Cosa non funziona nelle squadre che faranno i PO a Ovest

Cosa non funziona nelle squadre che faranno i PO a Ovest

GOLDEN STATE WARRIORS

  • Sono 10-7 dopo la pausa dell’All-Star Game
  • Sono 14esimi per Net Rating in questo periodo
  • Il loro attacco sta viaggiando sotto la media

I numeri dicono che il problema è soprattutto DeMarcus Cousins. Nessuno avrebbe mai pensato che Boogie avrebbe trasformato i Warriors in una squadra con un attacco nella media. Quando è in campo (623 minuti) l’offensive rating dei Warriors è 109, che non solo è inferiore alla media complessiva dei Warriors di 114,8 punti per 100 possessi, ma è anche inferiore alla media NBA.

  • Quando Boogie è fuori dal campo, la valutazione offensiva dei Warriors è 115.2, e il loro net rating è +6.3 (quando è in campo scende a +3.0).
  • Dopo la pausa dell’All-Star Game, sei giocatori dei Warriors hanno giocato almeno 300 minuti, ma in quel gruppo solo Cousins ha un on/off differential negativo (-0.7).

 

DENVER NUGGETS

Statisticamente, Denver sembra essere la squadra più stabile e quella con meno difetti importanti o tendenze preoccupanti. Ma rispetto alle altre squadre, i Nuggets sono totalmente inesperti nella postseason. Nikola Jokic, Gary Harris, Malik Beasley, Jamal Murray e Monte Morris non hanno giocato neanche una partita di play-off in carriera e anche coach Mike Malone non ha alcuna esperienza. Lo stile di gioco cambia nei play-off, e per ora non ci sono prove che Denver possa abituarsi.

 

HOUSTON ROCKETS

I Rockets lo scorso anno hanno quasi sfiorato le Finals, grazie ad un attacco dominante, ma soprattutto grazie a una grande difesa, la settima della NBA. Ma dopo le partenze di Trevor Ariza e Luc Mbah a Moute – oltre a qualche infortunio a Clint Capela e Chris Paul – i Rockets non sono riusciti a ripetersi. La difesa di Houston è caduta fino al 21esimo posto, aspetto che pesa molto nella corsa play-off. La buona notizia è che la difesa dei Rockets è al terzo posto dopo la pausa per l’All-Star Game.

 

PORTLAND TRAIL BLAZERS

L’infortunio di Jusuf Nurkic ha terribilmente complicato la corsa play-off di Portland, che aveva costruito tutta la stagione regolare attorno all’attacco e al rimbalzo, e che si è trovata privata di un fattore fondamentale. Nurkic stava giocando la sua miglior stagione con Portland che aveva un net rating di +10,4 quando il centro bosniaco è in campo e di -5,0 quando è fuori. A rimpiazzarlo sarà Enes Kanter che proverà ad aiutare Portland a rimpiazzare alcuni minuti e rimbalzi di Nurkic; ma le prime 16 partite dell’ex-Knicks hanno dimostrato che sebbene in attacco non si senta troppo la mancanza di Nurkic, in difesa Kanter è un fattore estremamente negativo con Portland che vede salire il suo defensive rating da 106,7 a 110,7 quando Kanter è in campo. Basterà contro i super attacchi dell’Ovest?

 

LOS ANGELES CLIPPERS

I Clippers sono una delle più belle storie della stagione, ma non una delle squadre più forti. È difficile immaginare come LA possa superare il primo turno. In un momento in cui il tiro da 3 punti è un requisito fondamentale per cercare di andare più avanti possibile, i Clippers entrano nei play-off come una delle peggiori squadre nel tiro con i piedi dietro l’arco: sono al 26° posto nella NBA per triple complessive e nessuna squadra nella NBA tira meno triple per 100 possessi rispetto ai Clips (24.6). Landry Shamet è il loro miglior tiratore da 3 punti, insieme al nostro Danilo Gallinari, ma questo potrebbe non essere sufficiente a nascondere le carenze della franchigia losangelina.

 

OKLAHOMA CITY THUNDER

I Thunder sono stati, prima della pausa per l’All-Star Game, la principale antagonista ai GSW, per merito della loro grande difesa e di un attacco fluido. Qualcosa deve essersi inceppata dopo l’ASG con OKC che è riuscita a raccogliere solo 7 vittorie nelle ultime 18 uscite stagionali (il peggior record delle squadre dei play-off). Sono di gran lunga la peggiore squadra al tiro di questo gruppo, la loro effective field goal (eFG%) è di 51.3, la dodicesima a Ovest, che scende addirittura al 48.7 negli ultimi due mesi. Se Paul George non dovesse tornare quello in formato MVP che abbiamo ammirato fino a poco tempo fa e se Donovan non dovesse trovare un modo per far segnare i suoi uomini con l’attacco a metà campo, per i Thunder potrebbe essere veramente troppo dura.

 

UTAH JAZZ

Ancora una volta i Jazz sono un fortino difensivo quasi inespugnabile, ma ancora una volta questo potrebbe non essere sufficiente per portarli molto lontano. Il problema ancora una volta potrebbe essere l’attacco: Donovan Mitchell è il capocannoniere di Utah e i Jazz hanno un record di 28-6 quando Mitchell registra una percentuale al tiro superiore a 54%, ma quando non succede il record diventa 16-21, questo perché gli altri giocatori che dovrebbero trovare il fondo della retina (Rudy Gobert, Ricky Rubio e Jae Crowder) non spaventano nessuno in attacco. Eppure i Jazz, dopo la pausa dell’ASG, guidano l’intera NBA in classifica (13-5) e con una buona difesa come quella mostrata fino ad ora (la quinta della Lega per punti concessi) possono sognare.

 

SAN ANTONIO SPURS

Gli Spurs sono incredibili in casa così come sono orribili in trasferta, 14-23 il loro record lontano dall’AT&T Center, il peggiore delle 8 che faranno i play-off a Ovest. Una brutta notizia per una squadra che non avrà il fattore campo al primo turno e che è al 26 ° posto nella NBA per punti concessi fuori casa. Gli Spurs sono, inoltre, ultimi anche nelle tantativi al ferro, dovuto sia al ritmo più lento della squadra di Popovich, sia al gran numero di jump-shooter, che fanno sì che San Antonio arrivi al ferro solo 15,4 volte ogni 100 possessi, dietro di loro ci sarebbero i Warriors che però vantano tre dei più grandi tiratori della Lega.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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