Boston sbanca subito Milwaukee. Polemiche e spettacolo, ma i Warriors vincono con Houston.

Boston sbanca subito Milwaukee. Polemiche e spettacolo, ma i Warriors vincono con Houston.

(0) MILWAUKEE BUCKS 90-112 BOSTON CELTICS (1)

Dopo la notte scorsa è rimasta solo una squadra imbattuta in questi playoff: i Boston Celtics. Dopo lo sweep contro Indiana, i Verdi vincono anche al Fiserv Forum di Milwaukee, minando tutte le certezze della squadra con il miglior record della Lega in RS. Nei primi 48 minuti della serie Brad Sevens e i Celtics impartiscono ai Bucks una vera e propria lezione di pallacanestro, dominando su entrambi i lati del campo, trascinati in attacco da un ispiratissimo Kyrie Irving e in difesa da un Al Horford favoloso nel contenere Giannis Antetokounmpo. La partita si mette subito in discesa per Boston, che nel primo quarto, grazie ad un super Irving, piazza un parziale di 17-3 che dà subito ai Celtics il massimo vantaggio. Milwaukee sembra spaesata, i Bucks non riescono a correre e Antetokounmpo trova molto a fatica il canestro; la reazione, però, arriva e lo fa proprio quando il greco è seduto in panchina: il contro-parziale da 15-0, propiziato da Nikola Mirotic e Khris Middleton, riporta definitivamente Milwaukee a contatto. 52-50 a fine primo tempo, con i Bucks fermi, però, al 37% dal campo. Ci si aspetta che, sulla scia del finale di secondo quarto, la franchigia del Wisconsin continui a macinare gioco e, invece, Boston piazza la zampata decisiva: dopo il primo vantaggio della serata per Giannis e compagni (56-54), i Celtics piazzano un altro parziale da 12-0 e con un grande Horford si riprendono il vantaggio in doppia cifra. La squadra di coach Brad Stevens, a questo punto, non si gira più indietro e strangola ancor più l’attacco di Milwaukee, che smette di giocare e all’ennesimo parziale da 12-0 crolla definitivamente sul -21. Il ‘Greek Freak’ con una schiacciata e una tripla prova a dare la scossa a tutto il Fiserv Forum, ma è troppo tardi, Boston torna a premere il piede sull’acceleratore e controlla agilmente fino al 112-90 finale. Milwaukee è sembrata la brutta copia di sé stessa, ha tirato con il 36% da due e con il 33% dall’arco (oltre al 15/24 ai liberi) e non è sembrata avere un piano partita adeguato, continuando sulla scia della RS e del primo turno; i Celtics, invece, per una sera sono sembrati quelli che tutti ci si aspettavano e, con le solite magie di Stevens dalla panca e di Irving in campo, hanno dato un segnale fortissimo nella corsa per il titolo di miglior squadra della Eastern Conference.

(1) GOLDEN STATE WARRIORS 104-100 HOUSTON ROCKETS (0)

Se il buongiorno si vede dal mattino, la serie tra Golden State Warriors e Houston Rockets promette davvero di regalare spettacolo. Il primo episodio della serie, infatti, è una battaglia tesissima e intensissima, che vede i campioni Nba uscire vincitori dal parquet. Alla Oracle Arena finisce 104-100 per i ‘Guerrieri della Baia’, che riescono a imporsi nel finale anche grazie alla tripla di Steph Curry (a lungo limitato da problemi di falli), che trasforma il canestro del +5 a 24 secondi dall’ultima sirena. In generale, un’eccellente prova corale per Golden State, che manda tutto il quintetto in doppia cifra: il migliore è Kevin Durant che, dopo i 45 e i 50 punti contro Los Angeles, ne mette altri 35 in gara-1. A questi, si aggiungono i 18 di Curry, i 14 a testa di Draymond Green e Andre Iguodala e i 13 di Klay Thompson, nonostante i problemi a una caviglia. Ai Rockets, invece, manca il guizzo nel finale: il top-scorer è James Harden, autore di una prova da 35 punti (nonostante un pessimo 9/28 dal campo), a cui si aggiungono i 27 di Eric Gordon e i 17 di Chris Paul. Il primo quarto è caratterizzato dalle enormi difficoltà al tiro dei Rockets, che riescono a mandare a bersaglio solo una delle 14 triple tentate. Dall’altra parte, invece, Durant inizia subito a fare la voce grossa in attacco, con la prima frazione che si chiude sul 28-19 in favore degli Warriors. A tenere in partita Houston ci pensano i primi canestri di CP3, le scorribande offensive del ‘Barba’ ma, soprattutto, le numerose palle perse dei padroni di casa (10 nel solo primo tempo), che permettono ai Rockets di impattare sul 53 pari all’intervallo. L’equilibrio sul parquet è totale, ma, tra le fila di Houston, inizia a serpeggiare un po’ di nervosismo per alcune contestate decisioni arbitrali: prima D’Antoni e poi Paul vengono punti con un tecnico per proteste e Golden State ne approfitta per allungare sul +7. In una Oracle Arena letteralmente infuocata si arriva a un finale punto a punto: Curry trasforma il canestro del +5 a 24 secondi dalla fine, ma l’ennesima palla persa (la numero 20 della partita) regala a Houston la possibilità di pareggiare dopo due punti rapidi di Harden. La tripla del ‘Barba’, però, finisce corta tra le proteste dei Rockets, che chiedevano il fallo di Draymond Green sul tiro. Paul viene espulso per doppio tecnico e sul match cala definitivamente il sipario.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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