Il riassunto dell’All-Star Saturday!

Il riassunto dell’All-Star Saturday!

SKILLS CHALLENGE:

Otto partecipanti, tabellone tennistico a eliminazione diretta in cui il sorteggio ci ha regalato uno scontro tra lunghi europei come Nikola Jokic e Nikola Vucevic, vinto dal giocatore dei Denver Nuggets, e testa a testa tra velocisti come Mike Conley e Jason Tatum, con il giocatore dei Celtics bravo a vincere in rimonta, Trae Young e De’Aaron Fox, scontro vinto ancora una volta in rimonta dal rookie degli Hawks, e quello tra Kyle Kuzma e Luka Doncic, già avversari nel Rising Star Challenge, con lo sloveno che però riesce a prendersi la rivincita. In semifinale il primo scontro è tra i due migliori rookie della stagione: Doncic contro Young, con il talento degli Hawks che guadagna tempo lanciando il pallone in avanti, invece, di palleggiarlo e il giocatore ex-Real Madrid che cerca di recuperare tempo provando il tiro da centrocampo per anticipare Young: la sua conclusione però non trova il fondo della retina, bruciata, invece, dalla tripla del n°11 degli Hawks che si guadagna la finale contro Tatum, uscito vincitore, ancora una volta in rimonta, su Jokic. La finale vede Young favorito grazie alle sue doti da velocista e, infatti, l’ex-Oklahoma Sooners scappa subito via e a quel punto che il n°0 dei Celtics prende spunto dal tentativo dei turni precedenti di Doncic e prova anche lui un’incredibile conclusione da dieci metri. La preghiera di Tatum viene accolta dagli dei del basket con Young incredulo mentre era già pronto per tentare il suo secondo tiro. Dopo Spencer Dinwiddie il campione 2019 dello Skills Challenge è Jayson Tatum.

 

THREE POINT CONTEST:

A sorpresa vince Joe Harris, il meno atteso e alla prima partecipazione in carriera alla sfida nel tiro da tre punti dell’All-Star Weekend, si prende un premio più che meritato chiudendo la prima manche con 25 punti (su 34 totali), bissata poi una finale da 26. Il campo gara è agguerritissimo e a dimostrarlo sono i cinque dei dieci partecipanti che al primo turno riescono a superare quota 20 punti. Infatti, in finale accedono solo i migliori tre: Steph Curry (27, a un passo dal record di punteggio all-time), Joe Harris (25) e Buddy Hield (26), a pagarne maggiormente le conseguenze sono il campione in carica B (che si ferma a 23 e lo fa notare con tanto di “f**k” a favore di telecamera) e Danny Green (anche per lui 23). Più staccati gli altri partecipanti: Damian Lillard si ferma a 17 punti, gli stessi di un buon Dirk Nowitzki, Seth Curry ne mette 16 (perdendo così la scommessa in famiglia con il fratello), Kemba Walker 15, mentre, Khris Middleton è il peggiore con 11 punti. La fase conclusiva inizia con Joe Harris, che sbaglia i primi due tiri e poi non si ferma più fino al termine del terzo carrello, mettendo 11 canestri consecutivi, che poi consentono al tiratore dei Nets di arrivare a quota 26 punti, grazie anche al 5 su 5 nel carrello di full money-ball, meglio anche del suo primo turno. Il secondo a presentarsi è Buddy Hield che, però, paga la mano freddissima in avvio che lo costringe a 10 errori sui primi 15 tiri, con il giocatore dei Kings che non raddrizza la situazione nonostante gli ultimi 8 canestri e i 19 punti punti complessivi. L’ultimo a presentarsi con i piedi dietro l’arco è Steph Curry, il favorito, pronto a bissare il premio premio già vinto nel 2015 nella città nella quale è cresciuto, e il n°30 degli Warriors parte fortissimo: i primi nove tentativi sono tutti a segno, ma la decima conclusione, la moneyball, scheggia il ferro e gli fa perdere ritmo, Curry non perde concentrazione, tira bene fino in fondo ma alla fine il totale è 24, mancherebbero due punti, forse proprio quelli del decimo tiro.

 

SLAM DUNK CONTEST:

Leggermente sotto tono la gara delle schiacciate di quest’anno: ad accedere alla finale sono Hamidou Diallo Dennis Smith jr. grazie ai rispettivi 98 e 95 punti nel turno eliminatorio (sui 100 disponibili). A farne le spese sono John Collins, che si ferma a 82, complice una prima schiacciata molto monotona e un seconda forse un po’ troppo pretenziosa (nella quale ha cercato di saltare un aereo, omaggio alla città di Charlotte, rompendo però le ali del velivolo), e il benamino di casa Miles Bridges, condannato da una prima schiacciata da 33 punti che ha reso vana la seconda da 50, assistita dal compagno Kemba Walker. Perla del turno eliminatorio (e forse dell’intera serata) è la seconda schiacciata di Diallo che mette a segno una elbow dunk dopo essere saltato sulla testa di Shaquille O’Neal (naturalmente 50 punti assicurati). In finale il giocatore degli Oklahoma City Thunder sfrutta l’errore di Smith che al primo tentativo registra un misero 35, contro i 43 del suo avversario, e poi non riesce a recuperare nonostante il 50 della seconda schiacciata e gli aiuti di Curry e Wade (con i giudici magnanimi per cercare di tenere viva la competizione), con Diallo che mette a segno i 45 punti (ne sarebbero bastati 42) con una dunk di sicurezza che gli consegna la corona di campione della gara dello Slam Dunk Contest 2019.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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