EP. 3 – Did You Trade Me: Come Vince Carter è diventato AirCanada

EP. 3 – Did You Trade Me: Come Vince Carter è diventato AirCanada

Ah, l’NBA. Chissà quanti tra voi lettori saranno cresciuti col mito di Jordan e dei Bulls, delle sfide tra Magic e Bird, o degli anni di Shaq e Kobe ad LA. Già, tutto bellissimo, ma immaginate se tutto questo non fosse mai successo? Pensate se Portland avesse scelto MJ, se gli Hornets non avessero scambiato Bryant al Draft e se Stern avesse dato il consenso per Paul ai Lakers. Ecco, qui entriamo in gioco noi perché da oggi, ogni venerdì, vi porteremo a scoprire tutti i retroscena che, in un modo o nell’altro, hanno cambiato per sempre il corso degli eventi della Lega.

Benvenuti a Did You Trade Me.

 

Se non l’avevate capito quello del 1998 è stato un Draft strano. Una delle storie più intriganti e divertenti di quel 24 giugno è legata a due compagni di squadra e grandi amici anche fuori dal campo; la squadra in questione è North Carolina che, dopo tre stagioni su quattro alle Final Four NCAA (senza mai riuscire a vincere), ha tirato fuori un roster molto profondo, le cui due punte di diamante sono, però, Antawn Jamison e Vince Carter. Il primo, detto “Mr. Inside” per essere riuscito a ricevere tutte le onorificenze individuali per un giocatore del college, ha chiuso la sua ultima stagione a 22 punti e 10 rimbalzi di media; il secondo, pur senza avere questi numeri, ha impressionato per l’atletismo fuori dal comune.

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Jamison (sinistra) e Carter (centro) ai tempi del college.

Alla 1, come sappiamo tutti, arriva Olowokandi per i Clippers, alla 2 c’è Mike Bibby per i Vancouver Grizzlies (che bella l’NBA di fine anni ’90) e alla 3 Raef LaFrentz prende la strada di Denver, poi arriva il momento della scelta dei Toronto Raptors, possessori della chiamata numero 4, che viene spesa per Antawn Jamison. Come dichiarerà qualche anno dopo Vince Carter, la scelta dei Raptors era stata insolita perchè Jamison aveva fatto dei work-out con tante franchigie, ma non con quella canadese. Il Draft va avanti con David Stern che annuncia che, con la scelta numero 5, i Golden State Warriors hanno selezionato Vince Carter.

Nel frattempo, però, succede qualcosa: Jamison scendendo le scale del palco dice qualcosa a Carter, che però nella concitazione del momento non riesce a capire cosa l’ex-compagno di squadra volesse fargli capire. Dopo qualche minuto, però, Vince Carter ha incredibilmente in mano il cappellino dei Toronto Raptors.

“We’re getting traded for each other”, ci scambiano l’uno per l’altro. Questo cercava di dire Antawn Jamison che, infatti, è sul palco affianco a Carter e David Stern con il cappellino dei Warriors. Si è appena consumato uno degli scambi più incredibili nella storia dei Draft NBA, l’unico tra giocatori della stessa squadra al college scelti peraltro con chiamate così alte. In meno di cinque minuti Jamison e Carter hanno percorso i 4240 chilometri che separano San Francisco e Toronto.

Antawn Jamison dopo una prima stagione faticosa sulla Baia, si è imposto come buon giocatore della Lega, forse anche qualcosina in più, ha vinto il premio di Sesto Uomo dell’Anno nel 2004 e ha chiuso la sua carriera quattro anni fa con più di 20.000 punti all’attivo (uno dei 44 a riuscirci).

E Carter? Senza questo scambio, probabilmente, Vince non avrebbe vinto il premio di Rookie of the Year con una spettacolosa prima stagione, l’anno successivo non avrebbe sconvolto tutti allo Slam Dunk Contest che lo ha fatto conoscere al mondo come uno dei migliori atleti a calcare un parquet d’oltreoceano e la leggenda di AirCanada non sarebbe mai nata. Per fortuna il destino questa volta ci ha premiati e, per chi volesse ringraziarlo, nella notte tra sabato e domenica sarà possibile guardare l’ennesima partita di un ragazzino di 42 anni che non ha ancora smesso di volare. Half-Man and Half-Amazing.

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I due amici ed ex-compagni di squadra al momento della trade.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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