History Dunkest: la sera in cui Dirk è diventato Kaiser

History Dunkest: la sera in cui Dirk è diventato Kaiser

All’interno della National Basketball Association sono moltissimi i giocatori dotati di grandissimo talento e in grado di essere incisivi sia in fase offensiva che difensiva ma, al contrario, sono davvero pochi coloro che oltre a far registrare numeri pazzeschi riescono a essere determinanti nei momenti clou della stagione, ovvero quando si decide chi avrà l’onore di mettere l’anello al dito. Circa ogni 15 anni, come accade per ogni sport, nel mondo della pallacanestro americana avviene il c.d. “cambio generazionale” che andrà a ridefinire gli scenari delle varie franchigie e a spostare i riflettori sui giovani che diventeranno i nuovi protagonisti della lega. Dal 2017 ad oggi stiamo assistendo al passaggio del testimone da parte dei giocatori che hanno segnato la storia della pallacanestro mondiale dal 2000 ad oggi in favore dei vari Curry, KD, Harden, Westbrook, Irving ecc.. Analizzando questa situazione non vogliamo assolutamente dire che i giocatori sopracitati non fossero stelle del basket anche prima però sicuramente non erano così tanto acclamati come accade oggi. Insomma, un po’ di anni fa quando si parlava di NBA venivano subito nominati altri giocatori che adesso sono a fine carriera e che sono sicuramente meno incisivi dei giocatori che ora sono nel loro “prime”. In questo periodo di cambiamento sono molti questi giocatori, ormai divenuti leggenda, che appunto si sono ritirati negli ultimi anni o che stanno per farlo. Stiamo parlando di giocatori stellari come Manu Ginobili, Tim Duncan, Chris Bosh, Vince Carter, Ray Allen, Steve Nash, Paul Pierce, Kevin Garnett, Kobe Bryant, Tony Parker e tanti altri che ci hanno fatto emozionare nel corso degli anni. I protagonisti indiscussi (tra i giocatori in fine carriera) della stagione corrente, quella 2018/2019, sono Dwyane Wade e Dirk Nowitzki, due colonne portanti della pallacanestro americana e mondiale che si ritireranno appunto il prossimo giugno. Proprio in virtù di questo avvenimento abbiamo deciso di raccontarvi delle più grandi partite di questi due giocatori, partendo proprio dalle eroiche imprese del capitano dei Dallas Mavericks. Non abbiamo intenzione di dirvi cosa ha vinto e come lo ha fatto, perché se state leggendo questo articolo già lo sapete, ma vogliamo raccontarvi di una delle sue partite più straordinarie dal punto di vista delle voci statistiche visto che, in fondo, per noi fantallenatori i numeri sono l’unica cosa che conta. Sono le ore 20:00 del 2 dicembre 2004 quando l’arbitro Derrick Collins lancia in aria la palla a due per dare inizio al match tra i #Rockets (6-11) di Tracy McGrady e i Mavericks (11-6) di Dirk Nowitzki presso l’American Airlines Center di Dallas, Texas. La partita è di quelle combattute e solo dopo un tempo supplementare i padroni di casa riescono ad imporsi sugli ospiti con il punteggio di 113-106. A fine gara però i 19.524 spettatori rimangono sbalorditi dalla prestazione del loro numero 41, poiché proprio Dirk mette a referto 53 punti (15/32 FG – 2/5 3P – 21/22 FT), 16 rimbalzi (4 offensivi), 2 assist, 3 rubate, 4 stoppate e una sola palla persa, portando così alla vittoria i suoi Mavericks. La domanda che vi poniamo è sempre la stessa: quanto avrebbe totalizzato in ottica Dunkest ? Nella sua miglior partita, l’ala tedesca di 213 cm avrebbe portato a casa un bottino pari a 72,5 punti. In un periodo in cui l’ormai quarantenne Dirk viaggia a circa 5 punti di media è fondamentale ricordare ai più giovani appassionati di basket quanto sia stato devastante e solido nel corso della sua carriera, riuscendo anche a diventare campione NBA e MVP delle Finals nel 2011 regalando a Dallas il suo primo (e fino ad ora unico) titolo. Che dire, DANKE WUNDER DIRK!

Giò Bonfantino

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