Anacronismo a New Orleans

Anacronismo a New Orleans

“Exquisite, old-fashioned. A great place to live vicariously. Nothing makes any difference and you never feel hurt, a great place to really hit on things.”

Bob Dylan descrive così New Orleans nel libro “Chronicles-Volume 1” parlandone in maniera poetica, romantica ed enigmatica.

Enigmatico, credo, sia l’aggettivo giusto per descrivere la patria della prima cosca mafiosa d’America nata grazie ai tanti siciliani emigrati lì per i tanti posti di lavoro liberi lasciati dagli ex schiavi afroamericani da cui nasce poi, con ogni probabilità, il Jazz, che farà di New Orleans la propria capitale musicale.

Enigmatica perché nasce come colonia francese dedicata a Filippo II d’Orleans e da qui possiamo spiegare l’architettura creola tipica francese, ma in antitesi è anche patria del voodoo e non certo del cattolicesimo che fu importato dai francesi.

La grande eredità culturale e storica di New Orleans la rende demodè rispetto ai grandi centri urbani americani. Demodè è l’aggettivo che possiamo dare ai Pelicans dopo la trade che ha portato Davis alla corte di LeBron e dopo aver ricevuto Ball, Ingram, Hart e 3 scelte in cambio.

Ad oggi il backcourt sarebbe formato da Ball e Holiday affianco al quale ci ritroveremo di sicuro Zion Williamson. Tre elementi che in difesa potrebbero davvero essere devastanti. Un play puro, una guardia molto sottovalutata, ma molto vicina al livello All-Star, e una prima scelta che non era così chiacchierata dai tempi di LBJ e che potrebbe essere un vero e proprio crack anche a livello meramente di guadagni con molti più diritti televisivi, abbonamenti e merchandising che negli ultimi anni erano un pò calati, nonostante la presenza di AD.

Ora ci sarà da affrontare un draft e una free-agency per poter mettere in insieme un roster che poggia le basi su elementi anacronistici per la NBA di oggi.

Saverio Lanzillo

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