Lou Williams. L’arte di essere un gregario.

Lou Williams. L’arte di essere un gregario.

Quando si parla di sport di squadra e di trionfi di squadra si parla poi sempre dei protagonisti, dei condottieri, dei leader che hanno portato la propria squadra alla vittoria. Nel basket le cose non cambiano. Anche tra 100 anni ricorderemo le imprese di Jordan, quelle di Bryant e Shaq, quelle di LeBron e il quintetto di Golden State, Popovich e la striscia di presenze ai play-off. Insomma ricorderemo sempre i più grandi, i più iconici, quelli che hanno segnato la storia del gioco e l’hanno cambiata. Ma il basket è uno sport di squadra e dietro ai successi dei più grandi, ci sono quei giocatori che definiamo “supporting cast” e in maniera più romantica ma utile a far capire il loro ruolo definiamo “gregari”.

La storia, la letteratura e più in generale la vita di tutti i giorni ci ha insegnato che non tutti possiamo essere eroi, anzi gli eroi sono un’elitè, una minoranza rispetto ai gregari che dal canto loro sono fondamentali per i successi degli eroi. Così Jordan non sarebbe Jordan senza Pippen, Pop e Duncan non avrebbero vinto così tanto senza Ginobili, non vai molto lontano senza uno scudiero. Poi c’è chi il ruolo del gregario, del sesto uomo lo ha trasformato in arte.

Ieri notte, Sweet Lou (al secolo Lou Williams) è diventato il giocatore ad aver fatto più punti in uscita dalla panchina nella storia della Nba passando Dell Curry. 11148 punti segnati uscendo dalla panchina, aiutando la squadra anche ieri sera con 34 punti per vincere contro i Celtics e assicurarsi un posto ai play-off che a inizio anno sembrava irraggiungibile.

Ma perché uno che riesce a segnare 34 punti partendo dalla panchina e ha un career-high da 50 punti realizzato contro Golden State l’11 gennaio dello scorso anno e che tra il 3 e il 9 dicembre del 2016 segnò 137 punti in quattro partite sempre partendo dalla panchina, non può giocare titolare? Perchè l’abilità innata del ragazzo di Lithonia sta nel leggere la partita mentre siede in panchina e di riuscire, il più delle volte, a risolverla mentre è in campo. Poi possiamo anche dire che difensivamente non è un granchè, che non è molto continuo nelle prestazioni ma uno così lo vorrebbero tutti perché quando la partita si mette male ti giri in panchina è trovi un attaccante di razza, perché Sweet Lou è uno di quei giocatori che vive di momenti, di attimi e quando la partita si accende, quando il pubblico si accende allora si accende anche lui e per questo che insieme a Crawford e Ginobili può essere considerato il panchinaro più forte degli ultimi 20anni.

Ieri sera hai indossato il mantello da eroe, sei stato acclamato da eroe anche perché quando senti l’espressione “ first of all time” pronunciato dopo il tuo nome significa che hai fatto qualcosa che mai nessuno prima di te era riuscito a fare.

A cura di Saverio Lanzillo

Saverio Lanzillo

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