Christmas Day: Le partite NBA più belle di Natale.

Christmas Day: Le partite NBA più belle di Natale.

Nel 1947 la NBA decise di inserire delle partite durante il giorno di Natale, un modo per avvicinare maggiormente il grande pubblico al mondo della palla a spicchi. Visti i grandi risultati ottenuti sia a livello di numeri che, soprattutto, di copertura televisiva, con il passare degli anni il 25 dicembre è diventato per la NBA un modo per mettere in mostra le migliori squadre della Lega dando vita a scontri e rivalità passati alla storia.

Ripercorriamo i più importanti.

 

25 dicembre 1984

60 i punti segnati da Bernard King a Natale dell’84, record di punti segnati al Madison Square Garden per più di 25 anni, prima dell’arrivo di Kobe Bryant e Carmelo Anthony. Nonostante la super prestazione di King i suoi New York Knicks, la squadra a partecipare per più volte ad una partita natalizia (52), dovettero arrendersi ai New Jersey Nets 120-114.

 

25 dicembre 1993.

Per i Chicago Bulls reduci dal three-peat è la prima stagione senza Michael Jordan, mentre, per Shaquille O’Neal e Penny Hardaway è il primo incontro in un Christmas Day. Pippen e il neo arrivato Tony Kucoc, però, ci tengono a chiarire chi siano i campioni in carica: il primo fa registrare 28 punti, 8 rimbalzi e 6 assists, il secondo segna il canestro decisivo che manda al tappeto gli Orlando Magic.

 

25 dicembre 1994

Quella tra Bulls e Knicks è stata una delle rivalità cestistiche più accese degli anni ’90, a causa anche dell’incapacità degli uomini della Grande Mela di superare lo scoglio “Jordan” durante i play-off. Con MJ fermo per il primo ritiro, però, New York nei PO del ’94 riesce a battere i Bulls raggiungendo così le tanto agognate Finals (poi perse con i Rockets). Qualche mese dopo però Scottie Pippen durante la rivincita natalizia decide di cambiare gli esiti dell’incontro con 36 punti, 15 rimbalzi e la stoppata decisiva durante il supplementare, in una delle prove più entusiasmanti del numero #33 della Windy City.

 

25 dicembre 2000

È la rivincita della finale della Western Conference dell’anno precedente, quella sciaguratamente persa dai Portland Trail Blazers contro i Los Angeles Lakers, che poi aprì alla squadra di Phil Jackson le porte del primo titolo del three-peat di inizio secolo. A portare a casa la W questa volta sono i Blazers, che tornano a vincere sul campo dei loro rivali, guidati da un sontuoso Rasheed Wallace da 33 punti.

 

25 dicembre 2004

I Los Angeles Lakers qualche mese prima hanno perso la finale NBA contro i Detroit Pistons e, così, Shaquille O’Neal ha deciso di fare i bagagli in direzione Miami. La Lega, allora, decide che a Natale i Lakers affronteranno gli Heat, ci sarà il primo Kobe vs. Shaq. La partita è stupenda, Kobe gioca un primo tempo di rara onnipotenza cestistica, poi alla lunga esce fuori la maggiore freschezza di Wade e degli altri di South Beach. Shaq esce per falli durante l’ultimo quarto urlando “Niente lay-up, niente schiacciate… specialmente per lui [Kobe n.d.r.]”, i compagni recepiscono e al primo supplementare portano a casa la partita. Bryant ne mette 42 nel giorno del ritorno di Shaq allo Staples, ma non basta.

 

25 dicembre 2011

La stagione 2011-2012, causa lock-out, inizia proprio a Natale e sotto l’albero troviamo i Chicago Bulls in casa dei Los Angeles Lakers in una delle partite natalizie più belle di sempre. È lo scontro tra due grandi sistemi di gioco, ma, soprattutto, tra due grandi solisti come Derrick Rose e Kobe Bryant. A spuntarla, nonostante i 28 punti del Mamba, sono i Bulls grazie al buzzer-beater del numero #1 a condire una prestazione da 22 punti.

 

25 dicembre 2016

Altro Natale in compagnia dei Cleveland Cavaliers e dei Golden State Warriors: i primi sono reduci dal primo titolo della loro storia dopo il fantastico come back da una situazione di 3-1, i secondi dopo la sconfitta alle Finals hanno aggiunto al loro roster, in mezzo a tanto clamore, Kevin Durant. Questo non sarà altro che l’antipasto del terzo capitolo estivo della saga Cavs-Warriors; la vincono quelli dell’Ohio grazie ad uno spettacoloso canestro sulla sirena di Kyrie Irving, ma a giugno la storia sarà un’altra.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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