Milwaukee al secondo turno dopo 18 anni. Colpo di coda dei Jazz contro Houston.

Milwaukee al secondo turno dopo 18 anni. Colpo di coda dei Jazz contro Houston.

(0) DETROIT PISTONS 104-127 MILWAUKEE BUCKS (4)

Dopo 18 anni i Milwaukee Bucks tornano alle semifinali della Eastern Conference. L’ultima volta, era il 2001, il cammino della franchigia del Wisconsin, guidata da Ray Allen, si fermò alle Finali di Conference contro i 76ers di Allen Iverson (il calendario potrebbe riproporre eventualmente questo incrocio), questa volta gli obiettivi sono diversi. I Bucks accedono al secondo turno con un secco 4-0 ai Detroit Pistons e la consapevolezza di aver disputato la miglior stagione regolare degli ultimi 40 anni non a caso. La partita di questa notte ne è stata l’ennesima dimostrazione: i Pistons, grazie ad un Reggie Jackson in grande spolvero (18 punti nei primi 24 minuti), partono bene, desiderosi di prolungare fino a gara-5 la serie e di regalare una vittoria al pubblico di casa, arrivando fino al +10 di metà secondo quarto (54-44) e chiudendo il primo tempo sul 62-56. Come al solito la reazione dei ragazzi di Budenholzer arriva nei secondi 24 minuti nei quali il parziale a favore dei Bucks è di 71-42. Una dimostrazione di forza difensiva e offensiva spaventosa, arrivata nonostante la serata al tiro da 3 non sia stata di quelle da trascrivere negli annali (10/28); di contro, però, ci sono il 65% all’interno della linea dei 7.25 e i 41 liberi tentati a dimostrare lo strapotere fisico dei Bucks e, in particolare, di Giannis Antetokounmpo, 41 punti per lui. Il greco è la pietra angolare di Milwaukee, che al prossimo turno affronterà Boston: i Celtics lo scorso anno vinsero in 7 gare, riusciranno i nuovi Bucks a prendersi la rivincita?

 

(1) UTAH JAZZ 107-91 HOUSTON ROCKETS (3)

Ad un passo dal baratro, sotto 3-0, i Jazz tirano fuori forse la loro miglior partita delle quattro giocate e tengono in vita una serie che sembrava chiusa; partita che, comunque, fa aumentare i rimpianti per la gara-3 che Utah non è riuscita a vincere nonostante la bruttissima prestazione al tiro di James Harden. Il Barba questa volta segna 30 punti (con 6/12 dall’arco), ma perde 8 palloni e sbaglia molti tiri al ferro, non riuscendo mai, inoltre, a mettere veramente in ritmo i compagni (solo 4 assist). Utah parte forte, come spesso gli accade quando gioca a Salt Lake City, trascinata da Ricky Rubio e Jae Crowder, che segnano 27 dei primi 41 punti, Houston, però, non molla e con Chris Paul risale nei secondi 12 minuti, recuperando i 14 punti di distacco del primo quarto. Il finale sembra dover essere il solito quando i Rockets mettono la testa avanti fino al 72-67, i Jazz, però, questa volta rimangono attaccati alla partita e sferrano l’attacco decisivo a inizio del quarto quarto quando un parziale da 15-1, arrivato cavalcando un grande Donovan Mitchell, riporta i ragazzi di coach Snyder fino al +9, vantaggio che poi aumenta con i Rockets incapaci di segnare più di 12 punti nel quarto finale.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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