Finals preview: Toronto vs. Golden State

Finals preview: Toronto vs. Golden State

Ci siamo. Tutto è pronto per le Finals NBA 2018-19. Sono state necessarie 1230 partite di regular-season e 76 di playoff per conoscere quali sarebbero state le finaliste di quest’anno e il verdetto è stato: Toronto Raptors vs. Golden State Warriors.

 

IL CAMMINO

TORONTO RAPTORS

Lo scorso anno avevano raccolto 59 vittorie, ma si erano dovuti fermare in Semifinale di Conference, spazzati via 4-0 dai Cavs di LeBron, nonostante il 4-2 del primo turno ai Wizards, la testa di serie numero 1 e il conseguente fattore campo per tutti i PO. Al gruppo dello scorso anno, oltre al cambio d’allenatore, con Nick Nurse che è andato a sostituire Dwane Casey, in estate, sono stati aggiunti Kawhi Leonard e Danny Green, mentre, prima della trade dead-line è arrivato Marc Gasol: insomma, in un nucleo già buono sono stati inseriti uno dei migliori giocatori della Lega, Leonard (forse la più grande scommessa vinta da Masai Ujiri), oltre che due difensori d’élite come Green e Gasol. Sulla carta, gli ingredienti per arrivare in fondo c’erano tutti. La tabella di marcia per arrivare al massimo della condizione ai play-off è stata rispettata a pieno da Nurse e dal suo staff: Leonard ha giocato solo una sessantina di partite e questo gli ha permesso di recuperare al meglio dall’infortunio, Gasol è stato inserito nei modi e nei tempi corretti, Pascal Siakam è cresciuto in maniera esponenziale, arrivando ad essere il favorito per il premio di Most Improved Player of the Year. Il risultato finale è stato il secondo posto nella Eastern Conference, appena due vittorie dietro le 60 dei Milwaukee Bucks. Il primo turno con gli Orlando Magic, dopo il clamoroso tonfo in gara-1, è stato superato piuttosto agilmente, sfruttando la netta disparità delle forze in campo e un Leonard trascinante. In semifinale, invece, la faccenda si è complicata con Toronto che, dopo la nettissima vittoria in gara-1, si è vista rimontare dai Philadelphia 76ers e perdere, di conseguenza, il fattore campo, riconquistato però in gara-4, grazie alla solita prestazione mostruosa del giocatore ex-Spurs; equilibrio che è rimasto tale fino agli ultimi 4 secondi di un’incredibile gara-7, decisa dal canestro storico di Leonard (non c’era mai stato un buzzer-beater nell’ultima partita di una serie arrivata alla settima partita) che ha infranto, in maniera se vogliamo anche rocambolesca, i sogni di Embiid, Butler e compagni. La finale di Conference contro i Milwaukee Bucks è storia recente con Toronto che, dopo essere stata ad un passo dal baratro, sotto 2-0 e costretta ad un doppio supplementare in gara-3, trova la forza di rialzarsi grazie alla difesa, che limita al meglio Giannis Antetokounmpo, e ad una ritrovata panchina, con Fred VanVleet, Serge Ibaka e Norman Powell fondamentali nelle ultime due uscite, quelle decisive per portare Toronto alle prime Finals nella storia della franchigia.

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Toronto Raptors.

 

GOLDEN STATE WARRIORS

Fare il three-peat. Questo è stato, anche se mai in modo espressamente dichiarato, l’obiettivo di questa stagione dei Warriors. Il roster è rimasto invariato, se si esclude l’aggiunta (discussa) di DeMarcus Cousins, rientrato solo a metà stagione e mai realmente integratosi nelle trame di gioco dei ragazzi della Baia. La stagione regolare, conclusasi ancora una volta con il miglior record a Ovest, (ma non il migliore in assoluto, cosa che costerà ai Warriors il fattore campo in queste Finals), non aveva evidenziato di conseguenza grandi sconvolgimenti, se non un continuo e progressivo spostamento della leadership tecnica della squadra sempre più nelle mani di Kevin Durant e un leggero calo fisico dei veterani come Draymond Green, Andre Iguodala e Shaun Livingston. L’accoppiamento del primo turno con i Los Angeles Clippers doveva essere agevole e, invece, si è rivelato essere più complicato del previsto, con i californiani bravissimi ad entrare nelle teste dei campioni in carica e minare quelle certezze che sembravano saldissime; la sconfitta maturata in gara-2 con i Warriors che buttano via un vantaggio di 31 punti è un campanello d’allarme che, però, si trasforma nella sveglia che fa ripartire l’ingranaggio di Steve Kerr: la scossa arriva proprio da coloro che dovevano essere in difficoltà e che, invece, sono arrivati alla post-season tirati a lucido, Iguodala e Green alzano il volume dalla radio, pareggiano la fisicità dei Clippers e permettono a Kevin Durantdi scatenare lo straordinario talento offensivo che consegna a GS il 4-2 nella serie. Stephen Curry e Klay Thompson sembrano essere per il momento in leggera difficoltà, ma è una sensazione che tolgono via nella decisive gara-5 e gara-6 contro gli Houston Rockets, quando nonostante un KD uscito per infortunio e la situazione insidiosa di 2-2, si caricano la squadra sulle spalle eliminando per l’ennesima volta i texani. La Finale di Conference, invece, è poco più che una formalità con i Warriors che scherzano i Portland Trail Blazers in quattro partite e si regalano le quinte Finals consecutive.

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Golden State Warriors.

 

I DUELLI PRINCIPALI

CURRY vs. LOWRY

Lowry è riuscito a redimersi in questi play-off, giocando un buona post-season e portando, al sesto tentativo, i suoi Raptors alle Finals: 14.7 punti, 5.2 rimbalzi e 6.4 assist e un net-rating tra i migliori della Lega nelle 18 partite giocate fino ad ora, dati che assumono ancor più valore se si tiene conto della grande difesa fatta vedere dal giocatore ex-Rockets e Grizzlies. Il problema per Lowry è che, dall’altra parte, troverà la miglior point-guard in circolazione: Steph Curry. Il numero 30 dei Warriors dopo una partenza in sordina è salito definitivamente in cattedra dopo l’infortunio di Durant: 36.5 punti per Steph nella serie contro i Blazers, utilizzando in maniera perfetta il pick ‘n roll con Green e con il solito movimento frenetico per sfruttare al meglio tutti i blocchi portatigli dai compagni di squadra. Lowry ha le capacità per riuscire a forzare qualcuno di quei blocchi  e difendere bene in situazioni più statiche, ma alla lunga la qualità di Curry, candidato principale a ricevere, in caso di vittoria, il premio di MVP (che manca nel suo palmares), verrà sicuramente fuori.

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Steph Curry vs. Portland Trail Blazers.

 

LEONARD vs. IGUODALA

Kawhi sta giocando la miglior post-season della sua carriera, 31.2 punti e 8.8 rimbalzi a partita con il 50% del campo e tutte le giocate decisive dei canadesi sia in attacco (111 di Ortg) che in difesa (101 di Drtg) con il suo nome ben impresso sopra, insomma, se i Raptors sono alle Finals gran parte del merito è del numero 2 dei canadesi. Il match-up con Andre Iguodala è forzato dall’assenza di Kevin Durant che è ufficialmente fuori per gara-1, ma con l’assenza che potrebbe ulteriormente allungarsi. L’MVP delle Finals 2015 che è stato, proprio per questo motivo, spostato in quintetto sta giocando dei buonissimi play-off dove, oltre al solito apporto difensivo, sta sfruttando al meglio lo spazio concessogli offensivamente per segnare dall’arco con buona frequenza (39%). Ora, però, sarà costretto a fronteggiare l’avversario più difficile di questa post-season, Leonard, che potrebbe metterlo in difficoltà se Iggy dovesse rimanere in campo per molti minuti.

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Kawhi Leonard vs. Milwaukee Bucks.

 

GREEN vs. SIAKAM

Draymond Green è stato ovunque in questi play-off, difendendo in maniera sublime e piazzando anche due triple doppie consecutive nelle ultime partite contro i Blazers; Durant è stato il miglior giocatore dei Warriors prima del suo infortunio, e Curry sarà il punto focale in attacco in questa serie, ma nessun giocatore della squadra ha il tipo di impatto che può mettere sul parquet l’Orso Ballerino. 13.6 punti, 9.9 rimbalzi e 8.2 assist le row stats del numero 23 da Michigan State, che avrà il compito nella serie finale di svolgere il suo classico lavoro da “libero” in difesa, andando a raddoppiare su chiunque, e far girare bene la squadra con le sue letture in attacco. Siakam, invece, dopo la spettacolare stagione regolare è sceso leggermente di livello, soprattutto per i problemi fisici, lasciando gran parte del proscenio a Leonard; le sue cifre, 18.7 punti e 7.0 rimbalzi, rimangono comunque ottime, considerando che il numero 43 è praticamente alla seconda esperienza ai PO, ma deve tornare sui livelli di inizio stagione, se vuole creare qualche grattacapo in più ai Warriors.

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Draymond Green e Klay Thompson vs. Houston Rockets.

 

CHIAVI TATTICHE

Probabilmente i Toronto Raptors sono la squadra della Eastern Conference (e dell’intera Lega) che meglio si accoppia con i Warriors, questo perchè all’interno del suo quintetto ha giocatori che fanno dell’abilità nella metà campo difensiva la loro arma principale; rimane il fatto che molto di quello che ne sarà di questa serie, passerà per la presenza in campo o meno di Kevin Durant. Il due volte MVP delle Finals, se in serata, è un’arma offensiva praticamente inarrestabile e, di conseguenza, la sua assenza semplifica di molto il carico difensivo dei canadesi che, con il 35 fermo ai box, potranno spendere Kawhi Leonard, uno dei pochi in grado di difendere su di lui, su altri, azzardando addirittura un’eventuale accoppiamento con Steph Curry. I Warriors, invece, sembrano avere qualche arma in più per marcare il numero 2 dei candesi, sul quale ci sarà per larghi tratti di partita Andre Iguodala (fondamentale su Lillard nell’ultima serie), che potrebbe essere sostituito, però, anche da Klay Thompson o Draymond Green. Altro aspetto fondamentale sarà quello del repato lunghi: i Raptors hanno aggiunto Marc Gasol al loro roster perchè il centro catalano permette di avere del secondary playmaking di alto livello, gioco in post di qualità, e in difesa, in situazioni statiche, può essere ancora un manuale di pallacanestro; i problemi, però, potrebbero sorgere quando i Warriors cercheranno di alzare il ritmo (tattica già utilizzata da Milwaukee), costringendo Gasol a correre avanti e dietro per il campo. Più semplice per l’ex-Grizzlies un eventuale accoppiamento con il rientrante DeMarcus Cousins, che potrebbe soffrire molto l’esperienza del centro di Toronto. Potrebbe comunque tornare utile, comunque, Serge Ibaka (presente nei quattro dei migliori quintetti per net rating), alle seconde Finals in carriera, più adatto a coprire le scorribande dei tiratori della Baia, ma che molto difficilmente rivedremo nel cosiddetto “quintettone”, utilizzato da Nurse nella serie contro i Bucks, con Siakam, Gasol e lo stesso Ibaka. Dall’altra parte, invece, sarà piuttosto complicata la marcatura degli esterni, visto che Curry e Thompson hanno dimostrato di essere in palla e dovranno essere limitati al massimo da Kyle Lowry e Danny Green. Il primo sembra aver superato lo spauracchio PO girando a 19+5+5 di media con i Bucks; il secondo, invece, è sceso molto di rendimento, non tanto in difesa, quanto al tiro (35% da due, 31% da tre), dove deve necessariamente salire di livello. Ultimo aspetto è quello della second-unit: sulla carta i Raptors sono avvantaggiati grazie alla presenza del già citato Serge Ibaka, ma anche di Norman Powell Fred VanVleet, entrambi fondamentali nella seconda metà della serie con i Bucks, dopo dei play-off a dir poco inguardabili; a questi potrebbe aggiungersi, intorno a gara-3, anche OG Anunoby, fermo per l’operazione di appendicite, ma che potrebbe essere utilissimo con il suo grande atletismo. Dall’altra parte, invece, la panchina è stata identificata da tutti come il punto debole della macchina perfetta Warriors ma, invece, contro i Blazers è stata fondamentale: Jordan BellKevon Looney, Alfonzo McKinnie, Shaun Livingston, Quinn Cook Jonas Jerebko non saranno nomi di grido, ma Steve Kerr, da buon condottiero, è riuscito a dare a tutti spazio e responsabilità e ora potrebbe raccoglierne i frutti.

 

PRONOSTICO

Nonostante l’assenza di Durant, nonostante una panchina (sulla carta) inferiore, nonostante non abbiano il fattore campo per la prima volta negli ultimi 5 anni, i favoriti rimangono i Warriors. Sulla carta sembra debbano esserci troppi allineamenti di pianeti favorevoli per far sì che Toronto vinca 4 volte con Golden State: Lowry e Green efficaci sugli Splash Brothers, Leonard in versione “miglior giocatore della Lega”, Siakam secondo violino eccellente, Gasol un fattore sulle due metà campo, la panchina sui livelli delle ultime tre uscite con i Bucks, Durante e Cousins poco incisivi al rientro. Non è una serie chiusa, perché i Raptors riusciranno sicuramente ad infastidire i campioni in carica, ma pensare ad una sconfitta di GS è ancora difficile. Diciamo 4-2 per i Warriors, ma occhio comunque al cuore dei canadesi.

 

ORARI
  • Game 1: 31 maggio, Golden State at Toronto | 03:00
  • Game 2: 3 giugno, Golden State at Toronto | 02:00
  • Game 3: 6 giugno, Toronto at Golden State | 03:00
  • Game 4: 8 giugno, Toronto at Golden State | 03:00
  • *Game 5: 11 giugno, Golden State at Toronto | 03:00
  • *Game 6: 14 giugno, Toronto at Golden State | 03:00
  • *Game 7: 17 giugno, Golden State at Toronto | 02:00

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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