Sesta consecutiva per Milwaukee, primo passo falso di Pistons e Pelicans, LeBron ancora battuto da DeRozan

Sesta consecutiva per Milwaukee, primo passo falso di Pistons e Pelicans, LeBron ancora battuto da DeRozan
(4-1) Detroit Pistons 89 – 109 Boston Celtics (4-2)

Dopo quattro vittorie consecutive si arresta la corsa dei Detroit Pistons, a batterli per la prima volta in stagione sono i Boston Celtics di un finalmente convincente Jaylen Brown, che dopo aver raccolto 18 punti totali nelle precedenti 3 partite, ne mette 19 e limita alla grande lo scatenato Griffin di inizio stagione (7 punti con 2/13 dal campo). Boston scappa subito nel primo quarto (30-21) e allunga ulteriormente nel secondo, con vantaggio che si dilata anche fino al +29, complice il 19% con cui i Pistons tirano da 3, controllando poi fino alla sirena finale. Nonostante Tatum (6 punti), Horford (4 punti) e Irving (3 punti) non entrino mai veramente in partita, Boston si salva con i 62 punti della panchina, capitanati dai 18 del solito Morris, contro i soli 32 dei Pistons, ai quali però non bastano né i 18 di Drummond né i 16 di Johnson per salvare l’imbattibilità.

 

(4-1) New Orleans Pelicans 111 – 132 Utah Jazz (3-2)

Un’altra imbattibilità terminata nella notte è quella dei Pelicans, che senza Anthony Davis, fermato per un fastidio al gomito, e dopo aver rischiato anache nella partita precedente con i Nets, devono arrendersi agli Utah Jazz, che hanno sfruttato al meglio l’assenza di The Brow, servendo con continuità Rudy Gobert, che ha dominato a centro area chiudendo con 25 punti. 14 rimbalzi e 4 stoppate. Il vero mattatore dell’incontro è stato, però, un Ricky Rubio da 28 punti  e 12 assist, abile direttore di orchestra di una squadra che a fine partita ha fatto segnare 132 punti, il 62% da due e 31 assist complessivi; a NOLA non sono bastati i 25 del solito Mirotic e i 18 di Jrue Holiday.

 

(2-3) Atlanta Hawks 85 – 97 Chicago Bulls (2-4)

Dopo la brutta sconfitta di Charlotte, i Bulls vincono alla Philips Arena di Atlanta, grazie ad un quarto quarto nel quale tirano 7/10 da tre punti, rompendo l’equilibri di una gara fino a quel momento molto aperta. Miglior marcatore di giornata è stato, per la 6 partita consecutiva, Zach LaVine, autore di 27 punti a cui ha aggiunto anche 11 rimbalzi (massimo in carriera), aiutato ancora una volta da Jabari Parker, 18 punti di cui la metà nel decisivo ultimo quarto, e da Wendell Carter, che nella sua Atlanta ha messo su una doppia doppia da 10+10. Gli Hawks pagano oltremodo  la serata no di Trae Young (13 punti con 3/12 dal campo), oltre alle 22 palle perse e al misero 32% dal campo.

 

(0-6) Cleveland Cavaliers 107 – 119 Indiana Pacers (4-2)

Indiana e Cleveland non si incontravano dalla gara-7 dello scorso anno, ma da allora tante cose sono cambiate, soprattutto in Ohio, dove i Cavs, con la sconfitta di questa notte, devono fare i conti con la seconda peggior partenza dal 1995-1996. La chiave della partita è nelle 18 palle perse dei Cavs, ancora privi di Kevin Love, che hanno portato 30 punti a Indiana e che le hanno consentito di tirare con più del 60% dal campo, grazie ai contributi di Bogdanovic (25) e Oladipo (24). Troppo poco per i Cavs i 17 di Hood e la doppia doppia da 15+12 di Nance.

 

(3-3) Philadelphia 76ers 105 – 103 Charlotte Hornets (3-4)

Phila ringrazia Robert Covington e la sua tripla a un minuto dal termine grazie alla quale è riuscita a venire a capo di una partita ostica contro dei combattivi Charlotte Hornets. Covington, oltre alla tripla decisiva, ha fatto segnare 18 punti e 10 rimbalzi, oltre ad alcune ottime difese su un Kemba Walker che, nonostante i 37 punti, ha faticato molto a trovare la via del canestro (31 tiri totali e 3/15 dall’arco). Per i 76ers, invece, ci sono anche i 27 con 14 rimbalzi di Embiid e la doppia doppia da 14 e 12 rimbalzi di Ben Simmons.

 

(3-2) Memphis Grizzlies 117 – 96 Phoenix Suns (1-4)

Momenti diametralmente opposti per Memphis e Phoenix: i Grizzlies con il successo della notte salgono sopra il 50% di vittorie, i Suns, invece, raccolgono il quarto dispiacere consecutivo, a causa anche dell’assenza forzata di Devin Booker. In una sfida di giovani promesse a fare la voce grossa sono Marc Gasol (19 punti e 8 rimbalzi) e Mike Conley (18 punti e 7 assist), grazie ai quali nel secondo quarto (40-25) i Grizzlies mettono in piedi il parziale di 14-0 che spacca la partita e dà alla squadra di Bickerstaff un comodo vantaggio da amministrare. Per i Suns l’unica consolazione rimane Ayton, ancora positivo con 24 punti, grazie al 12/13 dal campo.

 

(3-2) Miami Heat 120 – 111 Portland Trail Blazers (3-2)

Grazie ad un ritrovato Goran Dragic (28 punti) i Miami Heat vincono contro Portland, dopo aver sudato però più di qualche camicia per portare a casa il risultato, merito di Damian Lillard (nella notte arrivato a 11000 punti in carriera), per la seconda partita di fila sopra i 40, e capace di ricucire lo strappo (+19) che Miami aveva costruito nel primo tempo. La partita si accende soprattutto nell’ultimo periodo quando Portland con un parziale di 11-0 mette la testa avanti sul 99-96, ma dopo una partita tutta in rimonta arriva con il fiato corto e cede nuovamente il passo agli Heat. Miami che oltre a Dragic sfruttano i 19 di Wade e Olynyk, la doppia doppia da 14+10 di McGruder e i 16 rimbalzi e 6 stoppate di Whiteside.

 

(6-0) Milwaukee Bucks 113 – 91 Orlando Magic (2-4)

Nella notte in cui cadono per la prima volta Pistons e Pelicans, chi rimane ancora imbattuta è la Milwaukee di Antetokounmpo, arrivata la sesto successo consecutivo ai danni dei Magic. Partita mai in discussione con Milwaukee che prende la testa della gara al minuto 7 e non la lascia più fino al termine, merito del 50% dal campo, oltre ai 57 rimbalzi, dei Cervi contro il misero 33 di Orlando. Antetokounmpo con 21 punti è il miglior marcatore dei Bucks, nonostante i soli 19 minuti trascorsi sul parquet, aiutato anche da Middleton, Brogdon, DiVincenzo, Lopez e Connaughton, tutti in doppia cifra; per Orlando l’unico a salvarsi è Vucevic, che chiude con 16 punti (7/10 dal campo).

 

(3-2) San Antonio Spurs 110 – 106 Los Angeles Lakers (2-4)

Cadono per la seconda volta in stagione contro gli Spurs i Lakers di LeBron James: all’AT&T Center la partita non è spettacolare come quella dello Staples Center (difficile emularla), ma non è neanche da buttar via. I protagonisti sono ancora una volta DeRozan e James, il primo chiude con 30 punti,12 rimbalzi, 8 assist e il canestro decisivo, il secondo si ferma “solo” a 35 punti e 11 rimbalzi con 13/21 al campo. I Lakers provano a scappar via per tutta la partita, arrivando anche sul +14, ma subiscono sempre il ritorno degli Spurs, quello decisivo a inizio quarto quarto, quando dopo una tripla di Ball (6 punti in 27 minuti), creano un solco di 8 punti che LA non riesce a colmare, nonostante Rondo abbia la possibile palla del -1, che però a causa di una brutta ricezione è costretto a ributtare fuori per James che poi sbaglia dalla distanza. Per gli Spurs oltre a DeRozan ci sono le doppie doppie di Gay e Gasol, sponda Lakers, invece, troppo poco i 15 di Kuzma, i 14 di Stephenson e i 12 di Rondo per dar man forte al Re.

Alessandro Colonnello

21 anni. Studente di Economia al secondo anno con la passione per lettura, film e, soprattutto, basket. Finto giornalaio amante dei San Antonio Spurs e con un debole per Rajon Rondo.

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