From College to the NBA: Bol Bol

From College to the NBA: Bol Bol

Dopo aver analizzato Zion Williamson, oggi andremo a scoprire un figlio d’arte: Bol Manute Bol. Il figlio del leggendario Manute è il prospetto più alto della sua classe (2,21 m), pesa 111 kg ma non è un lungo old-school come il padre, anzi ha una buonissima mira da dietro l’arco ed è dato nelle prime 5 posizioni, ma vederlo nelle prime 3 non dovrebbe sorprendere, soprattutto per l’inizio stagione con Oregon.

Bol nasce il 16 Novembre 1999 dall’unione di Ajok (figlia di un capo tribù del Sudan, luogo di nascita di Manute) e Manute. Nel 2002 la famiglia Bol torna negli States dopo l’impegno di Manute nella guerra in Sudan e possono così condurre una vita tranquilla. Nel 2010, però, l’ex giocatore di Bullets, GSW, 76ers e Heat viene a mancare a causa della sindrome di Stevens-Johnsons.

La carriera del piccolo Bol nei quattro anni di High School è segnata da altrettanti trasferimenti a detta di Bol stesso per questioni familiari. Il primo anno lo gioca per la Blue Valley Northwest High School, il secondo anno lo passa alla Bishop Miege sempre nel Kansas e il terzo anno lo gioca alla Mater Dei in California per concludere l’ultimo anno di high school alla Findley Prep nel Nevada. Durante questi anni Bol jr cresce molto a livello tecnico, passa dai 2,08m del suo anno da freshman fino ai 2,21 m attuali e si fa notare nel 2016. Nel Maggio 2017 viene chiamato all’evento Nike (EYBL) e viene notato da coach Calipari (Kentucky) e da coach Jay Wright (Villanova). La prima partita del torneo la gioca contro Cam Reddish (ne parleremo nei prossimi episodi) e porta la sua squadra alla vittoria con 33 punti e 4/6 da tre, la seconda la perde contro il rookie dei Kings Bagley, ma mette altri 26 punti e chiude il circuito stagionale dell’evento con 24 punti di media ma soprattutto con il 48,9% da tre. Durante l’ultimo anno decide di accettare la borsa di studio offertagli dagli Oregon Ducks con cui sta disputando,fin ora, una stagione da 21 pti , 9,6 rim, 2,9 blk e il 50% da tre in media a partita.

I suoi punti di forza sono: un fisico che gli permette di essere un buon rim protector e un grande stoppatore a cui aggiunge anche un range ampio e potenzialmente illimitato; due caratteristiche sfruttate al meglio grazie ad un grande IQ cestistico che gli consente di capire in anticipo gli avversari e leggere molto bene il gioco. L’unico limite per esplodere anche in NBA potrebbe essere proprio il suo fisico: non ha molta forza e potrebbe soffrire centri più pesanti e fisici, anche se più bassi di lui; l’altezza spropositata non lo rende molto veloce e con quella struttura atletica così sottile potrebbe infortunarsi spesso a caviglie e ginocchia, come accadde ad uno altro Big Big Man come Yao Ming. Le aspettative sono alte, altissime, perché è raro vedere un 2,21 metterla con quella facilità da 3, attitudine che potrebbe esasperare ancor di più il concetto di lungo moderno.

 

A cura di

Gabriele Canovi

e Saverio Lanzillo

Redazione Airball

Finti baskettari che cercano di parlare di pallacanestro. Giornalisti o giornalai? Fate voi. #BeAirBall

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *