Kemba fa 60 ma perde con Phila, vincono anche Pelicans, Clippers e Raptors, si fermano Warriors, Lakers, e Celtics

Kemba fa 60 ma perde con Phila, vincono anche Pelicans, Clippers e Raptors, si fermano Warriors, Lakers, e Celtics
Brooklyn Nets (7-10) vs Los Angeles Clippers (10-5) 119-127

I Clippers vincono nella prima partita della notte confermano il loro ottimo momento di forma, grazie anche a un Danilo Gallinari da 28 punti. Nets avanti per quasi tutta la partita, ma nell’ultimo quarto grazie anche ad un Lou Wiliams impeccabile, i ragazzi della parte bianco-blu di LA la spuntano. Non male Jarrett Allen per Brooklyn con una doppia-doppia da 24 punti e 11 rimbalzi.

 

Charlotte Hornets (7-8) vs Philadelphia 76ers (11-7) 119-122

Questa partita nel bene e nel male ha un nome: Kemba Walker, ancora una volta riesce a stupirci l’afroamericano classe ’90. Fa registrare 60 punti con una percentuale altissima di realizzazione: 12 su 12 dai liberi, 15 su 20 da 2 punti (75%) e 6 su 14 da 3 (43%). E’ career-high per lui, è record negli Hornets, mai nessuno nella storia della squadra a mettere a referto così tanti punti, ed è anche record per i giocatori alti sotto il metro e 85, come lui solo un certo Allen Iverson, insomma: essere o non essere, Kemba la mette dentro nel dubbio. La partita però finisce coumunque con una sconfitta per gli Hornets, complice il dominio totale dei fantastici 4 di Philadelphia: Embiid, Simmons, Redick e Butler.

 

Indiana Pacers (10-6) vs Atlanta Hawks (3-13) 97-89

Al peggio non c’è mai fine, ma poi ci sono gli Hawks. 7 sconfitta di fila e la luce che non sembra intravedersi per la franchigia del Sud-Est. Nessuna prestazione eccezionale da parte dei giocatori di tutte e due le squadre, i Pacers che amministrano la partita grazie a Bogdanovic (22pnt) ed Holiday (12pnt). La partita subisce la svolta dal 3 quarto in poi e da lì è volata al traguardo per Indiana.

 

New Orleans Pelicans (9-7) vs Denver Nuggets (10-6) 125-115

Dopo l’ottimo inizio di stagione i Nuggets iniziano a trovare un po’ di difficoltà. Sconfitta arrivata anche grazie al solito Anthony Davis, uomo franchigia, da parte dei Pellicani. Dominio totale nei 4 quarti grazie all’arsenale offensivo infinito degli uomini di NOLA con Davis (40 punti), Mirotic (21) e Randle (20) sempre pronti a timbrare il cartellino. Denver rimane in partita solo nei primi due quarti grazie a Jokic (tripla doppia sfiorata, 25+10+8), poi si lascia sfuggire la partita.

 

Orlando Magic (8-8) vs Los Angeles Lakers (8-7) 130-117

I Magic si portano in perfetta parità di risultati mentre Los Angeles rimane aggrappata all’ultimo posto della zona play-off. Che si perda o si vinca, uno dei primi nomi a primeggiare per la squadra della città delle palme è sempre quello di Lebron James, 22 punti. Il super campione però non può tenere da solo gli straripanti Vucevic (36 punti e 13 rimbalzi) e Augustin (22 punti, 7 assist) della notte, che condannano LA alla sconfitta dopo quattro W.

 

Boston Celtics (9-7) vs Utah Jazz (8-8) 86-98

Mitchell, Mitchell e ancora Mitchell… ah, e anche un po’ di Irving, che non fa mai male. Sono loro i due uomini della partita, scontro tra novellino e “veterano”, in cui però l’allievo la fa al maestro. Partita equilibrata con Utah che prova a scappare e Boston che cerca di rintuzzare ogni attacco, la fuga giusta però arriva nel terzo parziale quando i Jazz scappano via con un parziale di 27-17. Irving segna 20 punti, mentre Donovan Mitchell ne registra 28, che possono bastare per cavare l’ottava vittoria stagionale.

 

Chicago Bulls (4-13) vs Toronto Raptors (13-4) 83-122

Partita quasi scontata in verità che lascia spazio ad una sola interpretazione: se l’anima della squadra canadese potesse parlare direbbe “quando inizia la vera partita?!” Bulls, senza LaVine, che non scendono praticamente in campo con i Raptors che sembrano giocare un basket tutto loro e dominano completamente tutti i 4 quarti. L’assenza di Kawhi non si fa sentire per niente insomma grazie a VanVleet (18), Green (17) e Ibaka (16); per Chicago non bastano Blakeney (13) e Holiday (12).

 

Houston Rockets (8-7) vs Sacramento Kings (8-8) 132-112

Ce l’abbiamo o no questo problema, Houston nel frattempo va avanti. La partita, ma anche la stagione, infatti, si può riassumere così. Con i Rockets che sembrano aver ritrovato il filo del discorso, interrotto a inizio stagione, grazie a Paul (24 punti), Capela (23+16) e a un Harden tornato sui suoi livelli: 34 punti con l’86% da due e il 40% dall’arco. La partita si decide a cavallo tra primo e secondo quarto, quando Houston risponde a un parziale di 11-0 dei Kings con l’allungo che vale il vantaggio in doppia cifra e la vittoria finale.

Dallas Mavericks (7-8) vs Golden State Warriors (12-5) 112-109

Quarta vittoria consecutiva per Dallas, che sta trovando continuità e trova uno scalpo importante come quello dei campioni in carica. Warriors, privi ancora di Curry e con Green fermo ai box, che vengono battuti, nonostante un Durant da 34 punti e un Thompson da 22, a causa del brutto 9/33 dall’arco e dai problemi di falli che hanno consentito a Dallas di andare in lunetta 34 volte (il doppio di Golden State). Per i Mavs solita super prestazione di Doncic (24 punti e 9 rimbalzi) coadiuvato da Barnes (23) e altri quattro uomini in doppia cifra.

 

Phoenix Suns (3-12) vs Oklahoma City Thunder (10-5) 100-110

Continua il momento magico di OKC che, sebbene priva di Westbrook, vince la decima partita nelle ultime undici contro dei Suns che stanno faticando oltremodo per sopperire alla mancanza di un playmaker di ruolo. Partita senza storia con i Thunder che, trascinati da da George (32 punti e 11 rimbalzi) e Adams (26+10), allungano nel terzo quarto e poi gestiscono il timido rientro dei Suns nell’ultima frazione. Per Phoenix, oltre ai 23 di Warren e i 21 di Ayton, non c’è veramente nulla di buono.

Martino Luigi Cavallaro

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