Mostruoso Rose ad Halloween, Lakers con il brivido contro i Mavs, bene Nets e Nuggets al supplementare

Mostruoso Rose ad Halloween, Lakers con il brivido contro i Mavs, bene Nets e Nuggets al supplementare
(3-5) Brooklyn Nets 120 -119 Detroit Pistons (4-3)

Detroit dopo le 4 vittorie consecutive di inizio stagione, perde la terza di fila al Barclays Center contro i Brooklyn Nets. Protagonista assoluto della serata è Spencer Dinwiddie (25 punti con 5/9 da 3), che prima impatta la partita sul 110 pari con una tripla che manda le squadre al overtime e poi sempre con un tiro dall’arco a 7 secondi dal termine del supplementare dà il vantaggio decisivo ai Nets, che portano a casa la W dopo l’ultimo disperato fadeway di Griffin, che però non trova il fondo della retina. Dinwiddie viene aiutato anche dal solito LeVert, 19 punti, e da Harris, 23; mentre a Detroit non bastano i 25 con 9 rimbalzi di Griffin, i 21 di Jackson e la doppia doppia monstre da 24+23 di Drummond.

 

(2-6) Chicago Bulls 107 – 108 Denver Nuggets (6-1)

I Nuggets devono ringraziare Paul Millsap per la soffertissima sono quelli arrivati a un decimo dalla sirena del primo tempo supplementare con un tap-in a correzione di un tiro sbagliato da Jokic. Lo stesso Jokic ha comunque chiuso ad un passo dalla tripla doppia, 22 punti, 12 rimbalzi e 9 assist, segnando però 8 dei 10 punti totali dei Nuggets nel OT; i Bulls si leccano le ferite e si consolano con l’ennesima ottima prestazione di Zach LaVine, 28 punti e 7 assist, e con il career-hig del rookie Wendell Carter, 25 punti conditi anche da 8 rimbalzi.

 

(4-4) Minnesota Timberwolves 128 – 125 Utah Jazz (4-3)

Arriviamo a quella che è stata la partita della notte, sì perchè tutti questa notte siamo tornati indietro nel tempo insieme a Derrick Rose. 50 punti (con 19/31 dal campo), di cui 15 nell’ultimo soffertissimo quarto, carrer-high, stoppata decisiva e lacrime a fine partita per uno dei giocatori più talentuosi e sfortunati dell’ultima decade. Minnesota controlla nei primi tre quarti di partita, ma con il vantaggio che non va mai sopra i 13 punti e con Utah che prima rientra e poi addirittura sorpassa i Wolves sul 119-116; qui sale ulteriormente in cattedra Rose che segna 9 degli ultimi 12 punti dei padroni di casa riportando i suoi avanti di 3. Sull’ultimo possesso della partita Exum potrebbe impattarla a quota 128, ma come nella favola più bella viene stoppato da Rose, con il pallone che muore nelle braccia di Towns (28 punti e 16 rimbalzi). Sia per Minnesota che per Utah tutto il quintetto va in doppia cifra, grazia anche al punteggio alto dell’incontro, ma i Wolves con un Rose così non potevano che centrare la loro seconda W consecutiva.

 

(2-6) New York Knicks 101 – 107 Indiana Pacers (5-3)

Grazie a un bel quarto quarto gli Indiana Pacers vincono al Madison Square Garden, riprendendo a correre dopo la sconfitta con Portland. Protagonisti di serata sono Oladipo (che si è presentato con un costume da Black Panther), autore di 24 punti di cui 11 proprio nell’ultima frazione, e soprattutto Domantas Sabonis, grazie al suo carrer-high da 30 punti con un incredibile 12/12 dal campo. Per New York, invece, dopo il successo nel derby con i Nets, questa è la sesta sconfitta stagionale, nonostante un buon Hardaway, 37 punti con il 53% dal campo.

 

(8-1) Golden State Warriors 131 – 121 New Orleans Pelicans (4-3)

Non sanno più perdere i GSW, che colgono il sesto successo consecutivo ai danni dei Pelicans, che invece dopo la partenza sprint si trovano a fare i conti con la terza sconfitta di fila, complice un AD23 ancora a mezzo servizio. Protagonista della partite, e in generale di questo inizio di stagione, è il solito Steph Curry, autore di 37 punti con 7/11 dall’arco, coadiuvato come sempre alla grande da Durant (24 punti), da un Thompson senza i panni del supereroe (18 punti) e un Green che sfiora la tripla doppia (16 punti, 14 rimbalzi e 8 assist). A New Orleans non bastano i 28 di un ottimo Holiday e le doppie doppie di Mirotic (26+12), Davis (17+12) e Randle (11+10).

 

(3-5) Los Angeles Lakers 114 – 113 Dallas Mavericks (2-6)

I Lakers ritrovano la vittoria contro dei Mavericks in crisi (quinta sconfitta consecutiva) dopo una partita che, però nel finale stava per scappare nuovamente di mano a LeBron e compagni. Los Angeles gioca bene sin dall’inizio e grazie a un primo quarto da 38 punti scappa sul +17, poi amministra fino all’inizio dell’ultimo quarto (94-81), qui scende l’attenzione e l’intensità dei ragazzi di Luke Walton che subiscono un parziale di 15-2 che riporta i Mavericks in parità sul 113-113 a 7 secondi dal termine. Sull’ultimo possesso Lakers, James riesce ad andare in lunetta a 2 secondi dal termine, sbaglia il primo dei due liberi, segna il secondo, ma fortunatamente sull’ultimo possesso della partita Barea sbaglia la tripla del sorpasso consegnando la W a LA. Per i Lakers fondamentali i 29 di LeBron, i 35 complessivi tra Kuzma e Ingram e i 16+15 di  McGee; a Dallas non bastano i 6 uomini in doppia cifra, capitanati dai 21 di Matthews e dai 19 di Barnes.

 

(1-6) Phoenix Suns 90 – 120 San Antonio Spurs (5-2)

Partita senza storia alla Talking Stick Resort Arena di Phoenix dove San Antonio passeggia sui malcapitati Suns, giunti alla sesta sconfitta consecutiva. Gli Spurs prendono il comando delle operazioni già dalla palla a due, chiudono il primo quarto sul +13 e poi controllano fino alla sirena finale con vantaggio che si dilata fino al +30. Per San Antonio sugli scudi i soliti DeRozan e Aldridge, 25 e 24 punti, oltre ad un Belinelli da 14 (anche se con il 36% dal campo); Phoenix, ancora senza Booker, invece, ha 21 punti da Warren e 16 dal rookie Bridges, veramente troppo poco.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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