From College to the NBA: Cam Reddish

From College to the NBA: Cam Reddish

Classe 1999, originario della Pennsylvania, più precisamente Norristown, figlio di Zanthia e Robert è considerato uno dei migliori prospetti della prossima Draft-Class.

Il ragazzo si avvicina al basket giocato a soli 2 anni e da quel momento in avanti non molla più la palla a spicchi, diventandone il suo migliore amico. Muove i primi passi da “vero e proprio giocatore” alla Haverford School per poi passare successivamente in un’altra scuola del nord-est americano, in particolare, Cam, si trasferisce a Westtown dove gioca con Mo Bamba, draftato lo scorso giugno dai Magic di Orlando. Il suo potenziale è evidente sin dai primi istanti della sua giovane carriera e allenatori e soprattutto addetti ai lavori, come per esempio i numerosi talent scout Ncaa, sono testimoni della sua grande crescita e del suo continuo miglioramento sia dentro al parquet che al di fuori.

È meritevole di essere menzionato, infatti, il suo comportamento “outside the court”, Reddish è un ragazzo a cui non piace stare sotto i riflettori, non ama apparire e a una serata in discoteca preferisce una tranquilla partita alla PlayStation con gli amici. Atipico è anche il suo modo di giocare: alto 206 cm per 96 kg viene listato come ala piccola, ma, soprattutto nella seconda parte della sua carriera all’High School ha giocato spesso e volentieri da point-guard o meglio direi point-forward viste le dimensioni non proprio consone al ruolo di playmaker. Cam infatti ama avere le chiavi della squadra, avendo la palla tra le mani e con la possibilità di chiamare schemi e di gestire il ritmo del possesso offensivo. Oltre che essere un abilissimo tiratore da 3 punti, anche in ottica NBA, è anche un grande atleta, rapido, esplosivo sul primo passo e, potenzialmente un difensore di primissimo livello grazie al suo grande wingspan e alla sua versatilità che lo rende capace di difendere contro qualsiasi tipo di attaccante.

È stata Duke a spuntarla su altre numerose prestigiose università, come UCLA o Kentucky, ed a aggiudicarsi il ragazzo della Pennsylvania andando a formare con Zion Williamson e R.J. Barrett, un big-three dal potenziale immenso guidati dal migliore coach a livello di college, ovvero coach K.
Probabilmente Cam è tra i tre quello con meno pressione mediatica ma viene dato spesso molto credito alla sua etica del lavoro: allenarsi assiduamente e duramente è la sua religione e a riguardo egli dice durante un intervista: “Non c’è nulla che potrà fermarmi, tranne me stesso, cerco di tenere la stessa mentalità tutti i giorni”.

Noi speriamo davvero che Reddish riesca, nel tempo, a mantenere questa mentalità per tutta la durata della sua carriera e che si riveli essere all’altezza delle aspettative e che, soprattutto, riesca a smentire l’appellativo di “ terzo violino “ probabilmente riduttivo viste le capacità e il talento del giovane prospetto.

 

 

 

 

A cura di

SOS Dunkest e Gabriele Canovi

Redazione Airball

Finti baskettari che cercano di parlare di pallacanestro. Giornalisti o giornalai? Fate voi. #BeAirBall

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