Storica Cremona: la Coppa Italia è tua

Storica Cremona: la Coppa Italia è tua

Questa Final Eight di Coppa Italia in terra toscana è stata un qualcosa di straordinario: partite pazzesche, rimonte assurde, match decisi all’ultimo tiro e molte consacrazioni. Le teste di serie numero 1 e 2 fatte fuori al primo turno (Avellino con Brindisi nella partita forse più emozionante della kermesse vinta 92-95 dai Pugliesi e Milano contro la V nere  di Bologna) a testimonianza che in partita secca si inizia sempre da 0-0. Ad aggiudicarsi la coppa e cucirsi la coccarda tricolore sul petto è la Vanoli Cremona di coach Meo Sacchetti. Più che di una squadra si tratta di una vera e propria FAMIGLIA. Il presidente che salta la partita al giovedì perchè influenzato poi al giorno dopo è in prima fila ad applaudire ed incitare i suoi ragazzi è la cartina di tornasole della bontà del progetto Vanoli.

Parlando di basket giocato, Cremona si aggiudica la finale contro una Brindisi evidentemente stanca, alla terza partita in tre giorni e arrivata alla domenica dopo aver vinto due partite segnando più di 90 punti contro Avellino e Sassari. Cremona dal canto suo è arrivata alla finale vincendo, quasi agevolmente, le partite contro Varese e Bologna, questo le ha permesso di gestire meglio le energie. Poi se in roster puoi contare su un Diener che a 37 anni domina e spiega basket a tutto tondo (al sabato con una pioggia di triple e domenica dispensando assist a destra e a manca) è tutto più semplice.

In questa 4 giorni di basket alcuni giocatori si sono messi in evidenza clamorosamente: i vincitori Ruzzier e Ricci, Moraschini, John Brown su tutti. I primi due possono ritenersi veri e propri “figli cestistici” di Meo Sacchetti: soprattutto il buon Pippo che con duro lavoro ha meritato la conferma in nazionale proprio grazie a quella fiducia che ha sviluppato giocando per Sacchetti, invece Ruzzier ieri sera in finale è semplicemente salito in cattedra con canestri e triple dividendosi al meglio la cabina di regia col già citato Diener. Per quanto riguarda i due brindisini credo che bisogna alzarsi ed applaudire loro e tutta la squadra, tifosi compresi. Brindisi ha davanti a se un futuro roseo ed importante, l’unità e la compattezza della squadra sostenuta da un tifo ECCEZIONALE ha fatto si che si sovvertissero i pronostici.

I milioni di Venezia ma soprattutto Milano niente hanno potuto difronte alla rabbia e alla fame di due squadre solo apparentemente “piccole”.

Voglio concludere con un applauso ad un coach straordinario: Romeo Sacchetti.

Il coach che tutti i giocatori vorrebbero avere, capace di far sentire tutti al centro del progetto, capace di responsabilizzare sia il titolare che il ragazzino chiamato in panchina. A dimostrazione di queste parole, forse sdolcinate ma veritiere,  c’è stato un frangente nell’ultimo periodo di ieri sera dove l’Happy Casa stava dando sfogo a tutte le energie rimaste sul parquet per rientrare in partita e Ruzzier dopo un attacco scellerato alza un lob improbabile per Mathiang perdendo palla e regalando un contropiede ai brindisini: time-out chiamato istantaneamente e cazziatone incredibile di Sacchetti, che sapeva che quella giocata in quel momento della partita poteva cambiare l’inerzia del match. Ora logica vuole che Ruzzier rimanga in panchina a riflettere sulle parole del suo coach e sull’errore fatto, invece Sacchetti gli offre la possibilità di redimersi immediatamente confermandolo in campo. Palla a Diener che penetra in area seminando il suo difensore, 37 anni lo ricordo ancora, non tira ma serve il taglio sulla linea di fondo proprio di Ruzzier che conclude con un reverse subendo il fallo, AND-1 che chiude le ostilità.

I LOVE MEO

Andrea Esposito

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