The Mad Scientist

The Mad Scientist

Avete idea di quanto sia difficile segnare 30 punti in una partita NBA?

Scommetto che non vi è mai capitato.

Questo è il mio tredicesimo anno nella Lega e non mi è masi successo.

Non mi importa quanti o quali tiri voi prendiate, segnare così tanti punti contro i migliori atleti del mondo è davvero, davvero difficile.

Quindi, anche se la gente ha seguito la serie di trentelli di James Harden in questa stagione, non credo capisca davvero cosa abbia fatto. Il mio ragazzo ha segnato almeno 30 punti (e a volte anche molti di più) in 32 partite di fila. Trentadue. Di fila.

James sta imparando ad essere superiore alle discussioni che sul fatto che lui sia o meno l’MVP. Fortunatamente, io no.

Ed è per questo che sto scrivendo questo. Voglio trasmettere un messaggio semplice: James Harden è (ANCORA) l’MVP della NBA.

James Harden e PJ Tucker.

James è uno scienziato pazzo.

Ciò che intendo è che una delle cose più sottovalutate del suo gioco è la sua mente. È consapevole del suo gioco: sa come le squadre vogliono attaccarlo. Quindi qualunque cosa tu faccia, lui andrà nel suo laboratorio, mescolerà le sue pozioni e boom, ti farà ancora a pezzi.

Immagino che questo mi renda il suo assistente, facendo tutto il lavoro sporco per poterlo aiutare. Questo è il nostro yin e yang. Lui fa quello che deve fare e io faccio quello che devo fare. Grazie a questo siamo entrambi migliorati. Il mio compito è quello di dare a James abbastanza spazio ed energia per poter sperimentare e poi godermi i risultati.

Se sei troppo lontano da lui, farà il suo classico step-back da ogni punto del campo e ti farà sembrare uno stupido. Se gli sei troppo vicino, ti supererà con il suo eurostep mancino, tenendo la palla fuori, e quando lo raggiungerai, finirai per fargli fallo.

E fatemi essere chiaro, farai fallo.

Volete sapere perché James ottiene tutti quei fischi? Perché subisce molti falli.

Ecco, il mistero è risolto.

Facevo sempre fallo su di lui e la cosa mi faceva faceva impazzire. Questo fa parte del suo piano. Non importa quanto sei bravo a difendere, James può farsi raggiungere, e quando lo fa riesce ad assorbire quel contatto e ad andare avanti perché è molto forte. E più lui ottiene più fischi, più tu ti sentirai frustrato, e lui continuerà ad attaccare. Alla fine della partita, sei malconcio, sfinito e anche incazzato.

E James? È fresco. James, mentre ti uccide in campo, sarà così costante e tranquillo che non ti accorgerai di quello che stava facendo finché non alzerai lo sguardo verso il tabellone e ti accorgerai che ne ha segnati 50 senza versare una singola goccia di sudore.

Come difensore? Fa schifo.

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James Harden contro i Los Angeles Lakers.

Il mio ragazzo ha segnato più di 36 punti a partita quest’anno, il massimo  da quando Jordan ne ha segnati 37 nella stagione 1986-87. Quando sei l’MVP in carica e metti su quel tipo di numeri, ogni squadra ti affronta con lo stesso game-plan: non lasciare che quel ragazzo ti batta.

Tuttavia, c’è un problema: James ha un cervello per il basket migliore di chiunque stia cercando di fermarlo. Fidatevi, ho visto squadre utilizzare qualsiasi strategia. Doppie marcature, triple marcature, cambiare ogni giocatore su di lui. Quando abbiamo giocato a Phoenix, lo stavano raddoppiando a metà campo dall’inizio della partita, anche se era a 15 metri dal canestro. Lasciavano sempre uno dei nostri ragazzi completamente libero e a loro non importava. Non ho mai visto nulla di simile in una partita NBA.

Anch’io sono uno che ama competere. Voglio la palla quando conta. Ma sono venuto a Houston perché volevo giocare con Chris Paul (un ragazzo con cui ero amico da quando eravamo bambini) e James Harden. Non solo sono il meglio che la Lega possa offrire in questo momento, ma anche tra i migliori che abbia mai incontrato, punto. Ho un posto in prima fila per guardare la grandezza ogni notte. A volte questo significa prendere 12 tiri, a volte significa prenderne due. Ma questo è un sacrificio che sono felice di fare perché quando giochi con due ragazzi che hanno una visione di gioco straordinaria sai che avrai la palla quando dovresti.

E questo è davvero un altro aspetto sottovalutato del gioco di James. Tutti lo vedono segnare, ma ciò che le persone potrebbero non considerare è il suo processo decisionale. A volte James prende dei tiri che sembrano impossibili o addirittura follemente borderline, ma quando sei con lui ogni giorno, sai che non sta improvvisando. Pianifica quegli tiri, li allena.

Lui sa di essere una grande minaccia, il suo processo decisionale è fuori dagli schemi. Quest’anno ho stabilito un record NBA per corner-threes realizzati, e uno dei motivi è stato perché in molti casi quei tiri erano completamente aperti. Il nostro sistema si basa su questo, ma l’unica ragione per cui questo funziona è per l’attenzione che James mette in ogni istante sul parquet.

Cercherò di farvi comprendere le sue capacità di decision-making in un altro modo: hai mai giocato a MyPlayer su NBA2K? Sai che il punteggio del tuo giocatore andrà su e giù durante una partita, a seconda del fatto che tu faccia o meno la giocata giusta. Il modo migliore per descrivere il modo di giocare James è che il suo punteggio non cambierebbe molto. Sa quanto uno sguardo possa fare, sa quando passare e sa quando deve essere un diversivo per poter far segnare gli altri. Se fosse stato misurato con gli standard della 2K, James avrebbe sempre avuto una A.

James Harden contro gli Orlando Magic.

Quando sono arrivato per la prima volta a Houston, conoscevo bene James perchè spesso lo avevo marcato. Mi sono ritagliato una carriera in questa Lega da giocare duro in difesa e che, in generale, faceva il lavoro sporco per la squadra. Non dico quasi mai che un giocatore è immarcabile. Odio quel termine. Ma, onestamente, ricordo il momento in cui ho deciso che era quello l’unico modo per poter descrivere James.

È stata la scorsa stagione quando abbiamo giocato a Orlando. Era la fine di gennaio, vicino alla pausa per l’All-Star Game, e il nostro roster era stato decimato dagli infortuni. Chris era fuori, Eric aveva pochi minuti, altri ragazzi erano malconci. Avevamo dovuto chiamare alcuni ragazzi della G-League per completare il roster. Detto questo, pensavamo che questa non sarebbe stata una partita particolarmente memorabile per noi. Quella era una di quelle sere in cui le circostanze sono quelle che sono, e tu provi solo a dare il massimo. Ma è difficile.

Ecco, qualcuno ha dimenticato di dirlo a James.

Sapendo che quella notte avevamo bisogno di qualcosa in più da lui, tutto quello che James ha fatto è stato uscire e diventare il primo giocatore nella storia della NBA a segnare 60 punti facendo registrare nello sstesso momento una tripla doppia.

Non ho mai visto niente del genere in vita mia. A mani basse, è stata la prestazione individuale più incredibile a cui abbia mai assistito in… qualsiasi cosa – non solo la pallacanestro. Questo è stato il momento in cui ho veramente capito che questo ragazzo qui era diverso.

È stata la scorsa stagione, quando James ha giustamente vinto il suo primo premio di MVP.

James Harden con il premio di MVP 2018.

E quest’anno, in qualche modo, è anche migliorato.

Pensateci un secondo: è stato nominato MVP lo scorso anno e poi ha portato tutto ad un livello completamente diverso.

Quindi quello che sto dicendo è che chiunque può guardare un box-score e capire che James è un grande giocatore. Ma quel punteggio non può dirti così tanto. Quello che lui è per i Rockets come compagno di squadra e come leader non può essere misurato sulla carta. E condividere il parquet con un giocatore del suo calibro è senza dubbio uno dei punti alti della mia carriera.

Ci sono diversi modi per definire un MVP. Per me, è colui che significa di più per la sua squadra. In base a questo parametro, con tutto il rispetto per le altre incredibili superstar di questa Lega, non penso che questa gara per l’MVP sia tale. Semplicemente perchè nessun giocatore potrebbe essere più prezioso per la sua squadra di come James è per la nostra.

Non fatevi domande. È scienza.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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