Play-Off Preview: Houston Rockets

Play-Off Preview: Houston Rockets

RECORD STAGIONALE: 53-29

STELLA: Secondo nella storia, dopo MJ, a collezionare 2000 punti, 500 rimbalzi e 500 assist in una stagione; quarto nella storia a mettere a segno almeno due prestazioni da 60+ punti in una stagione; settimo nella storia a toccare quota 1000 tiri sbagliati in una stagione; primo quest’anno per tiri dal campo, da tre, liberi e per numero di palle perse. O si ama o si odia, non ci sono vie di mezzo. James Harden è tutto questo, irrazionale quanto basta per amarlo e per capire che l’unica vera chance per i Rockets di arrivare alle tante ambite Finals passa inesorabilmente per le sue mani. Ha di fatto migliorato ulteriormente i numeri messi in fila la passata stagione – ad eccezione degli assist – viaggiando con medie spaventose: 36.1 punti, 6.6 rimbalzi, 7.5 assist, con il 44.2% dal campo e il 38% da tre, ma soprattutto con un 61.6% di true shooting, che diventa ancora più clamoroso se visto nell’ottica del 40.5% di usage percentage. Un anno da record per il ‘Barba’, eppure qualcuno mette in dubbio la sua riconferma nella corsa all’MVP. Il motivo? Pare qualcuno gli preferisca un greco del Wisconsin. Poco male (forse), l’obiettivo di Harden e Co. quest’anno è quanto mai quello di varcare, una volta per tutte, i confini dell’Ovest.

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James Harden.

PUNTO FORTE: Il maggior punto di forza di questa squadra è senza dubbio la spaziatura del campo. Guardando un po’ i numeri di questa stagione, i Rockets sono sesti per punti segnati e primi per numero di triple messe a segno, indici di una squadra che ama attaccare e sa come farlo, anche se a volte incaponendosi troppo. Stona un po’ la casella assist – 21.2 a partita, ventottesimi nella Lega – condizionata oltre modo dai tanti isolamenti giocati da Harden, che se da un lato risulta deleterio per il ritmo del team, dall’altro toglie pressione ai compagni e libera spazi, sia nel pitturato che oltre la linea da tre. A inizio anno, inoltre, era venuto meno uno degli aspetti fondamentali dei Rockets della passata stagione, la difesa, la luce però sembra esserci riaccesa dopo la pausa dell’All-Star Game, dal quale Houston ha il secondo miglior defensive rating della Lega (105.3), grazie ai rientri a pieno ritmo di Capela e Paul, oltre che al solito Tucker.

PUNTO DEBOLE: Il dubbio più grande di questo roster resta ancora oggi la panchina. La mezza rivoluzione messa in atto in estate, portando in Texas Carmelo Anthony, non ha dato i frutti sperati, costringendo la dirigenza a correre ai ripari. Gli arrivi di Rivers, Faried e Shumpert allungano un po’ la panchina e danno respiro ai titolari anche se, tra questi, forse l’unico che può essere veramente utile nei playoff è ‘Manimal’, rivitalizzato da D’Antoni e tornato finalmente ai vecchi tempi di Denver. Nonostante ciò la coperta resta corta, troppo forse per ambire all’eccellenza della Western Conference.

ALLENATORE: Mike D’Antoni non ha bisogno di presentazioni, men che meno da noi. Quello che a molti sfugge, però, è che sono ormai passati gli anni della famosissima ‘Seven seconds or less’. Già, perché il buon Mike ha radicalmente cambiato il proprio modo di interpretare la pallacanestro, adattandola ai suoi uomini migliori, Chris Paul e James Harden, e al basket moderno. Ad oggi, Houston è di gran lunga la squadra che gioca meglio e più di tutti gli isolamenti, ma quanto può essere sostenibile questo approccio?

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Mike D’Antoni.

OBIETTIVO: Non arrivare alle Finali di Conference vorrebbe dire peggiorare il risultato della passata stagione, il che fa essenzialmente fa rima con ‘fallimento’. Purtroppo l’ultima notte di stagione regolare li ha fatti scivolare al quarto posto e questo significa, in caso di passaggio del turno, scontro anticipato con i Warriors già alle Semifinali di Conference: uno scoglio in più nella strada verso l’alloro.

AVVERSARIO: Utah Jazz (clicca qui per leggere la loro preview)

PRONOSTICO: HOU 2-4 UTA

 

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Claudio Rosa

21 anni, studente all'Università Cattolica del Sacro Cuore, aspirante giornalista ma giornalaio per passione, tifoso Lakers nel tempo libero ed amante occasionale dello stretch four.

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