Italians Do It Better – Buone le prime per Beli ed il Gallo

Italians Do It Better – Buone le prime per Beli ed il Gallo

La pizza, gli spaghetti e il mandolino, la lupara, il clacson che suona all’impazzata quando suona il verde. “Il Made in Italy”, fuori dai nostri confini, ha sempre trovato il modo di farsi riconoscere. Ma l’Italia non è solo cafonaggine ed arte culinaria. È anche (e soprattutto) grazie allo sport che il nostro marchio ha avuto modo di diffondersi all’estero,grazie alla Nazionale del 2006 – e perché no, anche quella dell’82, ‘38 e ‘34 – al Milan di Sacchi che rivoluzionó la storia del calcio, ai nove mondiali di Valentino Rossi e ai 16 della Ferrari. Nel basket, invece, il tricolore ha sempre faticato a dire la propria. Menzione a parte va fatta per l’Italbasket del 2004, quando Basile, Galanda e Pozzecco fecero fuori gli USA di LeBron, Carmelo Anthony e Wade. Dall’attuale generazione, impossibile negarlo, ci si aspettava sicuramente molto di più, ma i nostri ragazzi – prima con Simone Pianigiani e poi con Ettore Messina – hanno sempre deluso le aspettative, nonostante un roster di assoluto livello grazie alla presenza di Gallinari e Belinelli.

Proprio a loro due sarà dedicata la nostra rubrica: “Italians do It Better”. Insomma, più che un motto assume i connotati di un auspicio. Si auspica certamente che i muscoli di Danilo Gallinari riescano, almeno quest’anno, a trovare pace e continuità, e che la mano di Marco Belinelli non si raffreddi mai.
I nostri due connazionali hanno iniziato sufficientemente questa nuova stagione NBA: per gli Spurs sono arrivate fin qui due vittorie ed una sconfitta, mentre per i Clippers due vittorie ed altrettante sconfitte.

Nella città degli Angeli l’obiettivo dichiarato è quello di piazzarsi almeno tra le prime otto di una Western Conference che si prospetta più agguerrita che mai. Dopo un inizio non indimenticabile contro Denver, la squadra di Los Angeles ha subito invertito la rotta battendo Okc e Houston, due tra le formazioni candidate a dar fastidio a Golden State. Stanotte, invece, i Clippers si sono dovuti arrendere davanti ai Pelicans di Anthony Davis nonostante i 24 punti del cestista italiano. Gallinari, che aveva preannunciato più volte una grande stagione, ha mantenuto fede a quanto detto: fin qui 21,5 punti di media, 2 assist, 7 rimbalzi e tante dita incrociate a Los Angeles, perché i Clippers hanno assolutamente bisogno di un Gallo così.

Sono in molti, invece, ad aspettarsi una stagione anonima di San Antonio dopo l’addio di Leonard. In realtà gli Spurs, dopo lo scambio con Toronto che ha portato in Texas DeMar DeRozan, ne escono totalmente rinforzati, alla luce soprattutto della passata stagione (non) giocata da Kawhi. Il ritorno a casa di Beli è subito celebrato con una vittoria contro Minnesota, squadra piena zeppa di talenti che concorrerà per i playoff ad Est, e con i punti in doppia cifra per il nativo di San Giovanni in Persiceto. Battuta d’arresto che non tarda ad arrivare contro Portland (solo due punti per il cestista italiano) ma cancellata però immediatamente dall’incredibile vittoria allo Staples Center contro i Lakers di Lebron James. La squadra di Gregg Popovich si impone all’overtime per 143 a 142 con una super prestazione di Marco Belinelli che, nel momento più importante, sa bene come prendere solo la retina.

Prossima settimana i Clippers di Gallinari saranno chiamati ad una grande prova di maturità contro Rockets e Wizards.
Belinelli con i suoi Spurs affronterà invece Peacers, Lakers e i Mavericks di Luka Doncic.
Appuntamento allora alla prossima settimana, perché “Italians Do It Better” e noi ve lo racconteremo.

Alfio Pappalardo

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