Non c’è pace per i TWolves, scoppia un nuovo caso Butler

Non c’è pace per i TWolves, scoppia un nuovo caso Butler

Ci eravamo tanto amati, o forse no.

Dopo mille parole, sono finalmente arrivati i fatti. Nella notte in cui Derrick Rose ha scritto una pagina stupenda di sport, da qualche parte di Minneapolis c’era un Jimmy Butler vestito in borghese che si rifiutava di scendere in campo. Ecco spiegato il motivo della scelta di Thibodeau di puntare su Rose fin dalla palla a due, una scelta ripagata in pieno dall’MVP del 2011 capace di realizzare ben 50 punti, suo massimo in carriera.

La decisione di Butler era già da tempo nell’aria, anche se fu lo stesso ex Bulls a dichiarare, ad inizio stagione, di non aver intenzione di saltare nessuna partita di Regular Season, rassicurando così al tempo i tifosi dei TWolves.
Una promessa durata giusto un paio di settimane, infranta soltanto all’ottava partita dei lupi, ora con un grandissimo problema da risolvere al più presto.

Per chi non conoscesse la situazione, proviamo a fare un po’ di chiarezza: tutto iniziò la passata stagione, quando fu Andrew Wiggins per primo a lamentarsi per i pochi palloni in attacco, puntando il dito proprio su Jimmy. Stendendo un velo pietoso sui playoff, nei quali i Wolves vennero eliminati in 5 gare da Houston, passiamo direttamente a questa estate, e qui ce ne sono di cose da dire.
Che non sarebbe stata una preseason tranquilla in quel di Minneapolis lo si era capito già a luglio, quando fu lo stesso Butler a dire no all’estensione contrattuale con i Timberwolves, rifiutando di fatto ad un quadriennale da 110 milioni. Da lì in poi, un susseguirsi di notizie, con tutte le squadre Nba pronte ad un offerta per portarsi a casa la guardia ex Bulls.
Ci fu anche un incontro tra Butler e la franchigia, nel quale il giocatore chiese ufficialmente la trade indicando tre squadre – Nets, Clippers e Knicks – nelle quali avrebbe voluto giocare.

Sembrava essere la puntata decisiva della telenovela più interessante di tutta l’estate, ed invece no. Colpo di scena, nessuna offerta arrivò realmente a Minnie che, a quel punto, decise di trattenere il numero 23. Allo stesso tempo, fu proprio Butler a rispondere virtualmente alla scelta di Minnie, rifiutandosi di partecipare al Training Camp. La storia più recente la conoscete tutti con la guardia 29enne che, durante un allenamento, vinse la partitella con le riserve prendendo di mira per tutto il tempo Wiggins e Towns.

Un’altra puntata ora, che sia definitivamente l’ultima? Houston resta alla finestra, Phila, dopo un primo momento, ha deciso di mollare la presa dopo le richieste folli di Minnie – i TWolves avrebbero chiesto Simmons in cambio – mentre Miami, forse l’unica realmente in corsa, reputa anch’essa troppo alte le richieste, puntando invece sulla volontà di Butler di trasferirsi in Florida.

Come finirà? Solo il tempo ci darà una risposta…

Claudio Rosa

21 anni, studente all'Università Cattolica del Sacro Cuore, aspirante giornalista ma giornalaio per passione, tifoso Lakers nel tempo libero ed amante occasionale dello stretch four.

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