Le grandi trade NBA solo sfiorate

Le grandi trade NBA solo sfiorate
CHARLES BARKLEY A LOS ANGELES (1992)

LAKERS RICEVONO: CHARLES BARKLEY E RON ANDERSON

76ERS RICEVONO: ELDEN CAMPBELL E JAMES WORTHY

“Ricevo una chiamata dal mio agente una mattina e lui mi dice: Philly ti ha scambiato con i Lakers. Lo ha detto a Sports Illustrated. Così sono andato a pranzo e ho iniziato a bere”. “Ero così eccitato di andare ai Lakers. Tre ore dopo ricevo una telefonata dal mio agente che mi dice che i Sixers si sono ritirati dall’accordo.”

Secondo il Philadelphia Inquirer, l’accordo prevedeva che Barkley e Ron Anderson andassero a Los Angeles, sponda Lakers, in cambio di James Worthy e Elden Campbell. Alla fine Barkley verrà scambiato con Phoenix per Jeff Hornacek, Andrew Lang e Tim Perry.

I Suns guidati da Sir Charles disputeranno le Finals NBA del 1993 – lo stesso anno in cui Barkley fu nominato anche MVP della regular season – perdendo, però in 6 partite contro i Bulls di Michael Jordan. Nel frattempo, i Lakers, invece, non vinsero una serie di playoff fino al 1995 e non parteciparono alle Finals fino al 2000.

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SCOTTIE PIPPEN A SEATTLE (1994)

SONICS RICEVONO: SCOTTIE PIPPEN 

BULLS RICEVONO: SHAWN KEMP

Dopo aver scambiato Scottie Pippen con Olden Polynice nella notte del Draft nel 1987, i Sonics provarono a prendere il numero #33 dei Chicago Bulls anche sette anni dopo.

La trade, arrivata sul tavolo della dirigenza Bulls appena dopo il primo ritito di Jordan, prevedeva uno scambio alla pari tra Pippen e Shawn Kemp, con le parti che furono molto vicine all’accordo, con Scottie stuzzicato dall’idea di cambiare aria, che però alla fine non andò mai in porto.

“Avrei potuto giocare con Shawn, ma non sarei stato a mio agio come con Scottie.” ha dichiarato lo stesso MJ qualche anno dopo. Il risultato fu che alla fine, nel 1996, i Seattle Supersonics vennero sconfitti nelle Finals NBA proprio da Pippen e Jordan in missione per centrare il secondo three-peat della storia di Chicago.

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KOBE BRYANT A DETROIT (2007)

PISTONS RICEVONO: KOBE BRYANT

LAKERS RICEVONO: RIP HAMILTON, TAYSHAUN PRINCE E SCELTE

Kobe ha confermato che ci furono i presupposti, poi quasi raggiunti, per questo accordo quattro anni fa.

L’unico problema era che Kobe, all’epoca, era l’unico giocatore con una no-trade clause, Detroit non era in cima alla sua lista dei desideri e anche il leggendario proprietario dei Lakers, Jerry Buss, alla fine lo aveva convinto che LA era ancora il posto dove stare.

Se Kobe avesse firmato il contratto, avrebbe formato un nuovo big-three con Chauncey Billups e Rasheed Wallace, due dei principali fattori che avevano battuto i suoi Lakers nelle Finals NBA del 2004. I Lakers, nel frattempo, avrebbero schierato una squadra formata da Rip Hamilton, Tayshaun Prince, Lamar Odom, Andrew Bynum e Derek Fisher, ma non avrebbero avuto le scelte necessarie per portare qualche anno dopo, nella Città degli Angeli, Pau Gasol.

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KOBE BRYANT A CHICAGO (2007)

BULLS RICEVONO: KOBE BRYANT

LAKERS RICEVONO: LUOL DENG, TYRUS THOMAS, BEN GORDON E JOAKIM NOAH

Nella stessa estate, Kobe venno affiancato anche i Chicago Bulls, presente invece nella sua lista delle preferenze. La trattativa, però, sfumò quasi immediatamente poiché Bryant riteneva che andando a Chicago in cambio di Deng, Thomas, Gordon e Noah si sarebbe ritrovato nella stessa situazione dalla quale stava cercando di andar via: quella di essere una stella in una squadra prova di talento.

 

STEPH CURRY A PHOENIX (2009)

SUNS RICEVONO: STEPH CURRY

WARRIORS RICEVONO: AMAR’E STOUDEMIRE E LA 14ESIMA SCELTA AL DRAFT

Immaginate un mondo in cui Steve Kerr e Steph Curry non sono insieme a Golden State, ma in un’altra franchigia.

Stava per accadere nel 2009 quando Kerr, che era il GM dei Phoenix Suns, cercò disperatamente di scambiare i diritti al Draft di Curry in cambio di Amar’e Stoudemire e una scelta al primo round. Anni dopo, Kerr ha dichiarato al San Jose Mercury News che l’accordo era veramente vicino, ma che alla fine era saltato a causa dei problemi alle ginocchia di Stoudemire.

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STEPH CURRY A MILWAUKEE (2011)

BUCKS RICEVONO: STEPH CURRY 

WARRIORS RICEVONO: ANDREW BOGUT 

Preoccupati per le condizioni delle famose caviglie fragili di Curry, i Warriors una volta hanno considerato di scambiare il loro futuro MVP con i Milwaukee Bucks in cambio di Andrew Bogut.

La trade non è mai andata in porto perché anche lo staff medico dei Bucks pensava che le caviglie di Curry non avrebbero retto. Il co-proprietario dei Bucks, Marc Lasry, quest’anno ha dichiarato “Penso che ci siamo sbarazzati di quel personale medico quando abbiamo comprato la squadra.” I Warriors riuscirono comunque ad acquistare Bogut pochi mesi dopo, senza rinunciare a Curry.

 

JAMES HARDEN A GOLDEN STATE (2012)

WARRIORS RICEVONO: JAMES HARDEN

ROCKETS RICEVONO: KLAY THOMPSON

Sì, prima dell’era di Steve Kerr, i Golden State Warriors avrebbero potuto mettere insieme una super squadra visto che gli uomini della Baia hanno effettivamente offerto Klay Thompson e una draft pick agli Oklahoma City Thunder.

Mentre Thompson sarebbe stato un fit perfetto accanto a Westbrook e Durant, grazie alla sua difesa d’élite e alle sue doti di tiratore off-the-ball, i Warriors avrebbero potuto cercato di dare la caccia al titolo più velocemente, ma probabilmente rinunciando a creare la dinastia che stiamo ammirando oggi.

 

KEVIN LOVE A GOLDEN STATE (2014)

WARRIORS RICEVONO: KEVIN LOVE E KEVIN MARTIN

TIMBERWOLVES RICEVONO: KLAY THOMPSON E DAVID LEE

Ad anni di distanza sembra che i Warriors volessero liberarsi in qualsiasi modo di Thompson, visto che all’epoca gli Splash Brothers non si erano completamente affermati, la Lega non era ancora ossessionata dal tiro a tre punti e Kevin Love era un mostro da 26 punti e 12 rimbalzi di media

Ma Jerry West fece saltare la trattativa quando minacciò di rassegnare le dimissioni dal suo ruolo di consigliere con i Warriors se avessero portato avanti l’accordo. Cinque anni e tre campionati più tardi, sarebbe ancora sorridente se non fosse che ora è ai Los Angeles Clippers.

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Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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