Paul George e i flirt con i Lakers

Paul George e i flirt con i Lakers

A differenza di come molti esperti e semplici fan della palla a spicchi pensavano, quest’estate Paul George ha deciso di rimanere a Oklahoma e firmare un nuovo contratto da circa 140 milioni di dollari per la durata di 4 anni, invece che firmare coi Lakers e andare a giocare col tanto stimato collega LeBron James.

Sia per la franchigia di LA che per i Thunder questa è stata probabilmente una scelta Sliding Doors. Un giocatore come PG che sta viaggiando a medie da MVP (28.3 pnt, 8.2 rim, 4.2 ast) può cambiare molto lo scenario di un’intera stagione per la propria franchigia.

I Lakers dal canto loro, in questo momento, si trovano al 12° posto nella Western Conference e ormai sono fuori dal discorso playoff, mentre gli Oklahoma City Thunder sono ben saldi al sesto posto, nonostante il calo dell’ultimo periodo, ed hanno fatto una buona stagione preparandosi ora alla post-season.

Se avesse deciso di andarsene e traslocare nella Città delle Palme ora, probabilmente, la squadra del King avrebbe almeno potuto lottare per i playoff e forse anche per qualcos’altro.

Fatto sta che per l’ala piccola di Palmdale non è stata la prima volta che si è creata la possibilità di vestire la casacca giallo-viola, ma c’erano già stati avvicinamenti fra i manager ed il suo procuratore nel 2017, dopo la fine del periodo Pacers.
Come ha dichiarato lui stesso:” Volevo andare a Los Angeles, l’avevo ribadito anche quando a Indiana erano sul punto di fare la trade. Ma non se ne fece nulla ed io andai altrove.” Poi ha continuato dicendo: “Qua è dove mi sento a mio agio (riferendosi a Oklahoma), penso semplicemente che la gente abbia alzato un polverone attorno a questa storia. La verità è che sono le mie scelte di vita e nessuno può dirmi niente.”

Ora George continua per la sua strada, dovendosi concentrare a dover combattere contro i cinque mostri di San Francisco, gli avversari da battere per eccellenza. Mentre LBJ avrà una lunga estate per riflettere e per chiamare a sé tutte le sue truppe. Nel frattempo, nessuno può affermare che questi due non saranno mai compagni di squadra anche sul parquet Nba, oltre che a quello della nazionale.

Martino Luigi Cavallaro

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