From College to the NBA: Rui Hachimura

From College to the NBA: Rui Hachimura

Ha avuto la forza di attraversare l’oceano pacifico, il più vasto del mondo, a nemmeno 18 anni. Ha dovuto abbandonare la sua terra, il Giappone, per cogliere l’enorme occasione offertagli dai Bulldogs Gonzaga, letteralmente stregati dall’enorme potenziale del giovane giapponese.

Classe 1998, nativo di Toyana (una cittadina situata al centro della isola nipponica), ha mosso i primi passi da cestista alla Mesei High School dove si è laureato tre volte campione nazionale di categoria. Nel 2016, al termine del percorso liceale, arriva la chiamata da oltreoceano, più precisamente dagli Zags, soprannome con cui vengono chiamati i Gonzaga Bulldogs. Rui diventa così il quinto giocatore giapponese ad aver mai calcato i prestigiosi parquet della NCAA.

L’approdo del nipponico negli USA è stato, da subito, ostacolato da diversi problemi: uno su tutti la lingua. Hachimura non aveva un livello di inglese adatto e si pensava dovesse frequentare, prima di accedere al college, una Prep-School, una sorta di scuola di mezzo per aiutarne il suo adattamento alla cultura e soprattutto dedita al migliorare la padronanza della lingua del giapponese.
Se il buongiorno si vede dal mattino, la stagione da freshman di Hachimura si prospetta ricca di ostacoli e difficoltà. Le premesse non vengono smentite e il giapponese faticherà non poco nelle prime due stagioni, è da sottolineare però il suo continuo, seppur minimo, miglioramento. Le statistiche, 2.6 punti e poco più di 1 rimbalzo di media in 5 minuti di impiego, rispecchiano tutti i problemi di adattamento del prospetto nipponico, che però non si lascia certo scoraggiare di fronte alla prima difficoltà, avversità alle quali non è nuovo. Già dalla stagione successiva Hachimura acquisisce sempre più minuti e convinzione nei suo mezzo grazie soprattutto all’enorme lavoro di coach Mark Few, abilissimo nel saper comprendere il profilo di Rui, totalmente diverso per necessità e tempi, dai prospetti americani.

Anche sotto l’aspetto tecnico e prettamente cestistico, Hachimura è un giocatore differente rispetto a quanto si possa immaginare per un giocatore con le sue origini. Alto poco più di 2 metri per 102 kg fa dell’esplosività e della forza fisica i suoi punti di forza, caratteristiche che se aggiunte a un jumper sempre più solido e costante possono renderlo una vera stella anche al next level.
Ad oggi le sue statistiche parlano chiaro: 20 punti e 6 rimbalzi di media che stanno facendo sognare un intero stato, Gonzaga, che, grazie a un ottimo record di 19 vittorie e 2 sconfitte, si candida come seria contender per le Final Four di marzo.

Hachimura dopo tre stagioni tra le file dei Bulldogs si candida eleggibile per il draft del prossimo luglio, e secondo i colleghi americani di ESPN, attualmente, si posiziona alla scelta numero 4, precedendo addirittura un certo Cameron Reddish.

Le premesse per la migliore delle storie a lieto fine ci sono tutte, e noi speriamo, e siamo sicuri, che dopo più di 7000 km e altrettante difficoltà di ogni tipo, Rui Hachimura si dimostri essere il grande giocatore che si prospetta essere e riesca a raggiungere le stelle.

 

 

A cura di SOS Dunkest e Gabriele Canovi

Redazione Airball

Finti baskettari che cercano di parlare di pallacanestro. Giornalisti o giornalai? Fate voi. #BeAirBall

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