Rondo: “Con LeBron puntavamo alle Finals. La squadra ha sofferto i rumors”

Rondo: “Con LeBron puntavamo alle Finals. La squadra ha sofferto i rumors”

È proprio vero  che a Los Angeles non ci si ferma mai e gli scoop, le rivelazioni, le interviste sono all’ordine del giorno; lo sono ancor di più se si parla di Lakers, la franchigia con il maggior mercato della Lega, e di LeBron James, il giocatore che tutt’oggi rappresenta il volto della Lega. Ecco che, allora, dopo le discussissime dichiarazioni di qualche settimana fa di Magic Johnson, anche Rajon Rondo ha voluto dire la sua sull’ambiente gialloviola della passata stagione, in una lunga intervista per Bleacher Report.

Il numero 9 dei Lakers ha parlato, naturalmente, anche del suo passato (Boston, Dallas, Chicago) e delle aspettative per il futuro, ma la parte sicuramente più interessante è stata quella sull’ormai nota vicenda Anthony Davis e su tutto quello che ha significato per l’ambiente Lakers. Innanzitutto, parlando dello young core:

“Ogni ragazzo nel nostro roster era cresciuto con LeBron James come idolo. Ognuno di loro aveva le sue scarpe o la sue canotte. È come se stessi giocando in squadra con MJ, ma poi è come se tua madre, tuo padre, o una qualsiasi persona a cui vuoi bene, non ti voglia più con lei. […] Erano sempre in ansia. Ma non sono in un’età in cui riescono ad avere una conversazione da uomo a uomo, preferiscono messaggiare. Le persone non capiscono cosa significhi avere una conversazione reale.“

Passando, poi, ai veterani e alle sue passate esperienze con il mercato NBA:

“Tutti siamo stati messi in discussione, anche i veterani. In una partita contro Atlanta uno dei nostri in panchina aveva cominciato a parlare e lamentarsi di questo. Gli dissi di smetterla, perchè il nostro compito era di dare l’esempio ai giovani e comportarsi da professionisti. […] In otto anni a Boston non c’è stata una singola estate in cui non sono stato accostato ad altre squadre o inserito in voci di mercato. Ad un certo punto ci fai l’abitudine. Ti  svegli ogni mattina e sai che potresti dover fare le valigie. La maggiore differenza è che prima le notizie si apprendevano dalla tv, ora con i social media è tutto amplificato, tutti vengono accostati a varie squadre ed ogni giocatore è maggiormente esposto”.

Poi un ultimo pensiero a LeBron e i Warriors, con stoccatina anche per Steph Curry:

“Ho passato la pre-season a pensare a come accoppiarci contro i Warriors per batterli, a come far accoppiare LeBron. Con James nella mia squadra, la mia aspettativa era di arrivare alle Finals. Lui non è solo il miglior giocatore del mondo, ma anche uno dei più intelligenti. Quindi avremmo potuto mettere il mio QI con quello di LeBron contro quello di Draymond Green. Non per screditare Steph [Curry], ma tutti e tre siamo sempre stati i giocatori che si facevano sentire maggiormente in campo, ed essere due contro uno è sicuramente meglio. Questo era quello che pensavo… Poi, purtroppo, non è andata come doveva.”

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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