Play-Off Preview: Indiana Pacers

Play-Off Preview: Indiana Pacers

RECORD: 48-34

STELLA: Una squadra di sistema, questo sono gli Indiana Pacers, definizione palesata in modo chiaro anche dai sette uomini in doppia cifra con i quali la franchigia di Indianapolis entra in questi play-off. Dopo l’infortunio di Oladipo sembravano destinati a precipitare e, invece, grazie alla grande stagione di Bojan Bogdanovic hanno continuato a stupire. L’ex-Nets e Wizards quest’anno ha viaggiato sopra i 18 punti a partita (sopra i 20 nel post All-Star Game), facendo registrare i massimi in carriera anche in assist, rimbalzi e rubate, e dimostrando una grandissima solidità al tiro: 42.5% dall’arco su quasi 5 tentativi (decimo nella Lega), 53.8 % da due e una true shooting del 61.3%.

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Bojan Bogdanovic.

PUNTO FORTE: I Pacers di quest’anno sono una macchina difensiva quasi perfetta, al primo posto per punti concessi di media (104.7) e al terzo per defensive rating (106.5). La chiave di volta di questo meccanismo è sicuramente Myles Turner che a 22 anni sembra aver trovato il modo di esprimere al massimo il suo potenziale, come dimostrato sia dal 101.4 di defensive rating (per cui è quinto nella Lega), sia dal defensive box plus/minus (terzo in NBA con 4.7) che da tutte le voci statistiche inerenti la stoppata (primo per stoppate totali e di media). Indiana, inoltre, rimane nell’èlite anche sia per tiri concessi dal campo (complice anche un pace abbastanza basso)e dalla lunetta che per rubate, grazie ad altri specialisti difensivi come Sabonis, Young e Collison.

PUNTO DEBOLE: L’attacco è, purtroppo per Indiana, l’altra faccia della medaglia, con i Pacers che hanno chiuso la stagione regolare come 22esimo attacco della Lega con soli 108 punti segnati a partita, causa anche l’assenza forzato di Oladipo. Come detto il pace della squadra di McMillan è piuttosto e questo impedisce a Indiana di attaccare difese mal posizionate (Indiana è, infatti, una delle squadre con più stoppate subite), fattore che potrebbe farsi sentire in questi play-off, soprattutto contro difese preparatissime e molto fisiche come quelle dei top team dell’Est. Manca, quindi, l’uomo capace di risolvere le partite da solo, come ci è capitato di raccontare già per altre squadre, quello che, se inserito in questo tipo di contesto, ti fa fare il salto di qualità.

ALLENATORE: Sarà uno dei candidati al premio di allenatore dell’anno, questo perchè Nate McMillan, ha messo in piedi un piccolo capolavoro a Indiana, simile per certi versi a quello di Popovich con gli Spurs. Nonostante abbia dovuto fare a meno, dopo poco più di 30 partite, della sua stella e faro offensivo, ha fatto evolvere il suo roster, trasformandolo in un dei più fastidiosi da affrontare ad Est. La crescita di Turner e l’esplosione di Bogdanovic sono sue vittorie personali; forse l’unico peccato è stato quello di non essere riuscito a valorizzare Tyreke Evans, che aveva fatto benissimo a Memphis lo scorso anno.

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Nate McMillan.

OBIETTIVO: Con il roster al completo l’obiettivo minimo sarebbe stato quello di passare il primo turno (magari cercando di guadagnarsi il fattore campo durante la RS). Senza ‘Dipo’, l’uomo che aveva trascinato i Pacers lo scorso anno, e contro dei Celtics che sembrano essere in crescita, arrivare alle Semifinali di Conference sarebbe un’impresa.

AVVERSARIO: Boston Celtics

PRONOSTICO: BOS 4-1 IND

 

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Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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