Colpaccio Nuggets a San Antonio. Rockets e Bucks ad un passo dalle semifinali. Phila, botte e 3-1.

Colpaccio Nuggets a San Antonio. Rockets e Bucks ad un passo dalle semifinali. Phila, botte e 3-1.

(0) DETROIT PISTONS 103-119 MILWAUKEE BUCKS (3)

Non bastano i 27 punti con  sette rimbalzi e sei assist di Griffin all’esordio nella serie dopo l’infortunio al ginocchio destro, e nemmeno un Antetokounmpo limitato dai falli a riaprire la serie tra Pistons e Bucks.Milwaukee manda sette uomini in doppia cifra: oltre al greco ci sono, infatti, anche Khris Middleton (20 punti), Brook Lopez (19), Eric Bledsoe (19), Ersan Ilyasova (15), Nikola Mirotic (12) e George Hill (11). Il match prende una piega inequivocabile già a fine primo quarto con i Bucks che accelerano e chiudono con un parziale di 13-2; il divario aumenta ancor più nella seconda e terza frazione, arrivando fino al 100-78 con cui si apre l’ultima frazione, un vantaggio che i Cervi non faticano a controllare fino alla sirena finale. 3-0 e Milwaukee ad un passo dalle semifinali.

(0) UTAH JAZZ 101-104 HOUSTON ROCKETS (3)

Anche Houston raggiunge il 3-0 nella serie con la vittoria a Salt Lake City contro Utah, che però deve rimpiangere il fatto di non aver sfruttato la serata “no” di James Harden. Il Barba, marcato da Royce O’Neale (chiave tattica che verrà riproposta sicuramente in gara-4), segna solo 8 punti nei primi tre quarti, complice un pessimo 3/20 dal campo. Harden si riprende nell’ultima frazione di gioco: con 14 punti in 12′ dà ai suoi Rockets la spinta per avere la meglio sui Jazz, incapaci fino a quel momento di prendere il largo. Il Barba è decisivo soprattutto nell’ultimo minuto con i cinque punti grazie ai quali Houston si porta sul 101-97 e si crea il margine per puntare alla vittoria, sigillata poi da un rimbalzo offensivo di Tucker (dopo 2 liberi di Mirchell per il 101-99) sull’ennesima tripla di Harden che prende il ferro, che viene mandato in lunetta. L’1/2 di Tucker lascia qualche speranza a Utah, ma Mitchell sbaglia clamorosamente la tripla che avrebbe regalato la parità. Ai Jazz non bastano i 34 punti di Donovan Mitchell (anche se il tabellino segna un poco soddisfacente 9/27 dal campo), anche perché il resto della truppa latita e per trovare il secondo marcatore bisogna scendere ai 13 punti di Derrick Favors.

 

(2) SAN ANTONIO SPURS 103-117 DENVER NUGGETS (2)

I Nuggets vincono sul campo dei San Antonio Spurs, pareggiano la serie e si riprendendono il fattore campo. San Antonio prova l’allungo nel primo quarto (34-22), ma i Nuggets questa volta non perdono il filo del discorso e stampano un parziale di 20-9 per andare all’intervallo lungo sul 54-54, prendendo poi nettamente il largo nella terza frazione. I meriti vanno ad un finalmente convincente Nikola Jokic, autore di 29 punti, 12 rimbalzi e otto assist, e a Torrey Craig, che mette la museruola a Derrick White. Denver tiene alla grande il vantaggio nell’ultimo quarto, sfruttando anche l’espulsione di DeMar DeRozan, che a cinque minuti dal termine tira il pallone verso un arbitro. Segnali di frustrazione in casa Spurs, che avevano la possibilità di mantenere il vantaggio del campo e adesso devono riconquistare la semifinale a Denver.

 

(1) BROOKLYN NETS 108-112 PHILADELPHIA 76ERS (3)

Dopo giorni di discussioni sui social e dichiarazioni pungenti che hanno accresciuto la rivalità fuori dal campo, la miccia è scoppiata. Gara-4 fisica che diventa cattiva quando Joel Embiid, in dubbio fino alla fine, entra duramente su Jarrett Allen. Jared Dudley scatta come una molla sul camerunese e ne nasce una rissa con protagonisti anche Jimmy Butler e Ben Simmons, quest’ultimo già coinvolto nelle “storie tese” degli ultimi giorni. Butler e Dudley vengono cacciati, il colpo al limite di Embiid si merita un flagrant-1. Il lungo dei Sixers conclude poi una super prestazione da 31 punti, 16 rimbalzi e sette assist nonostante le condizioni fisiche precarie. Per Brooklyn il migliore è Caris LeVert, autore di 25 punti. I Nets portano ben cinque giocatori in doppia cifra (oltre a LeVert, Allen e D’Angelo Russell chiudono a 21 punti, Spencer Dinwiddie a 18 e Joe Harris a 10) e non sorprende che conducano il match per buona parte, godendo anche di +10 di margine (67-57) all’inizio del terzo quarto, dopo essere andata all’intervallo lungo avanti 63-57. I Sixers però sono solidi e non subiscono cali di percentuali al tiro, come quello avuto dai Nets nell’ultimo quarto (17 punti contro i 27 di Philadelphia). È di fatto questo il parziale che fa la differenza: Mike Scott trova la tripla del sorpasso dei Sixers a 20 secondi dalla sirena, poi Allen perde il pallone decisivo e sulla partita (forse sulla serie) scorrono i titoli di coda. Philadelphia vince 112-108, sbanca ancora Brooklyn e si porta sul 3-1. Adesso basterà vincere la prossima in casa per accedere alle semifinali di Conference

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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