Happy Birthday Steph: la top-3 dei suoi buzzer beater!

Happy Birthday Steph: la top-3 dei suoi buzzer beater!

Happy Birthday Steph.
E già, perché proprio oggi il leader dei Golden State Warriors compie ben 31 anni. Una carriera, la sua, fatta di rivincite contro tutti; il college, poi l’approdo in NBA ed i primi anni nella Lega, tutti accomunati dalla poca fiducia riposta in un ragazzo che, col tempo ed con una ritrovata salute fisica, avrebbe riscritto per sempre la storia di questo gioco.

Nonostante i tre anelli ed i due MVP dell Regular Season però, c’è ancora qualcuno che storce il naso davanti al 30 dei Warriors. La domanda che spesso salta fuori è infatti sempre la stessa: “Ma Steph è clutch?
Beh, stando a quanto riportato un po’ di tempo fa da Basketball Reference, la risposta è no, o almeno nei playoff: Curry ha infatti sbagliato (dati riportati al periodo della ricerca, ndr.) tutti i sei game winner presi negli ultimi 24 secondi di una gara di PO. Insomma, se c’è da portarsi avanti nel risultato, meglio non dargli la palla. Ecco, alzi la mano chi è quanto meno stupito dopo aver letto ciò.

Noi oggi però, nel giorno del suo compleanno, vogliamo spezzare una lancia a suo favore, andando a ripercorrere i tre buzzer beater piu sensazionali della sua carriera.
Tenetevi pronti, si parte.

 

  • Steph vs Clippers

Iniziamo la nostra classifica con un game winner appena sfornato, arrivato infatti proprio in questa stagione. È Dicembre, precisamente il 23, e Golden State si trova a faticare notevolmente contro dei sorprendenti Clippers. A venti secondi dalla fine, il punteggio dice 127-127, ma la rimessa è in favore dei ragazzi della Baita e la palla viene affidata a Steph. Lui palleggia subito, facendo così scorrere il cronometro ed arrivando a metà campo con ancora 12 secondi a disposizione. Sfrutta il blocco di Draymond Green per un comodo missmatch con Harrel, poi spinge forte col primo passo, arriva nel pitturato e lascia andare la palla che si accomoda dolcemente nel canestro. Vantaggio Warriors, 0,5 secondi sul cronometro e nessuna possibilità di replica per i Clippers.

 

  • Steph vs Pelicans

Sarebbero effettivamente playoff, ma questa partita può rientrare nella classifica (per chiarimenti leggi sopra) perché, di fatto, qui Curry si è solamente “limitato” a pareggiare l’incontro per mandarlo ai supplementari. La stagione è la 2014/15, quella del primo anello, e i GSW conducono la serie con i Pelicans per 2-0. La sfide ora si spostano in Lousiana, dove i ragazzi di Kerr non hanno vita facile. Ed è già in Gara-3 che Steph deve fare gli straordinari, realizzando una prestazione negli ultimi venti secondi di gara da tramandare ai posteri: mancano nove secondi sul cronometro ed i Warriors sono dietro di tre lunghezze, dopo che lo stesso Curry aveva messo a segno il momentaneo -2, prima dei liberi in favore dei padroni di casa. Sulla rimessa, Green affida la palla al suo playmaker che, senza pensarci su, prende e tira, sbagliando di molto. Fortunatamente per lui, Marrese Speights si trova al posto giusto nel momento giusto, e non deve far altro che raccogliere il rimbalzo e passarla nuovamente a Steph che, dall’angolo e con la mano in faccia di Davis, non perdona due volte.

 

 

  •  Steph va Oklahoma City Thunder

Qui siamo di fronte al capolavoro di Curry. L’anno è il 2016, quello del secondo MVP per capirci, e Golden State è impegnata in una difficile trasferta ad Oklahoma. La settimana dei Warriors è infernale, con sei trasferte consecutive, ma trova un faro nella notte più buia in Curry, versione unstoppable: 36 punti ad Atlanta lunedì, 42 a Miami mercoledì, 51 a Orlando giovedì ed ora si trova già a quota 43 contro i Thunder. Già, perché manca un ultimo possesso che, ovviamente gestisce lui: tiro contestato e sbagliato da Westbrook, rimbalzo di Iguodala che si guarda intorno prima di cedere la palla al suo playmaker. Curry fa un paio di passi, supera la metà campo e si arresta subito per tirare, sono 38 piedi, quasi 12 metri ma il risultato è sempre quello, solo rete.

Claudio Rosa

21 anni, studente all'Università Cattolica del Sacro Cuore, aspirante giornalista ma giornalaio per passione, tifoso Lakers nel tempo libero ed amante occasionale dello stretch four.

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