Draft 2019: ecco i nuovi volti della NBA!

Draft 2019: ecco i nuovi volti della NBA!

No. 1: Zion Williamson ai New Orleans Pelicans

Dopo aver scambiato nel fine settimana il loro uomo franchigia, i New Orleans Pelicans hanno appena scelto (e probabilmente trovato) il suo successore. Tolti gli enormi punti a favore del giocatore da Duke University (201 centimetri per 130 kg) – atletismo fuori scala, grandi capacità difensive ed estrema facilità nell’arrivare al ferro – gli unici dubbi che rimangono su Zion sono quelli relativi alle sue medie al tiro (33.8% dall’arco e 64% ai liberi) – sebbene la sua shooting-form non sia da buttare – ma che potrebbero essere un problema in una squadra nella quale sono già presenti Lonzo Ball e Brandon Ingram, di certo non eccezionali tiratori da tre. Quello che con il tempo potrebbe fare NOLA è, in pieno stile Milwaukee Bucks, circondare Zion di giocatori capaci di segnare da fuori con continuità, che sfruttino le scorribande in area della scelta numero 1 al Draft.

 

No. 2: Ja Morant ai Memphis Grizzlies

Con l’uscita di Mike Conley, i Grizzlies avevano bisogno di un nuovo floor general: ecco allora che Ja Morant è emerso da subito come l’opzione più ovvia, anche se Memphis è poi sembrata meno sicuro con l’avvicinarsi del Draft. A seconda di quello che sarà l’impatto del ragazzo da Murray State sul parquet e delle sue affinità con Jaren Jackson Jr, i Grizzlies potrebbero aver trovato una delle coppie play-pivot più intriganti della Lega. Se rimangono i dubbi sul suo approccio difensivo (praticamente nullo), sulle sue capacità di giocare off-the-ball e sulla sua effettiva capacità di mettere punti a referto con il tiro dalla distanza in una lega fisica come la NBA (Morant è 193 centimetri per 78 kg), non ce ne sono, invece, sulla sua leadership, sulle sue doti atletiche (da molti è stato paragonato a Westbrook) e sulle sue incredibili capacità da passatore.

 

No. 3: RJ Barrett ai New York Knicks

Questa volta i fischi dei tifosi dei Knicks fortunatamente non sono arrivati, questo perchè l’arrivo nella Grande Mela di RJ Barrett mette d’accordo un po’ tutti. La capacità di Barrett di segnare in ogni modo (204 centimetri per 95 kg), l’abilità nel creare separazione, la mentalità da leader e la capacità di non soffrire le luci della ribalta dovrebbero consentirgli di emergere come candidato al premio di Rookie of the Year ed essere la pietra angolare del processo di ricostruzione dei Knicks. Quel che è certo è il fatto che il prospetto da Duke dovrà lavorare sul suo tiro da fuori, ma sarà da subito pronto a prendersi responsabilità in una squadra piena di giovani prospetti (Robinson, Knox, Smith Jr.)

 

No. 4: De’Andre Hunter agli Atlanta Hawks (via Lakers)

Gli Hawks avevano visto in Hunter il giocatore giusto da affiancare allo young core già presente ad Atlanta e alla fine sono riusciti a mettere in piedi una trade che ha permesso alla franchigia della Georgia di arrivare alla pick numero 4 (-> trovate qui lo scambio <-) con la quale hanno selezionato proprio la forward da Virginia. La maturità di Hunter, la sua versatilità difensiva (è tra i migliori prospetti nella propria metà campo), il tiro a 3 punti (anche se su un campione troppo ristretto) potrebbero essere le armi giuste da affiancare a Trae Young, John Collins e Kevin Huerter. In attacco non sarà costretto a prendersi sulle spalle troppe responsabilità e questo lo potrebbe aiutare a coltivare con più tranquillità il suo tiro in spot-up , che potrebbe essere mortifero viste le sue misure (207 centimetri per 100 kg), mentre in difesa sarà sin da subito un fattore fondamentale per Atlanta (nella maggior parte dei casi Hunter marca sempre un uomo più piccolo di lui).

 

No. 5: Darius Garland ai Cleveland Cavaliers

Sulla carta, l’accoppiata tra Darius Garland e Collin Sexton, scelta numero 8 nel Draft dell’anno scorso, non sembra essere perfetta. Entrambi i giocatori sono alti 190 cm circa ed entrambi hanno bisogno di avere la palla nelle mani per essere competitivi al massimo, pur non avendo – in entrambi i casi – doti di passaggio sopra la media. Garland, comunque, viene considerato il quarto giocatore più talentuoso in questa classe di Draft, soprattutto per le sue doti al tiro e per l’abilità nel trattare il pallone in palleggio, ma i dubbi sulla sua attitudine a difendere, sul numero elevato di palle perse e sul fatto che Garland sta rientrando da un infortunio al legamento collaterale rimangono. Nel frattempo, i Cavaliers giocheranno una difesa molto in stile Portland (anche per la comparison con Lilllard e McCollum) e anche in attacco dovrebbero prendere spunto dal playbook dei Blazers. Rimane il fatto che i Cavs molto probabilmente torneranno a Brooklyn anche il prossimo anno per scegliere ad una posizione simile a quella di questa stagione.

 

No. 6: Jarrett Culver ai Minnesota Timberwolves (via Suns)

I Timberwolves hanno provato in tutti i modi a scalare posizioni al Draft (avevano l’undicesima scelta) e alla fine sono riusciti ad arrivare alle numero 6 con la quale hanno selezionato Culver, in uscita da Texas Tech (-> trovate qui lo scambio <-). Il neo GM Gersson Rosas ha visto in Culver il fit perfetto per completare un backcourt che ha come unici interpreti Jeff Teague e Tyus Jones.  Il prodotto di Texas Tech porterà forza fisica, versatilità e intelligenza in entrambi i lati del campo; potrebbe diventare, con il tempo, un ottimo two-way player, capace di fare la voce grossa sia in attacco che in difesa.  È alto poco più di 2 m (6’7”) e pesa quasi 90kg (194 lbs), dati che sottolineano la sua grande forza fisica e che lo rendono uno dei prospetti più “NBA ready”. Fra qualche stagione scopriremo se il sacrificio di Saric avrà dato i frutti auspicati dal Front Office dei T’Wolves.

 

No.7: Coby White ai Chicago Bulls

Altro giocatore in uscita dalla prestigiosa università di North Carolina che si accasa a Chicago. Premettendo che il paragone con sua maestà MJ non esiste e, a meno di clamorose sorprese, non esisterà mai, Coby White rappresenta il fit migliore per i Bulls di coach Jim Boylen. Il playmaker, nativo proprio della Carolina del Nord, è un ottimo ball-handler ed è proprio per questo motivo che i Chicago Bulls hanno deciso di affidargli le chiavi del loro attacco. Prima della sua stagione da freshman a UNC, nessuno si aspettava una crescita così rapida da parte di White, men che meno che si rivelasse un one-and-done player capace di essere scelto a una posizione così alta.

 

No.8: Jaxson Hayes ai New Orleans Pelicans (via Hawks)

La franchigia e il GM del momento (David Griffin) decidono di scendere dalla quarta fino all’ottava posizione per scegliere Jaxson Hayes, lungo proveniente dall’università del Texas. Ottimo stoppatore e rimbalzista,il centro classe 2000 classe vanta misure che non passano di certo inosservate: è infatti alto 214 cm e pesa circa 100 kg. È uno di quei giocatori che vanno aspettati e che devono lavorare a lungo per migliorare il proprio gioco, ancora forse un po’ limitato considerando gli standard NBA. Il tempo però non è sicuramente un problema per la franchigia della Louisiana che ha deciso, nell’era post Anthony Davis, di puntare fortemente sui giovani. Il suo arrivo, insieme a quello di Zion, permetterà a New Orleans di avere uno dei frontcourt più promettenti, intriganti e atletici dell’intera lega.

 

No.9: Rui Hachimura ai Washington Wizards

Il 21enne nipponico è uno dei giocatori più “vecchi” di questo draft, questo dimostra come il suo percorso sia stato lungo e tortuoso. I Wizards potranno permettergli di giocare con regolarità sin dall’inizio vista la carenza di PF a roster, situazione ideale per uno come Hachimura che sta continuamente sviluppando il proprio gioco. La sua stazza fisica (210 cm per 106 kg) e la sua particolare storia hanno subito acceso i paragoni, forse azzardati, con The Greak Freek, Giannis Antetokounmpo.  Hachimura, così come il greco, necessiterà di tempo e pazienza per adattarsi alla Lega, ma le premesse sono ottime.

 

No.10: Cameron Reddish agli Atlanta Hawks

Dopo aver scelto De’Andre Hunter con la quarta scelta assoluta, il GM Travis Schlenk ha deciso di puntare sul terzo prospetto da Duke.
Il talento e il potenziale di Cam Reddish sono innegabili, nonostante la stagione NCAA passata all’ombra del duo Zion-Barrett non abbia messo del tutto in evidenza le sue qualità. Quello messo in piedi da Atlanta potrebbe essere un vero e proprio “colpaccio”: scegliere un potenziale All-Star come Reddish alla scelta no.10 è un vero e proprio affare. Sarà importante per lui adattarsi e dimostrare di poter recitare un ruolo da protagonista, cosa per lui nuova dopo l’esperienza a Duke con coach K. Gli addetti ai lavori sono già entusiasti di vederlo insieme al già citato Hunter ma soprattutto al fianco del duo Young-Collins, quartetto che fa sognare tifosi e dirigenza Hawks.

 

Di seguito ci sono le pick dalla 11 alla 30 con i voti assegnati da Bleacher Report.

No.11: Cameron Johnson ai Phoenix Suns (D+)

No.12: P. J. Washington agli Charlotte Hornets (C-)

No.13: Tyler Herro ai Miami Heat (C+)

No.14: Romeo Langford (via Kings) ai Boston Celtics (B-)

No.15: Sekou Doumbouya ai Detroit Pistons (B+)

No.16: Chuma Okeke ai Orland Magic (B)

No.17: Nickeil Alexander-Walker (via Nets) ai New Orleans Pelicans (B-)

No.18: Goga Bitadze ai Indiana Pacers (C+)

No.19: Luka Šamanić ai San Antonio Spurs (C-)

No.20: Matisse Thybulle ai Boston Celtics (B)

No.21: Brandon Clarke (via Thunder) ai Memphis Grizzlies (B+)

No.22: Grant Williams ai Boston Celtics (C)

No.23: Darius Bazley (via Grizzlies) agli Oklahoma City Thunder (D+)

No.24: Ty Jerome (via 76ers) ai Phoenix Suns (C-)

No.25: Nassir Little ai Portland Trail Blazers (A-)

No.26: Dylan Windler (via Rockets) ai Cleveland Cavaliers (C+)

No.27: Mfiondu Kabengele (via Nets) ai Los Angeles Clippers (B-)

No.28: Jordan Poole ai Golden State Warriors (C)

No.29: Keldon Johnson (via Raptors) ai San Antonio Spurs (C)

No.30: Kevin Porter Jr. (via Bucks) ai Cleveland Cavaliers (B+)

 

Redazione Airball

Finti baskettari che cercano di parlare di pallacanestro. Giornalisti o giornalai? Fate voi. #BeAirBall

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