From College to the NBA: R.J. Barrett

From College to the NBA: R.J. Barrett

Interntional Mvp del Jordan Brand Classic nel 2016, l’All Star Game dell’High School basketball, evento organizzano da Nike in collaborazione con il marchio di His Airness, da cui, negli anni, sono passati leggende NBA del calibro di Lebron James, Kevin Durant, Chris Paul e Kyrie Irving. “Mica pizze e fichi!”.

Medaglia d’oro al mondiale di categoria nel 2017, Mvp del torneo e miglior marcatore, mattatore assoluto in semifinale dei favoritissimi Usa prima e dopo della nostra, sorprendente ed emozionante, Italia in finale.

Un detto dice, non c’è due senza tre, infatti anche il 2018 è colmo di riconoscimenti di squadra e soprattutto individuali come il Gatorade National Player of the Year oppure il Naismith Prep Player of the Year, premio in onore a James Naismith, inventore dello splendido gioco della palla a spicchi, rivolto al miglior giocatore delle High School americane.
Ultima, ma non per importanza, è la partecipazione al McDonald’s All-American, l’evento probabilmente più prestigioso e con maggiore rilevanza storica che vede sfidarsi in una partita di esibizione i 24 migliori cestisti e cestiste provenienti dalle high-school di tutti gli Stati Uniti; evento a cui hanno preso part, negli anni, niente di meno che Magic Johnson, MJ 23, Shaquille O’Neal e più recentemente Kobe, LBJ e Carmelo Anthony.

Questa lunga premessa per presentare il quarto prospetto della nostra rubrica sui giovani cestisti in rampa di lancio pronti per l’NBA. Stiamo parlando di R.J. Barrett, combo guard tra le file dei Diavoli blu di Duke University, listato seconda scelta assoluta nel mock draft del prossimo giugno.

Classe 2000, canadese, nato a Mississauga, Ontario, 198 cm per 95 Kg, Montverde Highschool, figlio di Rowan Barrett, giocatore che ha solcato i migliori palcoscenici nel basket europeo; viene considerato uno dei migliori prospetti NBA per il suo grande atletismo, che gli permette di arrivare con facilità al ferro, al quale aggiunge un jump-shot affidabile il che lo rende uno scorer naturale. Giocatore al quale piace aver la palla tra le mani per gestire il possesso offensivo, capace di crearsi il tiro da solo dal palleggio o di battere in isolamento il suo diretto avversario forte di un rapido primo passo. Brevilineo, veloce e capace di finalizzare a canestro con entrambe le mani anche nel traffico, ottime percentuali sia a rimbalzo sia ai liberi, il che lo rende un buonissimo e altrettanto promettente all-around player. Se dovesse riuscire ad ottenere un ancora più affidabile tiro da tre, a “smazzare” qualche assist in più oltre che mettere su muscoli e peso diventerebbe quel giocatore capace di prendersi in mano la lega e di guidare la franchigia che lo sceglierà verso il Larry O’Brien Trophy.

Il talento, la giovane età, la leadership e la mentalità sono dalla sua parte, così come il favore del pronostico, sta al futuro rivelarci quale sarà l’impatto del ragazzo dell’Ontario nella lega e viste le premesse vale la pena aspettare e prepararsi ad ammirare l’ennesimo talento che questo stupendo gioco ci regala.

 

 

A cura di
SOS Dunkest
Gabriele Canovi

Redazione Airball

Finti baskettari che cercano di parlare di pallacanestro. Giornalisti o giornalai? Fate voi. #BeAirBall

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