NBA POWER RANKING: Warriors inarrestabili a Ovest, OKC vola, lotta Toronto-Milwaukee a Est

NBA POWER RANKING: Warriors inarrestabili a Ovest, OKC vola, lotta Toronto-Milwaukee a Est

Siamo arrivati al terzo appuntamento con il Power Ranking della NBA, la rubrica nella quale analizziamo il momento di forma di tutte le 30 franchigie. Chi avrà scalato posizioni? Chi ne avrà perse? Quali sono gli impegni futuri di ogni squadra? Scopriamolo insieme.

 

1. GOLDEN STATE WARRIORS (42-16)▲

Infermabili. Come ha dimostrato anche la partita di questa notte contro i lanciatissimi Sacramento Kings, nessuno sembra avere le contromisure per battere i Warriors, figuriamoci in una serie alla meglio delle 7 partite. Il vantaggio sui Nuggets, secondi nella Conference, è di 2 partite e mezzo con GS che ospiterà però gli ultimi due scontri diretti. Per gli esperti hanno il 60% di possibilità di vincere il titolo, three-peat già in cassaforte?


2. MILWAUKEE BUCKS (44-14) ▲

Nove vittorie nelle ultime dieci, l’ultima contro i Celtics, secondo miglior attacco (116 punti a partita), settima miglior difesa (107 punti concessi), squadra con più rimbalzi catturati (48.9 di media) e terza per triple e stoppate messe a segno, oltre ad un Antetokounmpo in formato MVP grazie ai 27.2 punti e 12.7 rimbalzi ad allacciata di scarpe, oltre che i miglioramenti dell’ultimo periodo nel tiro da 3. Budenholzer, candidato al premio di allenatore dell’anno, ha messo in piedi l’ennesimo capolavoro della sua carriera e il calendario da qui alla fine non è proibitivo, da affrontare, tra l’altro, con un Mirotic in più.


3. OKLAHOMA CITY THUNDER (37-20)▲

I Thunder al momento sono la seconda forza dell’Ovest e sembrano essere gli unici, insieme ai Bucks, con gli uomini migliori da accoppiare con lo starting-5 dei Warriors. Paul George sta incantando ed è uno dei maggiori candidati al premio di MVP (28.7 punti, 8 rimbalzi e 4 assist), Westbrook è alla sua peggiore stagione statistica, ma rimane un trascinatore (21.7 punti, 11.2 rimbalzi, 11.2 assists), Grant è cresciuto in maniera esponenziale, Schroder dà solidità alla second-unit e Adams è la solita roccia. L’innesto di Markieff Morris allunga ulteriormente le rotazioni con i Thunder che ora più che mai puntano alle Western Conference Finals.


4. TORONTO RAPTORS (43-16)▼

Non sono stati mai completamente sani in stagione: Leonard viene risparmiato spesso e volentieri, Lowry ha saltato alcune partite, VanVleet al momento è ai box, eppure i Raptors rimangono incollati ai Bucks nonostante il leggero momento di flessione di fine gennaio. Siakam (16 punti, 7 rimbalzi e il 55% dal campo), che ha fine anno vincerà il premio di Most Improved Player, rimane la sorpresa più grande della stagione dei canadesi; Marc Gasol, arrivato al posto di Valanciunas, può dare consistenza alla second-unit, oltre che portare esperienza e difesa. La vera curiosità sarà quella di vedere i Raptors al completo quando le partite cominceranno veramente a contare.


5. DENVER NUGGETS (39-18) =

I Nuggets sono arrivati alla pausa per l’All-Star Game con il secondo miglior record a Ovest, nonostante gli infortuni stiano massacrando la squadra di coach Mike Malone. Nikola Jokic finora ha giocato una pallacanestro favolosa fatta di letture da iniziato del gioco, classificandosi al terzo posto nella NBA per Real Plus-Minus (6.46) con i Nuggets che hanno il quarto miglior attacco della Lega, grazie anche a una rotazione lunghissima, a cui da poco si è aggiunto anche Isaiah Thomas. In casa rimangono un rullo quasi infermabile, ma in trasferta l’intensità difensiva, nell’ultimo periodo, si era notevolmente abbassata. Che questa pausa abbia fatto bene ai Nuggets?


6. PHILADELPHIA 76ERS (38-21)▲

Philadelphia fino ad oggi è stata soprattutto Joel Embiid, 27.3 punti (sesto miglior marcatore) e 13.5 rimbalzi, che però si dovrà fermare per un infortunio al ginocchio patito durante la partita delle Stelle. Stop che preoccupa la dirigenza dei 76ers che qualche settimana fa ha definitivamente messo fine al Process con la trade che ha portato Tobias Harris a Philly e che ha palesato la volontà del front-office di voler vincere subito. Potenzialmente quello composto da Simmons-Redick-Butler-Harris-Embiid è il secondo miglior quintetto della Lega, ma alcuni dubbi sulla convivenza dei cinque, al di fuori dell’innegabile strapotere tecnico, rimangono.


7. INDIANA PACERS (38-20) =

Nonostante l’infortunio di Oladipo, i Pacers hanno risposto presente alla sfida lanciatagli dal destino grazie alle sei vittorie consecutive prima della sconfitta della notte con i Milwaukee Bucks. La franchigia di Indianapolis, splendidamente allenata da McMillan, rimane una delle più belle realtà della Eastern Conference e il terzo posto davanti ai 76ers lo conferma; Bogdanovic (16.8 punti a partita) è il migliore dei sette uomini che in stagione stanno girando in doppia cifra con un Myles Turner che, sottotraccia, sta disputando una grande stagione (13.5 punti, 7 rimbalzi e 2.7 stoppate), soprattutto nella metà campo difensiva. L’arrivo di Wesley Matthews potrebbe essere, inoltre, l’ennesimo capolavoro di Chad Buchanan.


8. BOSTON CELTICS (37-22)▼

I Celtics sono attualmente al quinto posto, a riprova della ritrovata competitività (ai piani alti) della Eastern Conference, ma comunque ancora in lotta per il terzo posto, occupato dai Pacers, distanti una vittoria e mezza. Obiettivo alla portata di una squadra comunque riconosciuta come una delle più talentuose della NBA. La buona notizia per i Celtics è il recente exploit di Gordon Hayward, 21.0 punti, 4.7 assist e 4.7 rimbalzi nelle ultime tre partite, oltre che la presenza dei soliti Irving, Tatum, Morris e compagnia, guidati come al solito dalla mano sapiente di Brad Stevens, che ai play-off ci farà trovare sicuramente qualche sorpresa.


9. HOUSTON ROCKETS (33-25)▲

James Harden sta lavorando duramente per scrivere la storia. Gli interrogativi che, però, circondano l’orbita Rocket sono tantissimi: il Barba può continuare così e avere abbastanza benzina per andare avanti nei playoff? Chris Paul può rimanere in buona salute e ritrovare la sua forma da superstar? Quale sarà l’impatto di Capela al rientro? La sconfitta della notte con i Lakers lascia comunque più di qualche dubbio; quello che è innegabile è che i Rockets abbiano trovato in Faried una della migliori prese degli ultimi anni.


10. PORTLAND TRAIL BLAZERS (35-23)▼

La stagione di Portland sta passando, ancora una volta, lontanissimo dai riflettori, sebbene la franchigia dell’Oregon occupi attualmente il quarto posto nella griglia play-off, l’ultimo utile per avere il fattore campo favorevole a primo turno. Più che cercare di andare a riprendere la prime tre, però, Portland, deve coprirsi dal rientro delle altre, a partire dagli Houston Rockets. Il calendario è abbastanza duro, ma Lillard (26.1 punti in stagione), McCollum (21.0), Nurkic (15.2 punti e 10.2 rimbalzi) e il nuovo arrivato Kanter, cercheranno di rimanere aggrappati con i denti al quarto posto.


11. UTAH JAZZ (32-25)▼

Momento altalenante della stagione dei Jazz che prima della pausa per l’All-Star Game avevano raccolto tre vittorie nelle ultime sei, perdendo anche piuttosto nettamente con le dirette avversarie, quali Blazers e Rockets. Nonostante tutto, alla fine Mitchell è tornato sui livelli della passata stagione (22.4 punti a partita) così come Gobert (15.2 punti e quasi 13 rimbalzi a partita), rimane comunque il rimpianto di non essere riusciti a portare Mike Conley a Salt Lake City, l’uomo che avrebbe potuto fa fare il definitivo salto di qualità a Utah.


12. SAN ANTONIO SPURS (33-26)▼

DeMar DeRozan può tornare quello di inizio stagione quando gli Spurs sembravano doversi confermare ancora una volta ai piani altissimi della Conference? La sua produzione e la sua efficienza sono calate in modo significativo da quando siamo entrati nel 2019, ma nonostante tutto gli Spurs sembrano comunque pronti per tornare ai play-off per il 22esimo anno consecutivo, merito delle ottime percentuali al tiro (primo al tiro da tre, terzi dal campo e primi ai liberi), che nascondono una difesa non impeccabile. Il vero dubbio è: una volta ai PO gli Spurs supereranno il primo turno? Con gli accoppiamenti attuali pare difficile.


13. SACRAMENTO KINGS (30-28)▲

Ripetiamo quanto detto qualche mese fa: nessuno, ma veramente nessuno, avrebbe immaginato Sacramento qui a questo punto della stagione, agganciata al treno PO. La sconfitta sul filo di lana di questa notte contro i Warriors mette in mostra, per l’ennesima volta, la bontà del progetto Kings: una squadra giovanissima, con ampi margini di miglioramento, che gioca un basket divertente, forse uno dei più entusiasmanti della Lega. Hield sta sorprendendo oltremodo (20.5 punti a partita), Fox è appena dietro Siakam nella corsa al giocatore più migliorato, Cauley-Stein sta finalmente maturando in un contesto dove anche altri giovani come Bogdanovic e Bagley stanno trovando la consacrazione. Poi è arrivato anche Harrison Barnes, che offensivamente non sarà il fit perfetto (comunque gira a 17 e rotti di media), ma difensivamente aiuterà tanto.


14. BROOKLYN NETS (30-30)▲

Un’altra delle grandi sorprese della stagione NBA 2018/2019 sono i Brooklyn Nets. Per gli esperti all’80% faranno i play-off, traguardo impensabile per una franchigia che lo scorso anno aveva chiuso a 28 vittorie complessive (ad oggi sono già 30) e che non ha cambiato più di tanto durante l’estate. Gran parte del merito va dato a coach Atkinson e alla sua bravura nel rivitalizzare un gruppo da encefalogramma piatto: il capolavoro, però, è quello di aver trasformato D’Angelo Russell non solo in un buon giocatore abbastanza continuo, ma addirittura in un All-Star da 20 punti e 7 assist ad allacciata di scarpe. Tra l’altro è appena rientrato LeVert dall’infortunio dopo 40 partite (prima viaggiava a 16 di media) e tornerà anche Dinwiddie. A New York, sponda Nets, di motivi per sorridere ce ne sono.


15. LOS ANGELES LAKERS (29-29)▼

LeBron ha ufficialmente attivato la “modalità play-off” e il primo risultato è la vittoria in rimonta sui Rockets. Sembra impossibile pensare che il Re non porterà i Lakers tra le prime otto a metà aprile, anche se il decimo posto e la spumeggiante condizione dei King suggerirebbero altro. Walton sta provando a dare una nuova identità alla squadra, provando LeBron da point-guard (con Rondo dalla panchina in attesa di Ball) in un quintetto con il nuovo arrivato Bullock, McGee, Kuzma e Ingram, quello che forse più di tutti sta gradendo il nuovo assetto. Il calendario è duro, ma comunque più semplice di chi precede LA, insomma LeBron e i Lakers vogliono a tutti i costi i play-off.


16. LOS ANGELES CLIPPERS (32-27)▼

Meriterebbero di stare più in alto in questa classifica, visto anche l’ottavo posto nell’infuocata Western Conference, ma le mosse di mercato del front-office losangelino sponda Clippers (partenza di Harris, Bradley, Muscala, Bradley, Marjanovic) hanno fatto capire che arrivare tra le prime otto quest’anno non è una priorità, lo è al contrario accaparrarsi free-agent importanti quest’estate e magari pescare anche in alto al Draft, ecco perchè il rendimento dei Clippers potrebbe calare, nonostante Gallinari (18.6 punti) e Lou Williams (19.9) stiano facendo delle buonissime stagioni.


17. DETROIT PISTONS (26-30)▲

Detroit ha vinto cinque delle ultime sette partite prima della pausa per l’All-Star Weekend ed entra nella seconda metà della stagione all’ottavo e ultimo posto utile per fare i play-off. I Pistons hanno riorganizzato il loro roster prima della trade dead-line (Maker, Ellington, Mykhailiuk) sperando di trovare un po’ più di supporto per Blake Griffin, autentico trascinatore in un contesto tecnico veramente povero di alternative. Nel frattempo, però, Reggie Jackson sta tornando sui suoi livelli e sarà utilissimo nella volata finale.


18. CHARLOTTE HORNETS (27-30) =

Gli Hornets sono stati dei padroni di casa per l’All-Star Weekend, ma i tifosi sono più preoccupati di tornare alla postseason. Charlotte, tuttavia, non ha fatto nessuna mossa significativa prima della trade dead-line (si era parlato tanto di Marc Gasol) e, oltre a Kemba Walker, c’è veramente poco materiale umano sul quale lavorare. Tra l’altro le quattro sconfitte nelle ultime cinque uscite non aiutano di certo la franchigia di Michael Jordan.


19. MINNESOTA TIMBERWOLVES (27-30)▲

I Timberwolves hanno disperatamente bisogno di raccogliere alcune vittorie se vogliono arrivare alla postseason per il secondo anno consecutivo. Sì, perchè nel silenzio generale, nonostante la partenza di Butler, Minnesota è attualmente a quattro partite dietro ai Clippers, grazie anche agli ultimi due successi proprio sui Los Angeles Clipps e sugli Houston Rockets. La squadra, tutto sommato, non è male con Towns e Rose che stanno giocando una buona pallacanestro e con gli innesti di Saric e Convington che hanno dato profondità al roster. A Est sarebbero ampiamente da PO, a Ovest no.


20. ORLANDO MAGIC (27-32) =

I Magic stanno vivendo una stagione sopra le iniziali aspettative. Ci si aspettava che la squadra fosse a questo punto della stagione in piena modalità ricostruzione, ma invece, trascinata dal neo All-Star Nikola Vucevic, Orlando ha vinto sette partite delle ultime otto, candidandosi prepotentemente come candidata alla post-season. Inoltre, l’accordo con cui hanno portato la scelta n. 1 Markelle Fultz a Disneyland consegna ai Magic tre prime scelte top-5 degli ultimi due Draft (insieme a Mo Bamba e Jonathan Isaac) per sviluppare un nucleo futuro di prospetti interessanti.


21. MIAMI HEAT (26-31) =

Gli Heat ripartono dopo la pausa per l’All-Star Game, avendo perso sei delle ultime otto partite, ma rimanendo comunque una delle quattro squadre che si giocheranno le posizioni che vanno dal settimo al decimo posto, forti però di un team carico di veterani che vorrebbe a regalare a Dwyane Wade gli ultimi play-off della leggendaria carriera di Flash.


22. WASHINGTON WIZARDS (24-34)▲

La franchigia ha deciso definitivamente di ricostruire attorno a Bradley Beal, cedendo Markieff Morris e Otto Porter, e i prossimi due mesi serviranno esclusivamente a capire quali compagni di squadra si adattino meglio a giocare al suo fianco per la prossima stagione. Washington si trova a tre partite dall’ottavo posto, non lontanissimi, dovrebbe tornare a breve anche Dwight Howard, ma il front-office con le recenti mosse di mercato ha dichiarato di non puntare alla postseason (come dimostrano le 7 L nelle ultime 8).


23. DALLAS MAVERICKS (26-31)▲

I Dallas Mavericks possono comunque ritenersi soddisfatti di questa stagione, nonostante i risultati non siano stati proprio entusiasmanti: Doncic vincerà il premio di Rookie Of the Year dopo un’annata fantastica (20.7 punti, 7.2 rimbalzi, 5.6 assist a partita) e dall’anno prossimo duetterà con Kristaps Porzingis, arrivato in Texas via trade e portando in dote anche Tim Hardaway, che sostituisce Harrison Barnes nello scacchiere tattico di coach Carlisle. I Mavericks avranno al 50% una scelta top-10 al Draft, ma se dovesse essere fuori dalle prime 5 andrà ad Atlanta.


24. NEW ORLEANS PELICANS (26-33)▼

Il resto della stagione dei Pelicans si incentrerà principalmente sulla gestione del caso Anthony Davis in attesa di capire chi sarà l’uomo di punta di New Orleans quest’estate. Nel frattempo, la dirigenza della franchigia della Louisiana ha giustamente licenziato Dell Demps dopo la scellerata gestione dell’affaire Davis e dopo la cessione di Nikola Mirotic, che ha messo scritto definitivamente la parola fine sulla stagione dei Pelicans.


25. ATLANTA HAWKS (19-39)▲

Gli Hawks si stanno facendo quasi un torto vincendo partite (4 delle ultime 10) e diminuendo le loro probabilità nella lotteria di avere una scelta alta nel prossimo Draft. Comunque, come per Dallas, questa è stata una stagione tutto sommato positiva in cui i giovani come Trae Young (il secondo miglior rookie della stagione), John Collins e Kevin Huerter sono cresciuti e hanno dimostrato di aver un futuro più luminoso di quanto ci si aspettasse.


26. MEMPHIS GRIZZLIES (23-36)▼

Con la partenza di Marc Gasol per il Canada il Grit&Grind di Memphis è definitivamente finito. L’obiettivo principale dei Grizzlies ora è quello di sbarazzarsi della scelta top-8 che al momento devono ai Celtics e che altrimenti diventerebbe protetta top-6 l’anno prossimo o addirittura non protetta nel 2021. I Grizzlies proveranno a vendere Mike Conley anche quest’estate, per il momento però il numero #11 sta aiutando Jaren Jackson Jr. ad essere il futuro di Memphis.


27. CHICAGO BULLS (14-44)▼

La principale curiosità per Chicago nella seconda parte di stagione dovrebbe essere il modo in cui Otto Porter Jr. si affiancherà a Zach LaVine e Lauri Markkanen, ma i primi risultati sono stati più che incoraggianti: nei loro 110 minuti come trio, Chicago ha superato gli avversari di 14 punti ogni 100 possessi. In attesa del rientro di  Wendell Carter Jr. i Bulls proveranno a crescere senza perdere d’occhio la classifica (e le sconfitte).


28. CLEVELAND CAVALIERS (13-46)▲

Cleveland ha delle situazioni da monitorare dopo la pausa dell’All-Star Weekend: Cedi Osman, che ha una media di 20 punti per partita nell’ultimo mese, può continuare su questo livello? Kevin Love, tornato finalmente arruolabile, può tornare a ricoprire il ruolo di franchise-player? Ma la domanda più importante verrà a metà maggio, quando i Cavs vorranno giocarsi la possibilità di vincere la lottery.


29. PHOENIX SUNS (11-49) =

Per quanto le cose sembrino negative per i Suns, la buona notizia è che finalmente in Arizona sembra esserci un po’ di stabilità. Non vi è alcun potenziale cambiamento di head-coach o di general manager ma i Suns ora hanno un playmaker, Tyler Johnson, da affiancare a Devin Booker e DeAndre Ayton. Niente che possa portare i Suns a vincere delle partite che compromettano la corsa all’ultimo posto dei Suns.


30. NEW YORK KNICKS (11-49)▼

I Knicks hanno vinto l’ultima partita con gli Atlanta Hawks raggiungendo i Suns all’ultimo posto. Tuttavia, secondo le nuove regole della lotteria, le squadre con i tre peggiori record condividono la stessa possibilità di avere la prima scelta. New York ha venduto Porzingis puntando tutto sulla prossima off-season per cercare di portare a New York due All-Star e la prima scelta (Zion Williamson).

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *