Davis e Harden da MVP. Parker ritorno con vittoria a San Antonio. Bene anche Nets e Kings.

Davis e Harden da MVP. Parker ritorno con vittoria a San Antonio. Bene anche Nets e Kings.

BROOKLYN NETS 109-102 BOSTON CELTICS

Continuano a sorprendere i Nets che battono i Celtics, privi di Irving, arrivati alla terza sconfitta consecutiva. Partita combattuta fino all’intervallo lungo, poi Brooklyn esce con un altro piglio dagli spogliatoi, domina a rimbalzo (55-41) e con un parziale da 15-0 (3/3 dall’arco di Russell) chiude la terza frazione sul 90-66, poi controllato abbastanza agevolmente fino alla sirena. Mattatore dell’incontro D’Angelo Russell (34), coadiuvato da Allen (19+12) e Kurucs (19); ai Celtics non bastano il career-high di Tatum (34 con 12/19 dal campo) e i 22 di  Brown.

 

HOUSTON ROCKETS 112-94 MEMPHIS GRIZZLIES

Con il terzo cinquantello della stagione, James Harde, annienta i Memphis Grizzlies: Houston con un quintetto d’emergenza (Harden-Rivers-House-Tucker-Nenè) si affida al barba, che ringrazia con 57 punti, 9 rimbalzi e un emblematico +25 di plus/minus (11/18 da 2, 6/15 da 3, 17/18 ai liberi), riuscendo anche a riposarsi per quasi tutto l’intero quarto quarto, dopo che il terzo era finito sul 87-70 per i padroni di casa. I Grizzlies non giocano neanche una brutta partita: tirano meglio (51% contro il 44%), prendono più rimbalzi (43-36), mostrano una buona circolazione di palla (31 canestri assistiti su 36), ma perdono 24 palloni e sbagliano 10 tiri a cronometro fermo che li condannano all’ottava sconfitta nelle ultime nove.

 

SAN ANTONIO SPURS 93-108 CHARLOTTE HORNETS

Nel giorno del ritorno di Parker a San Antonio (vedi qui), tornano al successo gli Hornets dopo tre stop consecutivi. Lo fanno giocando una grande ultima frazione contro degli Spurs apparsi fin troppo spenti e privi anche di Marco Belinelli: 32-21 per Charlotte nell’ultimo quarto, iniziato con i 6 punti consecutivi di Parker (degli 8 complessivi). Aldridge conferma il buon momento di forma (28 punti e 10 rimbalzi), ma nulla può contro i 33 con 7 triple di uno scatenato Kemba Walker.

 

UTAH JAZZ 100-94 DETROIT PISTONS

Quarto successo consecutivo per i Jazz di un ritrovato Donovan Mitchell (30.8 punti di media nelle ultime 5) ai danni dei Pistons. Gli ospiti provano a scappare a fine secondo quarto, arrivando anche sul +12, ma Utah è brava a non scomporsi e, con un grande Gobert (18 con 25 rimbalzi), riesce rintuzzare il tentativo di fuga in una partita che arriva in parità fino a 8 minuti dalla fine, quando Mitchell (26 punti), Korver (19 con 5 triple) e Ingles (13) danno ai Jazz il vantaggio decisivo. Per i Pistons, nonostante i soliti Griffin e Drummond, è l’ennesima occasione sprecata di una stagione piena di rimpianti.

 

SACRAMENTO KINGS 115-107 PORTLAND TRAIL BLAZERS

Non vogliono smettere di stupire i Kings che vincono la terza consecutiva contro  Portland e rimangono attaccate al treno play-off. Partita decisa dal parziale di 15-3 nel terzo quarto che dà a Sacramento un vantaggio di 16 punti agli uomini di coach Joerger, poi controllato fino alla sirena finale. 19 i punti del solito Buddy Hield, aiutato anche da Bogdanovic (18), Fox (16 e 9 assists) e Bagley (13 e 11 rimbalzi); per i Blazers è la seconda L consecutiva con Lillard, 35 punti, unico a salvarsi degli ospiti.

 

LOS ANGELES CLIPPERS 117-121 NEW ORLEANS PELICANS

Momento di difficoltà per i Clippers di Danilo Gallinari, che perdono la terza partita consecutiva contro i Pelicans. Anche qui la differenza si comincia a giocare sul serio solo nel terzo quarto con i Pelicans che scappano via sul + 20, ma poi vengono prontamente ripresi grazie a un parziale da 16-2 sul finale di tempo; nell’ultima frazione NOLA stringe i denti, con Davis che segna tutto quello che gli passa per le mani e con LA che non riesce mai ad andare sotto i 2 punti di distacco, e porta a casa la quarta vittoria nelle ultime cinque. Inutili per i Clippers i tre uomini sopra i 20 punti, Harrell (26 e 10 rimbalzi), Gallinari (25) e Harris (21), soprattutto difronte a un Davis mostruoso da 46 punti e 16 rimbalzi, coadiuvato anche da Randle (27) e Holiday (19).

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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