Play-Off Preview: Utah Jazz

Play-Off Preview: Utah Jazz

RECORD: 50-32

STELLA: Già nel suo anno da rookie si è caricato tutta Utah sulle spalle e ha compiuto un grande upset battendo al primo turno i Thunder di Westbrook, George ed Anthony. Donovan Mitchell, dopo un avvio un po’ sottotono, è tornato ai livelli dello scorso anno, forse anche migliorando, e con lui in grande forma Utah è passata dal 12esimo posto alla zona playoff, con uno sprint finale che ha ricordato quello dell’anno passato. Donovan è solo al suo secondo anno, ma è già pronto a prendersi numerose responsabilità, come dimostra il 31.6% di usage percentage, che lo ha portato ai quasi 24 punti di media, ottenuti con una true shooting del 54%. A dare una mano a Mitchell ci penserà, comunque, Rudy Gobert, che ha dimostrato anche quest’anno di essere uno dei migliori difensori della Lega e sarà l’ago della bilancia delle sorti di Utah.

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Donovan Mitchell.

PUNTI FORTI: La squadra è la stessa dello scorso anno ed è questo probabilmente uno dei grandi punti di forza della squadra di Salt Lake City. Inoltre, girando attorno al perno difensivo Gobert, i Jazz sono secondi per defensive rating con 105.5 punti subiti (primi dall’All-Star Game in poi), quarti per punti subiti a partita con 106 e sono la squadra che concede meno triple dell’intera Lega, la terza per stoppate, la seconda per rimbalzi concessi e la prima per assist concessi. Insomma un’autentica macchina di distruzione difensiva. In attacco, oltre alle incursioni di Mitchell e al pick ‘n roll Rubio-Gobert, Utah può contare, inoltre, su due cecchini di elité come Korver e Ingles che, nonostante non siano più giovanissimi, segnano da dietro l’arco con grandissima continuità, con l’australiano che all’occorrenza è anche un grande passatore secondario

PUNTI DEBOLI: Hanno tante soluzioni in attacco, sono una squadra di sistema (come dimostra l’ottava posizione negli assist a partita di squadra), ma sono abbastanza sterili e quando Mitchell non gira in attacco, anche gli altri tendono a bloccarsi. L’assenza di un All-Star, o comunque di un secondo violino da affiancare al numero #13 dei Jazz, che possa garantire delle prestazioni offensive importanti ed estemporanee proprio ora che si sta entrando nel vivo della stagione NBA potrebbe pesare e non poco.

ALLENATORE: Da head-coach, Quin Snyder, ha allenato solo Utah e, per ora, il record dice 177 vittorie e 151 sconfitte. Già lo scorso anno era stato bravo a non far sentire l’assenza di un grande giocatore come Hayward, che tanto bene aveva fatto con la casacca dei mormoni, ma in questa stagione è riuscito a trattenere tutto il roster ed è stato bravo ad inserire ancor più Mitchell nelle dinamiche di gioco, moderando quell’istinto agonistico messo in mostra dal ragazzo da Lousville nella sua prima stagione. Il maniacale lavoro svolto per realizzare una difesa quasi perfetta, inoltre, ha dato la possibilità a Gobert di sviluppare ed elevare ancora di più le sue abilità difensive, rendendo di fatto i Jazz tra le migliori difese della Lega e il centro francese il maggiore candidato al premio di DPOY.

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Quin Snyder.

OBIETTIVO: Anche qui vale lo stesso discorso fatto per Houston. tutto è cambiato nell’ultima giornata di RS e l’accoppiamento non è proprio di quelli ideali. I Rockets al primo turno sono uripetere il percorso dello scorso anno non sarebbe affatto un cattivo risultato.

AVVERSARIO: Houston Rockets  (clicca qui per leggere la loro preview)

PRONOSTICO: HOU 4-2 UTA

 

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Saverio Lanzillo

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