Toronto e Milwaukee non sanno più perdere, i Lakers vincono la prima, Curry show con 51 punti

Toronto e Milwaukee non sanno più perdere, i Lakers vincono la prima, Curry show con 51 punti
(2-2) Atlanta Hawks 111 – 104 Dallas Mavericks (2-2)

Alla Philips Arena, Dallas parte subito fortissimo nel primo quarto e grazie anche al 7/11 da tre punti (Doncic subito 12 punti dei suoi 21 totali) va subito sul +20 al primo riposo breve.  Dal secondo quarto la musica cambia, Atlanta si risveglia e Dallas sporca notevolmente le sue medie, dilapidando nel solo secondo quarto metà del vantaggio acquisito (48-58). Il sorpasso di Atlanta arriva su un lay-up di Trae Young (17 punti alla sirena) a 2 minuti dal termine, i Mavs non reagiscono e gli Hawks riescono a scappare via fino al 111-104. Gli Hawks ringraziano un Prince da 24 punti, un inaspettato Bembry da 11+16, ma soprattutto Kent Bazemore, 32 punti e 7 assist; a Dallas non bastano i 23 di Matthews oltre a Doncic e alla doppia doppia di ordinanza da 11+16 di DeAndre Jordan.

 

(0-4) Cleveland Cavaliers S 86 – 102 Brooklyn Nets (2-2)

Ennesimo passo falso, il quarto consecutivo, per i Cleveland Cavs del post-LeBron: a sfruttare il momento nero degli uomini di coach Lue questa volta sono dei discreti Brooklyn Nets, capaci di andare al riposo sul 45-45 per poi piazzare l’allungo decisivo a inizio terzo quarto con un parziale di 15-0. I Cavs pagano il 3/18 da 3 e non si salva praticamente nessuno, i “migliori” sono Sexton (14 punti abbastanza convincenti), Clarkson (14 punti ma con 4/14 dal campo) e Love (14+11 ma con -21 di plus/minus). Brooklyn, invece, con 6 uomini in doppia cifra, capitanati dai 18 di Russell, porta a casa la prima vittoria in trasferta, con meno fatica del previsto.

 

(2-2) Miami Heat 110 – 87 New York Knicks (1-4)

Dopo la sconfitta al fotofinish contro Charlotte, Miami ritrova il pubblico di casa e anche la vittoria contro dei Knicks che dopo la W all’esordio aggiungono un’altra sconfitta, la quarta, al loro bottino. Primo tempo diviso a metà, primo quarto Knicks (27-16), secondo Heat (31-18), nel quale si va giustamente al riposo sul 47-45 per i padroni di casa. Al rientro in campo, però, non c’è più storia: Miami mette su un parzialone da 23-6 che taglia completamente le gambe a New York (45-20 il parziale del terzo quarto), per poi controllare fino alla sirena finale. Gli Heat si godono un Whiteside momentaneamente ritrovato (22+14), oltre alle sicurezze di inizio stagione, Richardson (21 punti) e McGruder (19). A New York è buio più assoluto, troppo poco i 20+10 di Dotson per salvare partita e faccia.

 

(2-3) Minnesota Timberwolves 105-112 Toronto Raptors (5-0)

Continua la marcia dei Toronto Raptors che passano anche contro i TWolves. Gli uomini di Thibodeau, che deve fare a meno di Wiggins dopo il colpo ricevuto contro i Pacers, perdono il contatto con Toronto già dalle prime battute del match, non riuscendo più a riprendere il treno. A fine partita il punteggio dice 105-112 in favore dei padroni di casa. Per i Raptors, continua il periodo d’oro di Leonard, autore di 35 punti col 65%  dal campo.

 

(2-3) Charlotte Hornets 110-112 Chicago Bulls (1-3)

Arriva, finalmente, la prima vittoria stagionale dei Chicago Bulls che battono gli Charlotte Hornets dopo un finale combattuto. A partire forte sono gli ospiti, che chiudono il primo quarto in vantaggio di tre sole lunghezze. A cambiare volto alla partita sono però la second unit di Chicago (42 punti a fine incontro) e Zach Lavine, top scorer dei Bulls con i suoi 32 punti. È proprio l’ex TWolves ha fare la giocata decisiva, rubando un pallone nella propria metà campo a 5 secondi dalla fine e chiudendo così di fatto i giochi.

(2-2) Utah Jazz 100-89 Houston Rockets (1-3)

Questa è forse un po’ la notizia della notte, Houston non sa più come vincere. Ebbene si, i texani perdono ancora, questa volta per mano degli Utah Jazz di un monumentale Mitchell. Il primo quarto dei Rockets però, è l’emblema del momento no della squadra di D’Antoni, che si appoggia totalmente alla classe offensiva di Harden e Melo, autori di 19 dei 29 punti complessivi nei primi dodici minuti di gioco. Il secondo quarto però è un vero e proprio manuale di distruzione per Houston che crolla, toccando anche il -15. Il divario è troppo grande e, nonostante un Anthony in gran spolvero, i Jazz riescono a controllare l’incontro vincendo uno scontro diretto molto importante.

 

(3-2) Indiana Pacers 116-96 San Antonio Spurs (2-2)

Anche qui ci troviamo di fronte ad una partita fondamentalmente decisa già nelle prime battute, con gli Spurs che partono male, facendo andare avanti Indiana e non riuscendo più a riprendere il controllo del match, con i Pacers che riescono a toccare anche il +21 ad inizio ultimo quarto. Per le statistiche, svettano i panchinari, con Sabonis autore di un’ottima doppia doppia (16 pts e 10 reb in 21 minuti) ed il nostro Marco Belinelli che ne mette 16 in appena 20 minuti di utilizzo.

 

(2-3) Philadelphia 76ers 108-123 Milwaukee Bucks (4-0)

I Bucks non si fermano più, e si candidano ora ad avere un vero ruolo da protagonista in questo Est. I ragazzi di Budenholzer vincono anche contro i Philadelphia 76ers, al termine di un incontro duro e difficile giocato con maturità da grande squadra. Milwaukee infatti, dopo un primo quarto chiuso sotto di 12, ribalta tutto nel secondo quarto aprendo con un parziale di 10-2, e continuando con un altro da 19-2, chiudendo il primo tempo sul 71-64 e sfiorando i 50 punti in un solo quarto. Nella ripresa i Bucks riescono a controllare la partita, ottenendo una W di prestigio contro una diretta rivale come Phila. Impossibile, per gli amanti delle statistiche, non citare la prestazione di Antetokounmpo, autore di una tripla doppia monstre da 32 punti, 18 rimbalzi e 10 assist.

 

(1-3) Los Angeles Lakers 131-113 Phoenix Suns (1-3)

Finalmente è successo. Abbiamo dovuto attendere un po’, ma alla fine il Re è riuscito a centrare la prima vittoria con la maglia. I Lakers infatti vincono contro i Suns, al termine di un incontro giocato bene e messo in cassaforte già nel primo tempo. Infatti, dopo un primo quarto chiuso in vantaggio di sole due lunghezze, LA decide di dare lo strappo decisivo: guidati da un insolito Lance Stephenson i Lakers segnano ben 44 punti ed ottenendo in pratica, con 24 minuti ancora da giocare, la prima vittoria stagionale. Man of the match ovviamente Lance, unico gialloviola sopra i 20 punti.

 

(2-1) Memphis Grizzlies 92-97 Sacramento Kings (1-3)

E chi l’avrebbe mai detto, ma Memphis dopo tre partite si ritrova con un record positivo. In realtà la partita con i Kings è di una tristezza rara, con nessuna delle due squadre in grado di scavallare quota 100 punti, ormai diventata quasi la normalità in questo inizio di stagione con punteggi (e difese) da All Star Game. L’incontro in se non ha molto da dire, con i Grizzlies più in palla nei primi minuti ed in vantaggio di 8 lunghezze a fine primo tempo. Nella seconda metà però, Sacramento prova a rifarsi nuovamente sotto, trovando anche il pareggio a fine terzo quarto. In volata però, la W va a Memphis, guidati dai soliti Conley (27 pts) e Gasol (10+10).

 

(1-3) Washington Wizards 122-144 Golden State Warriors (4-1)

Arriviamo così finalmente al main event, non tanto per la partita in se, ma per la prestazione fuori da ogni logica di Steph Curry. Se Golden State ha infatti vinto il match senza particolari problemi, il merito va probabilmente al numero 30 che, già solo nel primo quarto fa registrare un discreto 5/5 dalla lunga distanza, azzannando di fatto la partita alla giugulare. Da quel momento, Curry non si è più fermato: 51 punti, con 11 triple segnate. Cos’altro si può dire? Nulla.

Claudio Rosa

21 anni, studente all'Università Cattolica del Sacro Cuore, aspirante giornalista ma giornalaio per passione, tifoso Lakers nel tempo libero ed amante occasionale dello stretch four.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *