Golden State-Houston: la preview

Introduzione: è cambiato tutto, nel giro di due settimane. Quella che doveva essere una serie ostica ed insidiosa per Houston si è invece rivelata più semplice del previsto, con i Jazz spazzati via in sole cinque gare. Tanti dubbi invece ora per i Golden State Warriors che devono sudare le cosidette sette camicie contro i Los Angeles Clippers, sconfitti solo alla sesta. Per molti questa può essere già considerata una finale anticipata ad Ovest, considerando anche i fatti della passata stagione: un anno fa furono infatti proprio i Golden State Warriors ad interrompere in gara-7 il sogno dei Rockets, ad un passo dalle Finals. Quella volta mancò Chris Paul, quest’anno però in quel di Houston non hanno più scuse.

Steph Curry e James Harden

Scontri stagionali: i risultati ottenuti durante la RS sorridono a Houston che si trova in vantaggio nel computo totale (3-1). Nessuna di queste però, è stata giocata con tutti gli effettivi: nel primo match a mancare fu Curry, poi CP3, Harden e nell’ultimo Durant.

Quintetti e statistiche:

GOLDEN STATE WARRIORS: Steph Curry, Klay Thompson, Kevin Durant, Draymond Green, Andrew Bogut.

  • PUNTI SEGNATI A PARTITA: 124.8
  • PUNTI CONCESSI A PARTITA: 114.7
  • PERCENTUALE DI REALIZZAZIONE: 50.2%
  • PERCENTUALE DI REALIZZAZIONE CONCESSA: 44.7%
  • PERCENTUALE DA TRE PUNTI: 39.9%
  • ASSIST: 31.2

HOUSTON ROCKETS: Chris Paul, James Harden, Eric Gordon, PJ Tucker, Clint Capela.

  • PUNTI SEGNATI A PARTITA: 107.0
  • PUNTI CONCESSI A PARTITA: 97.8
  • PERCENTUALE DI REALIZZAZIONE: 43.5%
  • PERCENTUALE DI REALIZZAZIONE CONCESSA: 40.0%
  • PERCENTUALE DA TRE PUNTI: 36.5%
  • ASSIST: 18.4

Golden State vince se: ritrova se stessa. La sfida con i Clippers si è rivelata più ostica e tortuosa del previsto, con i Warriors che sono riusciti a chiuderla solo dopo sei gare. Nonostante ciò, Kerr può sorridere guardando i numeri di Kevin Durant che, con un Curry a mezzo servizio, si è preso in mano la squadra trascinandola al turno successivo. Come prevedibile, molte delle fortune di questa squadra passeranno dall sue mani, forse mai così calde in questi anni nella Baia. Altro aspetto cruciale sarà la rotazione della panchina, con i vari Iguodala e Liviston che vedranno aumentare i propri minuti, a discapito di Bogut e Looney. Fondamentale sarà l’apporto di Draymond Green che, senza un centro puro in campo, sarà chiamato agli straordinari a rimbalzo, dove dovrà vedersela contro due ossi duri come Capela e Tucker.

Klay Thompson, Steph Curry e Kevin Durant

Houston vince se: fa più punti di Golden State. Ok, sembra la cosa più scontata che abbiate mai letto, e in un certo senso forse lo è, ma i Rockets non hanno altri modi per vincere. Cercare di fermare offensivamente questa squadra non è solo quasi impossibile, ma anche deleterio se, per riuscirci, si prova ad adottare delle scelte estremi. L’unica possibilità che hanno i Rockets è quello di trovare ritmo e non perderlo mai, cosa che invece fecero l’anno scorso quando sbagliarono 27 tiri da tre consecutivamente in gara-7 proprio contro i Warriors. Altro aspetto fondamentale in casa Houston potrebbe essere il rimbalzo offensivo, dove i texani dovranno fare la differenza se dall’altro lato Kerr toglierà spazio a Bogut e Looney per avere dei vantaggi nell’altra metà campo. Decisivi risulterebbero in quel caso Capela e Tucker, che dovranno sfruttare al meglio gli spazi ed i mismatch lasciati al centro dai Warriors. Nel complesso, verosimile aspettarsi una squadra molto mobile difensivamente e che, dall’altro lato del campo, cercherà o la forzatura dentro per uno dei suoi lunghi o, nel migliore dei casi, un iso nelle mani di James Harden, possibilmente accoppiato con Curry, vero bersaglio degli schemi di D’Antoni.

Chris Paul e James Harden

Pronostico: GSW 4-3 HOU

 

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Claudio Rosa

21 anni, studente all'Università Cattolica del Sacro Cuore, aspirante giornalista ma giornalaio per passione, tifoso Lakers nel tempo libero ed amante occasionale dello stretch four.

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