Giannis trascina i Bucks ad un passo dalla ECF. Houston impatta con i Warriors sul 2-2.

Giannis trascina i Bucks ad un passo dalla ECF. Houston impatta con i Warriors sul 2-2.

(1) BOSTON CELTICS 101-113 MILWAUKEE BUCKS (3)

Lo davano per spacciati dopo la sconfitta in gara-1, con Paul Pierce subito pronto a proclamare i Celtics come vittoriosi nella serie e, invece, a distanza di una settimana e arrivata la terza W consecutiva per i Milwaukee Bucks, la seconda tra le mura del TD Garden. In gara-4, è arrivata l’ennesima prestazione straordinaria di Giannis Antetokounmpo, 39 punti, 16 rimbalzi e 4 assist (con un pazzesco 15/22 dal campo), per il candidato MVP, con i Celtics che non sono riusciti mai a contenere il suo straordinario atletismo. Le Finali di Conference non arrivano a Milwaukee dal 2001 e, ora, con il 3-1 nella serie e con la prossima partita da giocare al Fiserv Forum tra 48 ore, è lontana solo una vittoria. Grande merito, però, va attribuito anche alla panchina dei Bucks, che ha saputo farsi trovare pronta nel momento del bisogno, nonostante partisse nei pronostici come quella meno pronta delle due e nonostante i Celtics avessero di nuovo disponibile nei propri ranghi Marcus Smart: il parziale decisivo per i Bucks, infatti, arriva quando coach Budenholzer è costretto a togliere dal parquet, sia il ‘Greek Freak’, che Khris Middleton per problemi di falli, ma riesce comunque a mettere in piedi un parziale da 13-1 grazie alle seconde linee, George Hill, Pat Connaughton e Sterling Brown; la panchina dei Celtics di punti ne mette appena 7, divisi tra i 3 di Smart e i 2 di Hayward e Rozier. Il top-scorer per Boston è Kyrie Irving, che chiude con una doppia doppia da 23 punti, 6 rimbalzi e 10 assist, ma con brutte percentuali (7/22 dal campo e 1/7 dall’arco). Ora si torna a Milwaukee, dove Boston dovrà rispolverare quel “Pride” che ha sempre dimostrato nei momenti di difficoltà ad un passo dal baratro, mentre i Bucks dopo 18 anni proveranno ad andare a lottare per il titolo di miglior squadra ad Est.

 

(2) HOUSTON ROCKETS 112-108 GOLDEN STATE WARRIORS (2)

Con qualche patema di troppo gli Houston Rockets fanno rispettare il fattore e riportano la serie sul 2-2. In gara-4, è ancora un duello tra due ex-compagni di squadra, James Harden e Kevin Durant: il padrone di casa ne mette 38 con 13/29 al tiro insieme a 10 rimbalzi, 4 assist e 2 stoppate; il 35 della Baia, invece, si “ferma” a 34 punti con la solita ottima prova balistica da 12/22 dal campo. Houston, come al solito, parte forte e va subito sul 17-10, ma i Warriors grazie a Curry e Durant riescono a far ripartire l’attacco di Golden State, che chiude il primo quarto sul 28-25. Nel secondo parziale Houston si risveglia e con un parziale da 13-2 a metà quarto rimette la testa avanti, arriva anche sul +13, ma chiude solo sul 61-54 per colpa della tripla sulla sirena di Iguodala. Il copione non cambia nel terzo quarto con Houston che rimane sempre avanti, nonostante Curry ispiri un parziale da 11-0 che riporta GS sotto di 4; la partita, però, si decide nell’ultimo periodo e, in particolare, negli ultimi 2 minuti quando i Warriors con un 7-0 fulmineo si portano sul -2 (110-108). Golden State manda, quindi, Harden in lunetta che, però, ne sbaglia uno, lasciando l’ultima speranza agli uomini di Kerr: dopo il time-out KD ha la tripla per impattare sul 111 pari, il rimbalzo è ancora di Golden State che affida la palla a Curry che, però, sbaglia ancora dall’arco. Il rimbalzo, questa volta, è di CP3 che va in lunetta, fa 1/2 e scrive la parola “fine” su gara-4. Ad aiutare Harden ci pensano un insospettabile PJ Tucker, che gioca una delle proprie migliori partite in carriera, chiudendo con una doppia doppia da 17 punti e 10 rimbalzi, ed Eric Gordon, che ne aggiunge 20. Per Golden State, invece, non bastano ben due giocatori sopra i 30 punti: Kevin Durant, come detto, e Steph Curry, che ne aggiunge 30, ma con un brutto 29% da tre. La serie si sposta nuovamente a Oakland per il cosiddetto “pivotal game”, chi la spunterà?

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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