WCF preview: Golden State-Portland

WCF preview: Golden State-Portland

Introduzione: Alle Finali di Western Conference per il quinto anno consecutivo troviamo i Golden State Warriors che non mancano l’appuntamento dalla stagione 2014-2015, quella del quarto titolo della loro storia, e sono in missione per diventare la quarta franchigia nella storia della Lega, dopo Lakers, Celtics e Bulls, a portarsi a casa il three-peat. Dall’altra parte, invece, troviamo i Portland Trail Blazers, la vera sorpresa di questa post-season, che alle WCF non tornavano dalla stagione 1999-2000, quella culminata, poi, con l’eliminazione nella famosa gara-7 contro i Lakers. Portland arriva a queste Finali di Conference da cenerentola e senza aver mai avuto, nei due turni precedenti, i favori del pronostico; sarà così anche giovedì notte, quando inizierà la serie, nonostante i Warriors abbiano perso durante il loro cammino play-off sia DeMarcus Cousins durante la serie con i Clippers (che potrebbe tornare eventualmente per le Finals) che Kevin Durant in gara-5 contro i Rockets (out per gara-1 e, probabilmente, anche per gara-2). Serie, quindi, che sarà influenzata dagli infortuni con gli stessi Blazers che dovranno fare a meno, almeno nel primo atto della serie, di Rodney Hood, uscito malconcio dalla gara-7 contro i Nuggets (oltre che dell’ormai noto Jusuf Nurkic), e avranno un Enes Kanter a mezzo servizio per i problemi alla spalla. Golden State al momento ha a disposizione il roster più corto dell’ultimo lustro, sebbene il talento di giocatori come Curry, Thompson e Green sia difficilmente replicabile, mentre Portland può contare su roster molto più profondo, anche se con quantità di talento individuale fortemente diluito, e che è risultato fondamentale, soprattutto con le seconde linee (Collins, Curry, Hood, Turner) per aver ragione dei Nuggets nella serie precedente.

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Evan Turner e Kevin Durant.

Scontri stagionali: Quattro gli scontri durante la regular-season e situazione di perfetta parità, 2 vittorie a testa per Blazers e Warriors. L’ultima partita, però, risale al 14 febbraio (in quell’occasione vinse Portland) e, quindi, non si può fare troppo affidamento su degli scontri in cui, ad esempio, era presente Jusuf Nurkic, ora fuori causa infortunio, o nei quali i Warriors non hanno mai schierato la death line-up.

Quintetti e statistiche:

GOLDEN STATE WARRIORS: Curry, Thompson, Iguodala, Durant, Green

  • PUNTI SEGNATI A PARTITA: 118.1
  • PUNTI CONCESSI A PARTITA: 112.3
  • PERCENTUALE DI REALIZZAZIONE: 48.6%
  • PERCENTUALE DI REALIZZAZIONE CONCESSA: 45.0%
  • PERCENTUALE DA TRE PUNTI: 37.2%
  • ASSIST: 28.3

PORTLAND TRAIL BLAZERS: Lillard, McCollum, Aminu, Harkless, Kanter.

  • PUNTI SEGNATI A PARTITA: 111.2
  • PUNTI CONCESSI A PARTITA: 109.8
  • PERCENTUALE DI REALIZZAZIONE: 44.0%
  • PERCENTUALE DI REALIZZAZIONE CONCESSA: 43.1%
  • PERCENTUALE DA TRE PUNTI: 35.9%
  • ASSIST: 18.3

Stelle: Considerando che Durant sarà a mezzo servizio, l’uomo barometro per i Warriors sarà ancora una volta Curry. In molti aspettavano la partita in cui Steph avrebbe messo a ferro e fuoco una difesa avversaria e la partita è puntualmente arrivata nel momento più importante della stagione, nella decisiva gara-6 con Houston, in cui il figlio di Dell ha segnato 33 punti nel secondo tempo, dopo essere rimasto a secco nei primi 24 minuti. Dall’altra parte i Blazers avranno bisogno del Damian Lillard visto nella serie contro i Thunder e non di quello opaco, che ha tirato con meno del 30% dall’arco nelle 7 partite contro i Nuggets. I due play, inoltre, si sono scontrati già due volte ai play-off e, in entrambi i casi, è stato Curry ad avere la meglio: nel 2016 per 4-1 in Semifinale di Conference e nel 2017 con lo sweep al primo turno.

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Steph Curry e Damian Lillard.

Golden State vince se: Dimostrano di essere la squadra vista in gara-6 contro Houston. Curry e Thompson hanno fatto vedere a tutti di non essere lontani dalla versione degli Splash Brothers che aveva incantato la Lega cinque anni fa, Iguodala e Green sono sembrati ancora una volta fisicamente tirati a lucido e Steve Kerr è riuscito ad allungare un minimo le rotazioni, dando minuti importanti, ad esempio, a Kevon Looney e Jordan Bell. Fondamentale sarà il lavoro di Draymond Green che verrà accoppiato, molto probabilmente, con Enes Kanter e al quale dovrà limitare le giocate offensive, oltre che impegnarlo il più possibile nella metà campo difensiva, impegnandolo sui blocchi cercando di portarlo fuori per liberare l’aria alle scorribande di Curry, Thompson e Iguodala. Se poi Kevin Durant dovesse tornare in buone condizioni già da gara-3, allora, i problemi di accoppiamento per i Blazers diventerebbero quasi insormontabili.

Portland vince se: Innanzitutto sfrutta le prime due gare a Oakland, dove sarà assente KD, cercando di portarne a casa almeno una, per mettere inevitabilmente pressione ai campioni in carica. Poi, servono un CJ McCollum e un Damian Lillard, il secondo miglior back-court della Lega (purtroppo per Portland proprio dietro quello dei Warriors) al massimo delle loro possibilità, per cercare di impegnare e sfiancare al massimo Curry e Thompson in difesa, con il primo che quest’anno ha dimostrato di avere qualche problema di troppo con i falli. Come detto, la panchina sarà fondamentale per Portland con Collins, nettamente in crescita, che sarà chiamato a colmare le lacune difensive di Kanter, e con Hood, Curry e Turner che dovranno cercare di dare a coach Stotts qualche punto veloce in uscita dalla panchina.

Pronostico: GSW 4-1 POR

Orari:

Game 1: 15 maggio, Portland at Golden State, 3:00
Game 2: 17 maggio, Portland at Golden State, 3:00
Game 3: 19 maggio, Golden State at Portland, 3:00
Game 4: 21 maggio, Golden State at Portland, 3:00
*Game 5: 23 maggio, Portland at Golden State, 3:00 (se necessaria)
*Game 6: 25 maggio, Golden State at Portland, 3:00 (se necessaria)
*Game 7: 27 maggio, Portland at Golden State, 3:00 (se necessaria)

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Klay Thompson e CJ McCollum.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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