History Dunkest: Auguri sua Maestà

History Dunkest: Auguri sua Maestà

Vi starete chiedendo perché la puntata natalizia dell’History Dunkest esce oggi e non il 25 dicembre. La verità è che per noi amanti della palla a spicchi il giorno della nascita del messia non è di certo il 25, bensì il 30 di dicembre. Infatti il 30 dicembre del 1984 nello stato americano dell’Ohio, più precisamente ad Akron (Contea del Summit), nasce LeBron Raymone James, colui che è universalmente riconosciuto come il giocatore più determinante del III millennio. Non stiamo parlando soltanto di uno scorer, ma di un giocatore in grado di condizionare in positivo tutti gli altri componenti della sua franchigia

La storia recente ci ha dimostrato che portare una squadra come i Cavs della stagione passata sino alle NBA Finals è un vero e proprio miracolo sportivo. Per quanto il nativo dell’OHIO sia stato determinante con le sue mostruose performance, dobbiamo ammettere che tutto il roster di Cleveland, pur se povero di talenti, beneficiava inequivocabilmente dell’intelligenza cestistica di Sir James. Come già detto, questo giocatore è divenuto leggenda non solo per le capacità individuali ma soprattutto per come migliora i suoi compagni e sfidiamo chiunque a dire il contrario. Di giocatori in grado di segnare 30 punti a partita l’NBA ne ha visti e ne vedrà tantissimi, ma LeBron è differente da tutti gli altri. Dominante su entrambi i lati del campo, unisce al suo strapotere fisico una innata intelligenza cestistica: non c’è nulla che non possa fare su un campo di pallacanestro. Semplicemente il giocatore più completo della storia del gioco, semplicemente The Chosen One.

Nel corso degli anni ci ha fatto capire che se vuole può segnare quanti punti vuole, ma a lui questo non interessa particolarmente poiché il suo gioco è incentrato sulla coralità e sulla reciproca fiducia tra compagni di squadra (ndr vedi JR Smith in gara 1 delle scorse Finals). Da un giocatore come lui ci si aspetterebbe un career high più alto ma non mettiamo in mezzo i numeri, perché sarebbero sempre e comunque dalla parte del Re. Insomma, siamo tutti testimoni della sua grandezza e non abbiamo bisogno di dirvi cosa ha vinto, i record che ha infranto e le voci statistiche che ha riempito e sapete perché? Perché tutti, ma proprio tutti, sono consapevoli della mostruosità di LeBron James in ambito sportivo e non. Nonostante ciò, noi siamo appassionati di fantasy basketball e per noi, in ottica Dunkest, i numeri sono l’unica cosa che conta! Per questo motivo nel giorno di “Natale” abbiamo deciso di raccontarvi della partita del career high di King James.

Il 3 marzo del 2014, coloro che al secolo erano noti come Charlotte Bobcats atterrano in Florida per sfidare i campioni NBA in carica, ovvero i Miami Heat del trio Wade-Bosh-James. Davanti ai 19,727 spettatori dell’AmericanAirlines Arena, i padroni di casa , privi di D-Wade, dominano la partita vincendo 124-107 ma questa non importa a nessuno, poiché quella è la notte in cui il James, costretto ad indossare una maschera nera per proteggere il viso, segna ben 61 punti: il massimo mai fatto registrare in carriera. Quanti punti dunkest avrebbe totalizzato? Nei 41 minuti in cui rimase sul parquet mise a referto 61 punti (22/33 FG – 8/10 3P), 7 rimbalzi (di cui 3 offensivi), 4 assist, 2 palle perse e 9/12 ai liberi. Sommando tutti bonus e malus, possiamo dirvi che il punteggio sarebbe stato di 63,75. Sicuramente una goduria per tutti noi fantallenatori!

A cura di

Giò Bonfantino

Saverio Lanzillo

Redazione Airball

Finti baskettari che cercano di parlare di pallacanestro. Giornalisti o giornalai? Fate voi. #BeAirBall

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