History Dunkest: Chamberlain e la partita dei 100 punti

History Dunkest: Chamberlain e la partita dei 100 punti

La regular season sta volgendo al termine e ci siamo resi conto che questo è il momento che da tanto tempo aspettavamo. Nel corso di questi mesi passati insieme, grazie alla rubrica “History Dunkest”, abbiamo avuto l’onore e il piacere di raccontarvi tante prestazioni memorabili della pallacanestro statunitense e mondiale. Settimana dopo settimana siamo andati alla ricerca delle gare più curiose dal punto di vista statistico, analizzando i giocatori sotto ogni aspetto. Shaquille O’Neal, Michael Jordan, LeBron James, Kobe Bryant e Tracy McGrady sono solo alcune delle leggende che ci hanno aiutato ad intrattenervi dall’inizio della stagione ad oggi. Infatti siamo quasi certi di aver raccontato di tutti i più importanti record della storia della NBA, sempre al meglio delle nostre capacità e con quel pizzico di sentimentalismo che ci contraddistingue. Ma perché siamo “quasi” certi di questa cosa? Abbiamo aggiunto quel quasi non perché dubitiamo del nostro impegno (anche se si può fare sempre di più) ma perché siamo consapevoli di aver lasciato in sospeso una prestazione in particolare. Probabilmente la più bella prestazione della storia del basket, per noi amanti dei numeri e delle statistiche. Avendo preso atto di questa cosa, abbiamo deciso di raccontarvi la storia di quella prestazione proprio oggi, in quella che sarà l’ultima puntata dell’History Dunkest per la stagione 2018-2019. Ma ora basta tirarla per le lunghe, avete capito tutto: sarà finalmente Wilt Chamberlain il protagonista di questa storia.

ANACRONISTICO. E’ questo il termine che ho scelto per descrivere Wilt, proprio perché le sue doti cestistiche e fisiche contrastavano completamente con le abilità degli altri giocatori del suo tempo, permettendogli di essere dominante su ogni lato del campo. Infatti prima del suo arrivo nella Lega la maggior parte dei giocatori erano uomini di normali dimensioni ma Chamberlain ha radicalmente cambiato il gioco e il modo di intendere la pallacanestro. Da quel momento in poi, infatti, la NBA non sarà più la stessa.
Attraverso i numerosi video del passato possiamo capire con quanta facilità sottomettesse i suoi avversari e quanto fosse avanti geneticamente rispetto a tutti gli altri. Questa non è fantascienza poiché nel corso del tempo le caratteristiche fisiche dell’uomo sono sempre migliorate e i record sportivi che di anno in anno migliorano ne attestano la veridicità. Resistenza, forza, velocità ed elasticità sono solo alcune delle caratteristiche fisiche che progressivamente migliorano nel corso del tempo. L’esempio che più ci può aiutare a comprendere questa tesi, scientificamente corretta, è quello dell’atletica leggera legato al campione Usain Bolt.

Nel corso della storia dell’atletica, dal 1968 al 2007 (quasi 40 anni) il record dei 100 metri piani è stato migliorato di circa 21 centesimi, passando dai 9’’95 di Jim Hines del 14 ottobre del 1968 ai 9’’74 del giamaicano Asafa Powell nel settembre 2007. Successivamente un alieno di nome Usain Bolt sbarca sul pianeta terra e il 16 agosto 2009 a Berlino realizza il nuovo record del mondo, facendolo scendere fino a 9 secondi e 58 centesimi e compiendo un’impresa surreale. Nei quarant’anni precedenti il massimo distacco tra il nuovo e il vecchio record realizzato da persone diverse, non contando i precedenti 2 record di Bolt dello stesso anno, era stato di massimo 5 centesimi. Usain ha compiuto un miracolo, abbassandolo in un solo anno di 16 centesimi contro i 21 centesimi in cui si era abbassato nei precedenti 40 anni di storia dello sport mondiale. E’ questo il risultato della combinazione vincente tra un fisico geneticamente avanti nell’evoluzione della specie, un’incredibile mentalità vincente e una straordinaria fiducia nei proprio mezzi. Lo sport funziona in questo modo: ci sono momenti in cui dal nulla sbucano atleti che danno un contributo fondamentale all’evoluzione della disciplina, sbaragliando la concorrenza e portando la propria specialità ad un livello inimmaginabile fino a quel momento. Solo quando c’è un obbiettivo apparentemente irraggiungibile, un atleta riesce a trovare la motivazione giusta per raggiungerlo e superarlo. Ci sono però, come in ogni cosa, dei pioneri che per primi cambiano le sorti di uno sport e nella storia della pallacanestro il più grande game changer è stato Wilt Chamberlain. Un giocatore non solo in grado di chiudere una stagione a 50 punti e 25 rimbalzi di media, di catturare 55 rimbalzi in una singola gara e di dominare letteralmente ogni singolo centimetro del parquet ma in grado di segnare addirittura 100 punti nella partita dei sui Philadelphia Warriors contro New York, ponendo l’asticella ad un’altezza ad oggi ancora inarrivabile per qualsiasi giocatore di pallacanestro e realizzando il record per numero di punti segnato in una gara NBA.

Ancora oggi è impensabile una cosa del genere ed è persino difficile individuare un giocatore che riuscirebbe, potenzialmente ad avvicinarsi a quel traguardo. E’ proprio per questo che definiamo Chamberlain *anacronistico* , perché è stato capace di compiere una performance neanche lontanamente immaginabile per qualsiasi giocatore in circolazione dopo addirittura 57 anni. In quel match fece registrare non solo 100 punti( 36/63 dal campo, 28/32 tiri liberi) ma anche 25 rimbalzi e 2 assist, non contando stoppate, rubate e perse che non venivano ancora conteggiate come statistica ufficiale. La domanda che vi facciamo arrivati a questo punto è, anche se per l’ultima volta in questa stagione, sempre la stessa: quanti punti #dunkest avrebbe realizzato quella sera Wilt presso l’Hershey Sports Arena, Hershey in Pennsylvania in quella che è ricordata come una delle più memorabili partite di basket della storia? La risposta è 106 punti, uno dei punteggi più alti di sempre nel mondo del fantabasket e che vi avrebbe fatto sicuramente vincere la giornata.
La storia di Wilt andava raccontata in maniera diversa rispetto al solito perché la sua non è una storia come le altre. E’ semplicemente la migliore di tutti i tempi e noi, a modo nostro, abbiamo provato a raccontarvela mettendoci tutta la passione che avevamo. Ci vediamo ad Ottobre con la rubrica “History Dunkest” , nella speranza di deliziarvi con tante altre storia legate al mondo della pallacanestro e delle statistiche sportive.

A cura di SOS Dunkest

Scritto da Giò Bonfantino

Saverio Lanzillo

Giò Bonfantino

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