ad una maglia comunque non indimenticabile, i Raptors non sembrano non aver avuto la stessa idea e i risultati, purtroppo, si vedono.

 

7. Sacramento Kings (2005-07)

This was not made for royalty. The liberal use of gold only makes these jerseys look tacky. These were alternate jerseys for a reason, and they only lasted two seasons before the Kings retired them.
I Sacramento Kings (2005).

Un altro colore che nessuno è riuscito a mettere in campo con dignità è l’oro. Nello stesso periodo ci hanno provato i Wizards senza particolari successi, chi ha fatto peggio, però, è stata Sacramento accostando il colore della regalità al viola e al grigio. Risultato? Giudicate voi.

 

6. Miami Heat (2005-06)

A throwback to their ABA days as the Miami Floridians, this pastel-striped throwback jersey might be the one thing that even Shaq couldn’t make look good. Dwyane Wade was (probably) so disgusted by the jerseys that he can’t even bare to look back for fear of getting blinded by the hot pink stripe.
I Miami Heat (2005).

Doveva essere un omaggio ai giorni nella ABA dei Miami Floridians e, invece, si è trasformato più in un insulto alla memoria. Neanche indossata da Shaq questa canotta è sembrata guardabile e anche Wade, nella foto, fa di tutto per non girarsi e rimanere abbagliato dai colori pastello rosa e arancio della maglia dei suoi Heat.

 

5. Cleveland Cavaliers (1994-97)

Mark Price (1996).

Gli anni ’90 sono stati periodi di sperimentazione e alcune canotte come quelle dei Pistons o dei Raptors sono diventate un paio di decenni più tardi oggetti di culto per i collezionisti, nonostante colori e mascotte non indimenticabili. Quello che, invece, tutti siamo riusciti a cancellare dalla nostra mente e la terza maglia dei Cavs di fine millennio.

 

4. Dallas Mavericks (2001-02)

Using Nike’s Dri-FIT Shimmer to give off a metallic look, the world was not ready for the high sheen on these jerseys. They were so poorly received that Mavericks owner Mark Cuban pulled them after one game.
Steve Nash (2001).

“Sembravano sacchi della spazzatura bagnati”, questo è stato il commento non proprio entusiasta di chi, queste canotte, le ha viste scendere in campo molto da vicino, Mark Cuban, proprietario dei Mavs. Materiale innovativo e futuristico, risultato da arresti domiciliari.

 

3. Memphis Grizzlies (2012-13)

In a nod to their short stint as the Memphis Tams in the days of the ABA, the Grizzlies brought these throwback jerseys back as a part of the NBA’s Hardwood Classics Nights series. Why they chose to use the mismatched green and yellow Tams uniforms baffled just about everyone.
Mike Conley (2012).

Siamo ufficialmente sul podio e anche qui le domande sul perchè qualcuno abbia permesso a queste canotte di scendere in campo si rincorrono incessanti. Ennesimo tentativo di rendere omaggio a una franchigia del passato, i Memphis Tams della ABA, ed ennesimo fallimento totale. Pantaloncini verdi con elastico, maglia gialla con numero di un verde diverso da quello dei pantaloncini e un font rivedibilissimo. Forse è meglio non infierire.

 

2. Atlanta Hawks (1970-72)

Featuring a puke-green color palette was a bold choice for the Hawks. Even Pistol Pete looked bad wearing these duds.
Pete Maravich (1970).

Questo verde pistacchio utilizzato dagli Atlanta Hawks all’inizio degli anni ’70 è, forse, uno dei colori più brutti ad aver mai calcato il parquet della Lega più famosa al mondo. Se a questo ci aggiungete delle strisce blu e bianche verticali che salgono su per la manica otterrete il tutorial di come non fare una canotta. Neanche Pete Maravich è riuscito a renderla guardabile.

 

1. Los Angeles Clippers (2006-07)

Elton Brand
Elton Brand (2006).

Siamo arrivati alla posizione numero 1 della nostra classifica: trovare un motivo a quello che avete visto è difficile, eppure il motivo ci sarebbe anche. Vi sorprendereste se vi dicessi che questo è ancora una volta un tentativo di rendere omaggio a una franchigia del passato? A questo punto penso proprio di no. I destinatari sarebbero dovuti essere i Buffalo Braves che, a dirla tutta, non so quanto possano esserne fieri. Un arancione improponibile, le bande oblique bianche e nere, ma, soprattutto, quella “B” che ricorda in maniera piuttosto convinta lo stemma della Bridgestone, l’azienda di pneumatici. Un disastro.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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