Towns batte Memphis all’OT. Bene Celtics e Wizards, male Pelicans e Jazz.

Towns batte Memphis all’OT. Bene Celtics e Wizards, male Pelicans e Jazz.

Minnesota Timberwolves-Memphis Grizzlies 99-97 OT

Dopo la sconfitta in casa con Denver partendo da +25, i Grizzlies perdono ancora al fotofinish, battuti dal buzzer beater al supplementare di Karl-Anthony Towns. Il lungo dei Timberwolves, a lungo in panchina  per i falli, ha raccolto un rimbalzo offensivo per poi mandare per aria una preghiera da posizione difficile, trovando però i due punti decisivi proprio sulla sirena. Il miglio per Minnesota è stato, a sorpresa, Jerryd Bayless, autore di 19 punti, 12 assist e 7 rimbalzi, sfruttando le assenze di Teague, Rose e Jones. Ai Grizzlies non bastano i 26 punti di Mike Conley e i 19 di Marc Gasol per evitare la dodicesima sconfitta nelle ultime 13 partite in trasferta.

 

New York Knicks-Dallas Mavericks 90-114

Dirk Nowitzki alla sua, probabilemente, ultima al Madison Square Garden si è regala una sera da massimo stagionale da 14 punti in quella che è l’arena in cui ha segnato più punti lontano da casa (quasi 25 di media in 17 partite).Meglio di lui ha fatto Dennis Smith Jr., che ha realizzato la sua seconda tripla doppia in carriera con 13 punti, 10 rimbalzi e 15 assist, non benissimo, invece, Luka Doncic, per lui 16 punti e 8 rimbalzi, limitato da qualche problema fisico. Per i Knicks, all’undicesima sconfitta consecutiva, il migliore è stato Knox con 17 punti, con coach David Fizdale che si è visto “costretto” a inserire anche Enes Kanter, il quale al momento della sua entrata in campo si è inginocchiato per baciare il logo dei Knicks, nonostante questa potrebbe essere stata la sua ultima partita a New York.

 

Boston Celtics-Charlotte Hornets 126-94

I Celtics, anche senza Irving, battono agevolmente gli Hornets, rifilando alla franchigia di MJ 32 punti di scarto. I migliori come spesso accade in assenza del numero #11 sono stati Jaylen Brown (24 punti e 10 rimbalzi), Jayson Tatum (20 punti) e Terry Rozier (17 punti e 10 assists), a guidare altri tre giocatori in doppia cifra (Morris 15, Horford 14 e Hayward 12). Inutili per Charlotte i 21 di Kemba Walker e i 16 di Malik Monk.

 

Washington Wizards-Indiana Pacers 107-89

I Pacers cominciano a sentire il contraccolpo dell’infortunio di Oladipo e perdono la terza di fila a Washington. Merito di Bradley Beal (25 punti) e Jeff Green (23), leader di una panchina che ha realizzato 58 punti contro i 43 di quella degli avversari, solitamente molto prolifica. Coach Scott Brooks ha ritrovato nelle riserve quell’energia che aveva portato la sua squadra a rimontare quasi del tutto i Cleveland Cavaliers la sera precedente, approfittando di un avversario che senza il suo leader non riesce a trovare quel picco di talento in grado di trascinare tutti gli altri nelle serate storte (7-7 il record senza Oladipo). Con questa sconfitta i ragazzi di coach McMillan scendono al quarto posto nella Eastern Conference, ma i Celtics sono appena dietro a mezza partita di distanza.

 

Miami Heat-Chicago Bulls 89-105

I Chicago Bulls con un Bobby Portis scatenato nel secondo tempo (22 dei suoi 26 punti sono arrivati dopo l’intervallo) e con un buon Wayne Selden (20) nonostante l’assenza di Zach LaVine, mettono fine ad un tragico mese di gennaio con una bella vittoria. Miami, senza Wade,  Dragic e Derrick Jones, ha tirato solamente con il 38% dal campo, complice anche il 12/42 da tre punti, segnando solo 89 punti contro la peggior difesa della NBA; il migliore, Tyler Johnson, si ferma appena a 15 punti.

 

Sacramento Kings-Atlanta Hawks 135-113

Con un parzialone da 73-49 tra secondo e terzo quarto i Sacramento Kins si sbarazzano agilmente degli Hawks, alla quarta sconfitta nelle ultime sei, controllando poi in tranquillità l’ultima frazione. Sei per i Kings gli uomini in doppia cifra: Giles (20 punti), Hield (18), Bagley (17 con 12 rimbalzi), Bogdanovic (16), Bjelica (12) e Ferrell (11); per gli Hawks, invece, sono sette, guidati dai 23 con 8 assist di Trae Young, ma concedendo ben 76 punti in area (contro i 40 realizzati) e 26 in contropiede (contro 8), finendo sotto anche di 29 lunghezze.

 

Portland Trail Blazers-Utah Jazz 132-105

Vittoria fondamentale per i Blazers, nonostante l’assenza di Nurkic, in casa contro i Jazz, dominati sin dal primo quarto chiuso sul 45-27 in favore di Portland. Alla sirena finale sono 36 punti per Damian Lillard, con 12/21 dal campo, tre triple, 11 assist e otto rimbalzi, e 30 punti con 17 tiri e il 65% al tiro per un ispirato CJ McCollum. Contro di loro la difesa dei Jazz non è riuscita in alcun modo a porre un freno, con coach Snyder che a quel punto ha allungato la rotazione e fatto riposare più del solito i titolari. Donovan Mitchell chiude con 22 in 27 minuti, alla guida di un quintetto tutto in doppia cifra.

 

New Orleans Pelicans-Denver Nuggets 99-105

I Denver Nuggets di un super Nikola Jokic, giunto alla sua ottava tripla doppia stagionale (20 punti, 13 rimbalzi e 10 assist) battono i Pelicans, al quarto stop nelle ultime cinque, complici le assenze di Davis, Mirotic, Randle e Payton. Per i Nuggets è il quarto successo consecutivo, arrivato dopo aver premesso ai Pelicans di riportarsi a contattato nel finale, con Holiday (autore di 22 punti totali) che mette a segno il canestro che vale il -1 a 90 secondi dalla sirena. Serve una scossa e Denver non può che passare dalle mani di Jokic: due bersagli in fila, con il povero Jahlil Okafor a fare da spettatore e poco altro e gara definitivamente chiusa. Per NOLA il migliore è Kenrich Williams, 14 partite in NBA prima di questa notte, con 21 punti.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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