From College to the NBA: Nassir Little

From College to the NBA: Nassir Little

Torniamo ad analizzare i prospetti che il prossimo anno approderanno in NBA.
Oggi parleremo di Nassir Little ala/guardia di 1.98m per 100 kg che milita nelle fila di North Carolina ed è considerato nella top 10 del prossimo draft.

Cresce con un padre militare, e con una madre soldato, il che ha comportato interminabili viaggi da una parte all’altra dell’America, accumulando sin da giovanissimo tante miglia quante un giocatore professionista. La sua infanzia è stata contrassegnata da divise, medaglie e saluti militari fino a 13 anni, quando finalmente ha messo fine agli spostamenti.
Quando la famiglia si stabilisce nella piccola città di Orange Park, un sobborgo di Jacksonville in Florida, il ragazzo ne fa subito la sua casa. Come approccia al basket il piccolo Nassir: Little ha imparato a giocare da autodidatta, guardando video su YouTube. Ma dalla prima volta che lo videro alla Catholic Prep di Orlando tutti notarono che si trattava si un fenomeno.

Dal suo anno da freshman alla high school, inizia a collezionare offerte di borse di studio. La prima in assoluto arriva da Stetson, poi seguita da Florida, North Florida, Florida State, FGCU, Central Florida, tutte università convinte di poterlo trattenere nello stato diventato la sua casa. Sbagliato. Quello che a quel tempo molti ignorano è che la famiglia Little, pur non avendo una vera e propria alma mater, ha un particolare legame con un college: papà Harold è un tifoso di North Carolina, passione che trasmette al figlio. Ad incidere sulla scelta fu anche Coach Roy Williams che è riuscito a convincere il ragazzo perché la squadra gli offriva le tre caratteristiche che stava cercando. In primis il prestigio, e North Carolina gliene offriva a volontà. Poi lo stile di gioco, che si addice molto alle caratteristiche da giocatore cui piace correre in transizione e difendere con aggressività. Infine, la possibilità di stare in campo, visto che Little nel ruolo di ala potrà avere un impatto immediato sia in quintetto che da sesto uomo.

E nonostante Little ormai dedichi quasi tutto il suo tempo alla pallacanestro, è anche uno studente modello.
Ha, già ricevuto, dei grandi riconoscimenti come l’MVP al McDonald’s All-American dopo una prestazione da 28 punti e 5 rimbalzi ed anche MVP del Jordan Brand Classic dopo aver realizzato 24 punti in 25 minuti in cui è stato sul parquet.
È un giocatore con una predisposizione su tutti e due i lati del campo. Gioca bene in attacco dove non forza mai le conclusioni ma cerca sempre la soluzione più efficace, ha un buon atletismo e in transizione è uno dei migliori della sua classe. Inoltre ha un buon jump shoot e sfrutta i mismatch con le altre guardie o in post o entrando in penetrazione guadagnandosi i liberi, ne tira 5 di media a partita. Sul lato difensivo intercetta e recupera di media 1,6 palloni a partita e si muove molto velocemente con i piedi. Accentra molto il gioco su di sé, infatti non riesce a giocare molto bene e a muoversi senza palla e inoltre perde 2,5 palloni a partita. Ha un ballhandling molto migliorabile che ad oggi non gli permette di spaccare le difese. Molti lo hanno paragonato a Leonard per attitudine difensiva, paragoni forse azzardati ma siamo sicuri che sia dopo i tre fuochi di Duke il giocatore più ambito per il prossimo draft.

 

 

A cura di

SOS Dunkest

e Gabriele Canovi

Redazione Airball

Finti baskettari che cercano di parlare di pallacanestro. Giornalisti o giornalai? Fate voi. #BeAirBall

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