Play-Off Preview: Philadelphia 76ers

Play-Off Preview: Philadelphia 76ers

RECORD: 51-31

STELLA: In una squadra ricca di talento e di ottimi giocatori, il big man camerunese è, senza ombra di dubbio, quello più imprescindibile e dal maggior peso specifico nell’economia della franchigia della Pennsylvania. Tra i vari Jimmy Butler, Ben Simmons e Tobias Harris, Joel Embiid è il vero e proprio ago della bilancia, il leader tecnico e carismatico di un gruppo giovane con tante ambizioni. Arriva ai playoff dopo una stagione giocata a livelli pazzeschi: con più di 27 punti e 13 rimbalzi di media, i paragoni con i grandissimi del passato non si sono fatti attendere. Da sottolineare sono anche i pochi, per il ruolo che ricopre, minuti d’impiego: “solo” 33 minuti di media per un totale di 64 partite. Lascio a voi immaginare cosa potrebbe fare con più minuti a disposizione. È stato per buona parte della stagione nella MVP conversation, merito di una stagione dominante sotto entrambi i canestri. Dai più viene considerato il lungo più forte dell’intera lega e anche il migliore nell’era post-Shaq. Il ginocchio però fa ancora male, infortunio che lo tartassa da metà stagione e che lo ha costretto a restare a guardare i compagni per quai 20 partite. Probabilmente salterà anche gara-1 contro i Nets, nonostante le parole rassicuranti del GM Elton Brand che in una recente intervista ha affermato che “Sarà in campo nella serie”.

Joel Embiid.

PUNTO FORTE: I 76ers vantano probabilmente il 2º miglior quintetto dell’intera lega, l’unico paragonabile ai “Monsters” della Bay Area. Tre All Star di primissimo livello, un All Star mancato (Harris), e un veterano, JJ Redick, tiratore tra i migliori in circolazione, che fa da chioccia al gruppo giovane, portando l’esperienza necessaria. Troviamo i Sixers nella top-5 in tre speciali classifiche di squadra: punti, assist e rimbalzi. Lampante dimostrazione di come la fase offensiva funzioni alla grande in quel di Philadelphia.

PUNTO DEBOLE: Avere un quintetto iniziale nettamente sopra la media è un’arma a doppio taglio. Il risvolto della medaglia è una panchina che preoccupa: dopo le trade per Butler e Harris, dove sono partiti Saric, Covington, Shamet e Chandler, la second unit si è decisamente depotenziata. Sarà importante vedere l’atteggiamento così come il fattore continuità, vero e proprio tallone d’Achille dei ragazzi di Brett Browm: se non dovessero incombere in passaggi a vuoto, come accadde nella serie contro i Boston Celtics degli scorsi playoff, i Sixers si candidano in maniera decisa alle finali di conference.

ALLENATORE: Brett Brown è stato il primo a credere davvero nel “Process”. Ha avuto la pazienza di sopportare diverse stagioni di tanking totale dove la squadra, complici infortuni e giocatori non certo competitivi, arrivava a a stento a 20 vittorie stagionali. Ha saputo sviluppare il talento dei giovani, Embiid e Simmons su tutti, nonostante le numerosi voci di esonero che l’hanno seguito, come un fantasma, nelle ultime due stagioni.

Brett Brown.

OBIETTIVO: L’obiettivo minimo è passare il primo turno contro Brooklyn senza trovare particolari difficoltà. Questo scenario preannuncia un’ipotetica sfida contro The Klaw, Kawhi Leonard, e i suoi Toronto Raptors, che rappresenterebbero, per Simmons e compagni, il grande ostacolo prima delle finali di Conference. Il grande sogno nel cassetto, le Finals, può essere alla portata dei Sixers, vera e propria mina vagante di questi playoff, ma tutto dipenderà da più fattori, uno su tutti l’intesa, ancora da puntellare, tra i tre All-Star.

AVVERSARIO: Brooklyn Nets (clicca qui per la preview)

PRONOSTICO: PHI 4-1 BRO

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Gabriele Canovi

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