Crolla (ancora) OKC, vincono Atlanta e Sacramento, sconfitte eccellenti per Warriors e Rockets

Crolla (ancora) OKC, vincono Atlanta e Sacramento, sconfitte eccellenti per Warriors e Rockets

(0-3) Cleveland Cavaliers 111-133 Atlanta Hawks (1-2)

Perde ancora Cleveland che, nella notte, esce  sconfitta anche dalle mura amiche, tramortita da un Trae Young versione ROTY.
La partita vive di momenti, ed all’inizio infatti sono i Cavs a guidare le operazioni, chiudendo il quarto con un incoraggiante +10 sugli avversari. È però nel secondo quarto che l’incontro vive il suo momento clou, con gli Hawks che,  guidati dal loro rookie, si fanno nuovamente sotto riuscendo a colmare il gap ed a concludere il quarto sopra di due, aiutati anche da una difesa di Cleveland decisamente rivedibile. Nella seconda metà di gioco, dopo un iniziale equilibrio, sono ancora gli ospiti a dare lo strappo decisivo verso la vittoria. Per Atlanta, come già detto, fenomenale prestazione di Young che, con i suoi 35 punti e 11 assist, guida la sua squadra verso la prima W stagionale.

 

(0-3) Oklahoma City Thunder 120-131 Sacramento Kings (1-2)

OKC non sa più vincere, o almeno, così sembra. Nella notte del ritorno in campo di Westbrook, assente nelle prime due uscite stagionali, i Thunder perdono ancora, e questa volta male, contro i Sacramento Kings.
La partita in se non ha molto da dire, con Oklahoma costretta ad inseguire e mai realmente capace di tenere il passo degli avversari, scappati a fine secondo quarto e mai più ripresi. Nonostante ciò, il tabellino dirà che Westbrook è andato a soli due assist dalla tripla doppia (32 pts, 12 reb, 8 ast), tirando con ottime percentuali dal campo. Lo stesso Paul George non ha giocato affatto una brutta partita, conclusa con 29 punti in 18 tiri, ed anche Adams è andato in doppia cifra sia di punti che di rimbalzi (10 pts, 14 reb).  La disfatta di OKC andrebbe ricercata da altre parti, a cominciare dal restante quintetto, composto da Patterson e Ferguson, protagonisti di un poco entusiasmante 2/13 al tiro.

 

(3-0) Denver Nuggets 100-98 Golden State Warriors (2-1)

La notizia della notte arriva direttamente dal Colorado, dove i campioni in carica perdono in un finale in volata contro i Denver Nuggets, ormai forse più di una semplice sorpresa in questo inizio di stagione.
I primi minuti di partita in realtà, sorridono ai Warriors, favoriti anche dall’attacco di Denver che non riesce a trovare il feeling col canestro. Golden State però, non trova la forza per scappare, e nel secondo quarto si fa riprendere dai padroni di casa che riescono a chiudere il primo tempo con un ritardo di due sole lunghezze. Il terzo è invece il quarto del definitivo sorpasso di Denver, che passa in vantaggio a 7 minuti dalla fine (58-57) e riuscendo ad allungare su GSW, costretta a colmare un gap di ben 10 punti ad inizio ultimo quarto. Purtroppo per i ragazzi della Baia però, l’appoggio di Damian Jones sbatte sul tabellone, stoppato dal provvidenziale intervento di Hernangomez.

 

(2-1) Los Angeles Clippers 115-112 Houston Rockets (1-2)

Il match più atteso della serata era sicuramente quello tra Clippers  e Rockets, costretti a ripartire senza Paul dopo i fatti di LA (sponda Lakers). La sfida vive ovviamente di fiammate, con ritmi alti come era facile immaginarsi. Houston, senza CP3, si affida al duo Harden-Capela che da non pochi problemi alla retroguardia dei Clippers. È però nel secondo tempo che le due squadre si lasciano andare: i primi ad osare sono i padroni di casa che, grazie ad un super Gallinari, riescono con un parziale di 12-0 a chiudere il terzo quarto rasentando la doppia cifra di vantaggio. Negli ultimi dodici di gioco, i texani provano, con Eric Gordon (21 punti, 5/8 da tre) ed il solito James Harden (31 punti e 14 assist) a ricucire lo strappo ma la preghiera finale del Barba finisce sul tabellone, sfiorando soltanto il ferro.
Per Doc Rivers, ottimi segnali da parte di Harris e Gallinari, rispettivamente 23 e 20 punti, e di una panchina in grado di segnare 53 dei totali 115 punti.

Claudio Rosa

21 anni, studente all'Università Cattolica del Sacro Cuore, aspirante giornalista ma giornalaio per passione, tifoso Lakers nel tempo libero ed amante occasionale dello stretch four.

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