Boston, Let’s Do This

Boston, Let’s Do This

Questa è stata una decisione estremamente difficile, e spero che le persone di entrambe le parti mi capiscano.

Devo tutto a Charlotte. Tutto.

Non sono il ragazzo più grosso, né il più rumoroso e neanche il più vistoso. Quindi ho avuto dubbi per tutta la mia vita. E tornando alla notte del Draft, nel 2011, non era molto diverso. Ho sentito ogni tipo di voce: Sì, non è stato male all’università… ma può essere una scelta da lottery? Charlotte ha fatto in modo che tutto questo non mi pesasse mai.

E il modo in cui si sono assicurati che questo accadesse, dopo avermi scelto alla numero 9, è stato quello di farmi parlare con il proprietario della squadra.

Ma non un proprietario qualunque.

Michael Jordan.

Mi ha chiamato… e naturalmente ho riconosciuto la sua voce all’istante. (Ricordo di aver pensato, anche in quel momento… Dannazione. È MIKE.) E in maniera molto tranquilla mi ha detto: “Kemba, noi crediamo in te. Voglio che tu lo sappia. Ci aspettiamo grandi cose.”

Ad alcune persone, probabilmente, potrebbe sembrare un vecchio discorso di incoraggiamento. Ma quello che devi capire è che – come ho detto – quello era MIKE. Era Air Jordan! È il più grande, punto. E tu hai il più grande di sempre che non solo ti ha scelto al Draft… ma poi ti ha anche detto di aspettarsi grandi cose da te.

Non esagero dicendo che quelle parole di MJ mi hanno cambiato la vita.

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Michael Jordan e Kemba Walker.

E poi non era nemmeno solo MJ. Dal primo giorno l’intera organizzazione Hornets ha creduto in me. L’intera città di Charlotte ha creduto in me. L’intero Stato.

Penso che visto che gli Hornets sono la franchigia più giovane della Lega, le persone pensano che i tifosi non siano dei veri appassionati. Ma se siete passati in Carolina, sapete che non è così. Il culto della pallacanestro è molto radicato. Lo comprendono e lo rispettano. E allora cosa significa quando ti fanno sentire a casa in un posto come quello? Quando credono in te e ti supportano sempre? Significa tutto.

E volevo solo dire grazie a loro.

Grazie per avermi permesso di essere un membro di questa COMMUNITY.

Grazie a persone come Elizabeth e Mike Peeler – che sono questa coppia di anziani superfan degli Hornets che va a quasi tutte le partite casalinghe. Li ho incontrati durante il mio anno da rookie, e abbiamo avuto modo di parlare… siamo diventati buoni amici e parlavamo sempre prima delle partite. Questo poi si è persino trasformato in questa tradizione di invitarmi a cena una volta all’anno. I brownies fatti in casa della signora Peeler… quelli mi mancheranno sicuramente.

Devo dare uno speciale messaggio ai miei quattro ‘allievi’: Jaliyah, Miles, Caleb e Devyn. Sono i miei eroi. E significano tutto per me. Questo non cambierà mai – sono il loro mentore per la vita, e ci terremo in contatto. Ma voglio ancora ringraziarli, perché sono stati una parte fondamentale della mia vita all’interno di questa città. Dai nostri viaggi a Dave & Buster, allo shopping per il materiale scolastico. Se sono con loro, sono felice. E anche se non li metterò in imbarazzo qui vantandomi troppo delle loro pagelle… lasciatemi dire che sono molto orgoglioso di quello che hanno realizzato.

Grazie ai miei compagni di squadra, i miei fratelli. Grazie a Biz, con cui ho iniziato questo viaggio NBA. Grazie a Marv, che guarderò sempre, grazie per tutti i discorsi fino a tarda notte. Graize a MKG, perchè la sua famiglia è diventata la mia famiglia. Grazie a JLamb, con cui sono passato da essere ragazzo a uomo. Grazie a Frank per tutte le risate. Grazie a Nic, per essere stato sempre sé stesso. Grazie a Billy, per aver portato il suo atteggiamento positivo ogni singolo giorno della settimana. Grazie a Bake, Devonte, Miles e Malik, per avermi permesso di diventare il vostro fratello maggiore! E grazie a TP, la leggenda, per avermi insegnato a guardare il gioco sotto una luce completamente nuova.

Grazie ai miei ex compagni di squadra che mi hanno accompagnato in questo percorso: Big Al, Gerald Henderson, Sagana Diop, D.J. Augustin, Ben Gordon, Derrick Brown, Chris Douglas Roberts (CDR), Troy Daniels, Reggie Williams, Corey Higgins, Matt Carroll, Brendan Haywood, Jason Maxiell, Jannero Pargo, Ramon Sessions, Courtney Lee, Gary Neal, Corey Maggette, Jeff Adrien , Tyrus Thomas, Boris Diaw.

Grazie, ancora una volta, a Mike. Il GOAT in tutti i sensi.

E infine… Voglio spendere due parole per l’intera organizzazione Hornets, dal primo all’ultimo. Mi dispiace di non essere mai arrivati a quel famoso ‘next level’ e di non aver fatto più di quello che abbiamo raggiunto. Ma anche senza questi obiettivi, non cambia quanto io sia orgoglioso di ciò che abbiamo costruito qui insieme.

Questo posto è speciale. E mentre quest’estate era il momento giusto per me per iniziare un nuovo capitolo della mia carriera – non arriverà mai il momento in cui smetterò di essere un tifoso degli Hornets. Se qualcuno nella Lega mi chiedesse se firmare con voi? Li incoraggerei a farlo, senza esitazione. Direi loro che è un posto pieno non solo di grandi giocatori di basket, ma di persone fantastiche.

Direi loro che con quel giovane gruppo a Charlotte il cielo è l’unico limite.

Kemba Walker.

E poi alla città di Boston, e ai fan dei Celtics in tutto il mondo, come ho già detto: sono più un tipo tranquillo. Sono un uomo di poche parole. Volevo salutarvi e dirvi un po’ di me, così che sappiate cosa aspettarvi.

Sono un leader a modo mio. Non manderò mai qualcuno fuori dal campo, o diventerò eccessivamente negativo. Non è nel mio stile. Ma quello che faccio è che sono orgoglioso di provare a migliorare i miei compagni di squadra – vorrei essere qule tipo di giocatore.

Cercherò SEMPRE di migliorare! La scorsa stagione sono entrato per la prima volta nei quintetti All-NBA, ma non soddisfatto. Sono sempre alla ricerca di nuove motivazioni. Ogni anno il mio obiettivo è semplice: migliorare e andare più lontano.

Prendo molto sul serio le mie responsabilità di professionista – ma cerco anche di non perdere di vista il motivo per cui sono qui. Amo questo gioco. Quindi andremo a macinare canestri: ci divertiremo e saremo divertenti da guardare.

E poi un’ultima cosa su di me: sono un vincitore. Sono sempre stato un vincitore. È quello che sono – o almeno quello che cerco di essere – ogni volta che entro in campo. E quando penso al mio futuro con questa squadra, e al fatto che giocherò per i Celtics,.. penso che questo sia il paradiso. Voglio vincere qui. Voglio entrare nella tradizione vincente di Boston. Voglio riportare questa squadra al vertice.

Il TD Garden di Boston.

Grazie per aver dedicato del tempo per leggere i miei pensieri.

Charlotte… sarete la mia gente per sempre. Siete la mia famiglia. Vi amo.

E Boston… ci vediamo a settembre. Sono pronto. Sono veramente pronto.

Let’s do this.

 

Kemba Walker.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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